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Latteria Sorrentina sfonda il tetto dei 200 milioni. Il suo fiordilatte guarda all’Est e al Sud America

L’azienda campana, che esporta in 90 Paesi, ha lanciato lo scorso anno una nuova business unit dedicata alla grande distribuzione organizzata, con sei nuovi prodotti pensati per gli scaffali dei supermercati

Per capire al meglio il percorso di Formalactis bisogna partire da un dettaglio apparentemente minuscolo. Un fermento. Non un brevetto rivoluzionario, non un algoritmo, non una tecnologia proprietaria. Un fermento che la famiglia Amodio si tramanda da generazioni e che, ancora oggi, viene utilizzato per produrre il fiordilatte di Latteria Sorrentina. «È come un lievito madre», racconta Giovanni Amodio, general manager dell’azienda. Un’eredità invisibile che attraversa il tempo e collega il presente industriale di un gruppo da oltre 200 milioni di fatturato a una storia iniziata quasi due secoli fa sui Monti Lattari. Formalactis, la società che controlla il marchio Latteria Sorrentina, è infatti una delle realtà più rappresentative del comparto lattiero-caseario campano.

Formalmente nasce nel 2012, ma le sue radici affondano nell’Ottocento, quando Michele Amodio avvia l’attività casearia tra Pimonte e Moiano, sulle alture che dominano la penisola sorrentina. Da allora sono passate cinque generazioni di casari. È cambiato il mondo, è cambiata la logistica, sono cambiati i mercati. Non è cambiata l’idea di fondo: trasformare il latte in un prodotto che sappia raccontare un territorio. Oggi quel racconto si chiama Latteria Sorrentina e viaggia ben oltre i confini della Campania. L’azienda esporta in 90 Paesi e rappresenta uno dei principali ambasciatori del fiordilatte italiano nel mondo. «Quindici o vent’anni fa era quasi impossibile parlare di questo prodotto a diecimila chilometri di distanza – prosegue Amodio –. Noi ce ne siamo fatti carico e abbiamo intrapreso questa missione: portare avanti la conoscenza e valorizzare una categoria». Una sfida culturale prima ancora che commerciale. Perché mentre la mozzarella di bufala godeva già di una notorietà internazionale consolidata, il fiordilatte restava spesso confinato all’immaginario locale delle pizzerie napoletane.

Formalactis ha invece contribuito a trasformarlo in un prodotto globale. La crescita è passata soprattutto attraverso il canale professionale. Ancora oggi il cuore del business resta il mondo Horeca, con una specializzazione quasi maniacale per il settore della pizza.«Produciamo quattro linee di fiordilatte proprio per accompagnare la crescita del segmento della pizzeria e della ristorazione, che negli ultimi vent’anni ha vissuto una trasformazione netta». Dietro questa specializzazione si nasconde una delle intuizioni strategiche più importanti dell’azienda: considerare la distribuzione come parte integrante del prodotto.

Per questo Formalactis non si limita a produrre. In Italia gestisce una rete di piattaforme logistiche proprietarie e consegne dirette effettuate da personale interno. Una scelta controcorrente rispetto a molte aziende del settore, che  affidano la distribuzione a operatori esterni. In Europa, invece, il gruppo seleziona partner distributivi specializzati in grado di garantire gli stessi standard qualitativi. Il risultato è una presenza consolidata nelle pizzerie e nei ristoranti di numerose capitali internazionali. Un vantaggio competitivo costruito non soltanto sul prodotto, ma sulla capacità di farlo arrivare nel modo corretto.

L’internazionalizzazione rappresenta oggi una delle principali direttrici di sviluppo: gli Stati Uniti restano uno dei mercati più importanti, seguiti dall’Asia e dall’Australia, dove Latteria Sorrentina è presente da oltre dieci anni. Ma le nuove opportunità arrivano da altre geografie. I mercati più interessanti per il futuro, spiega Amodio, sono quelli dell’Europa orientale, come Polonia, Romania, Serbia e Croazia, insieme al Sud America, dove cresce la domanda di prodotti autenticamente italiani. L’espansione si riflette in numeri che raccontano una delle traiettorie di crescita più significative del settore. Tra il 2018 e il 2024 i ricavi sono aumentati da 52 a 187 milioni, con un tasso annuo composto (Cagr) di circa il 24%. Nello stesso periodo l’Ebitda è salito da 1,2 a 29,5 milioni, evidenziando un deciso miglioramento della redditività operativa, con un margine Ebitda passato dal 2,2% al 15,7%.

La crescita è proseguita nel 2025, anno in cui il gruppo ha registrato ricavi per 202 milioni, con un Ebitda di 27 milioni e un utile netto di 17 milioni. «È stato un anno di transizione, soprattutto a causa dell’altalena dei prezzi delle materie prime», sottolinea Amodio. Nonostante le turbolenze del mercato legato ai prezzi delle materie prime, l’azienda ha mantenuto livelli di redditività significativi e guarda al 2026 con ottimismo: «Quest’anno abbiamo già superato le aspettative sia in termini di proiezione di fatturato sia di Ebitda. Inoltre, stiamo migliorando ulteriormente la capillarità della distribuzione».

Tra le novità più rilevanti c’è l’ingresso nella grande distribuzione organizzata. Un passaggio importante per un’azienda che storicamente ha costruito il proprio successo servendo pizzaioli, chef e ristoratori: «Abbiamo implementato una nuova business unit dedicata alla Gdo. Abbiamo sviluppato una linea di sei nuovi prodotti e ci auguriamo che possa contribuire ulteriormente alla crescita del fatturato». È una svolta che racconta bene la maturità raggiunta dall’impresa. Per decenni Latteria Sorrentina ha costruito la propria reputazione nelle cucine professionali: oggi prova a portare quella stessa credibilità anche sugli scaffali dei supermercati.

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