L’azienda tipografica fondata negli anni Sessanta dalla famiglia Farina opera nel mondo della stampa periodica. Per arginare gli effetti di un mercato in contrazione ha investito per rendere la produzione sempre più efficiente
C’è un luogo che ritorna, come una fotografia sbiadita ma ancora viva, nei racconti sulla nascita di Litosud: un’autorimessa alla periferia di Roma, nei primi anni Sessanta. È lì che i genitori di Mario Farina, oggi amministratore unico dell’azienda, danno vita a un piccolo laboratorio di rilegatura. Tra mani sporche d’inchiostro e tanta determinazione prende forma una storia imprenditoriale destinata a crescere ben oltre quelle mura, fino a diventare uno dei riferimenti italiani della stampa industriale di quotidiani, riviste e prodotti editoriali.
La traiettoria prende una forma più strutturata nel 1989, quando nasce ufficialmente Litosud come stabilimento tipografico dedicato alla stampa dei giornali. Da quel momento, viene avviato un percorso di consolidamento industriale, ampliando progressivamente impianti e capacità produttiva, prima a Roma e poi nell’area milanese, fino a costruire un sistema integrato capace di servire i principali editori nazionali. Oggi la società conta stabilimenti nella Capitale, a Pessano con Bornago (MI) e a Oricola (AQ), un parco clienti tra i più rilevanti del Paese e una continuità imprenditoriale arrivata ormai alla terza generazione, con i figli Marco e Gianluca coinvolti nella gestione quotidiana.
«La storia imprenditoriale della mia famiglia inizia negli anni Sessanta: era l’Italia del boom economico che ha permesso la nascita di tante storie di successo in quel periodo – racconta oggi Farina –. L’eredità della mia famiglia non è fatta solo di mura e macchinari: è fatta soprattutto di valori come il coraggio, la passione, l’impegno nel lavoro e nel sociale». Nel tempo la compagnia si è affermata come fornitore di riferimento per numerosi gruppi editoriali nazionali. Dai suoi impianti passano regolarmente le tirature di testate come La Stampa, La Repubblica, La Verità, Italia Oggi, Milano Finanza, Libero, Il Fatto Quotidiano, Il Tempo, Il Romanista, oltre a numerosi settimanali e periodici del circuito Netweek/Dmedia.
Una tipica “notte di stampa” vede gli impianti lavorare in parallelo su più quotidiani, con produzioni che devono essere pronte per la distribuzione all’alba in diverse aree del Paese. Negli ultimi anni Litosud ha investito con continuità sull’ammodernamento tecnologico, aggiornando i sistemi Eae (importanti per ottimizzare il flusso di lavoro e, nel contempo, ridurre gli scarti), digitalizzando processi e migliorando la gestione delle rotative nei due siti principali. Il parco macchine comprende oggi rotative Goss Universal, Goss Uniliner e Kba Colora, affiancate da sistemi di prestampa automatizzati Nela e da piattaforme di controllo Eae/Q.I. Press Controls. Il tutto in un contesto non facile, segnato da cali strutturali dei volumi e da tensioni sindacali che hanno catalizzato l’attenzione sul clima interno e sulle scelte organizzative.
Il 2022, in particolare, ha visto momenti delicati nello stabilimento romano, mentre la risoluzione favorevole delle vicende giudiziarie legate alla proprietà ha riportato stabilità dopo una fase di incertezza. Nonostante questo, i risultati finanziari sul medio periodo mostrano una traiettoria di crescita.
Tra il 2018 e il 2024 i ricavi sono passati da 19,3 a 31,8 milioni, con un incremento complessivo di circa il 65% e un tasso annuo composto (Cagr) pari all’8,7%. Sul fronte della redditività, L’Ebitda è invece cresciuto da 4,3 milioni a 6,1 milioni, con una marginalità che, pur calando, si è mantenuta strutturalmente elevata: dal 20,8% al 18,5%, con un picco del 25,2% nel 2021. Parallelamente, l’utile netto è più che raddoppiato, aumentando da 1,5 a 3,2 milioni.«Il biennio 2023-2024 è stato caratterizzato da un repentino aumento dei tassi di interesse – sottolinea Farina –. Noi di Litosud abbiamo impiegato le nostre risorse anche per ridurre l’indebitamento sia a breve che a lungo e mantenere così alta la competitività sul mercato».
L’innovazione continua è una delle leve principali. Il sito di Oricola, in particolare, sarà centrale nella crescita futura: lì Litosud ha rinnovato completamente il parco macchine, sostituendo la stampa rotocalco con la roto-offset. «La prima prevedeva un processo produttivo industriale più lungo e più costoso ed era sostenibile solo con delle tirature più alte». Un altro pilastro è la transizione energetica: un impianto fotovoltaico da 3,5 MWp, capace di generare oltre 6,2 GWh annui e di coprire i consumi diurni, rappresenta un passo deciso verso l’autonomia.
«Da qui è nata la necessità di renderci più indipendenti possibile», osserva Farina, sottolineando l’impatto della crisi russo-ucraina sui costi energetici. «In un mercato dove i volumi sono in forte contrazione, gli investimenti rivolti a sostituire o integrare le linee di produzione sono limitati: noi focalizziamo le nostre energie e strategie in innovazioni di processo che permettano una produzione sempre più efficiente». Una direzione che si estende anche alla riconversione degli immobili industriali verso funzioni logistiche avanzate.
Il settore continua però a cambiare profondamente: «Il mercato della stampa industriale è in costante decremento da circa quindici anni, con contrazioni comprese tra il 9% e il 12% ogni anno», ricorda Farina. Che però conclude: «Bisogna tenere in considerazione che l’editoria tradizionale continuerà a ricoprire un ruolo fondamentale per raccontare i fatti e avrà una grande responsabilità verso i propri lettori».