
Radici ben piantate in Valtellina, ma sguardo alto oltre le montagne e verso i mercati mondiali. Sempre valorizzando il capitale umano del territorio. È la storia di Valtecne, azienda fondata nel 1983 a Berbenno, piccolo comune della provincia di Sondrio, che oggi opera su scala internazionale: dall’Europa agli Stati Uniti fino a Giappone e Australia. Negli anni si è specializzata in componenti che trovano applicazione nel settore medicale, in particolare strumenti per la chirurgia ortopedica, e in settori industriali come automotive ed energia.
Ambiti, insomma, in cui non è consentito alcun errore, perché una minima sbavatura potrebbe compromettere la sicurezza e l’efficacia dei dispositivi. «Ci siamo specializzati fin dall’inizio nella produzione di pezzi caratterizzati da un’elevata difficoltà di realizzazione e questa scelta ci ha permesso di diventare un punto di riferimento in mercati di nicchia, caratterizzati dall’esigenza di produrre componenti ad altissima precisione», commenta Paolo Mainetti, amministratore delegato di Valtecne e seconda generazione al timone dell’azienda fondata dal padre Vittorio.
Come chiarisce subito, i risultati dell’impresa non sarebbero stati possibili senza il contributo delle persone che vi fanno parte: per questo l’approccio di Mainetti si basa su un forte valore umano. «Per noi è cruciale investire in professionisti capaci, che possano crescere insieme all’azienda», spiega. Da qui il legame imprescindibile con il territorio, tanto che la maggior parte dei dipendenti è residente in zona. L’impresa ha non a caso avviato progetti con le scuole locali, offrendo ai ragazzi l’opportunità di imparare sul campo e, per quelli che si sono distinti, di intraprendere percorsi di formazione e inserimento.
«Abbiamo un programma con gli istituti del territorio, con i quali organizziamo giornate in fabbrica per mostrare il nostro processo produttivo agli studenti. Alla fine di queste iniziative, cominciamo un percorso con i giovani che hanno dimostrato maggiore interesse per Valtecne», racconta Mainetti. I dipendenti nel 2021 erano 168, nel 2025 sono stati 245, segnando un aumento significativo di quasi il 50% in soli 5 anni.
Oltre all’inserimento e alla valorizzazione di giovani del territorio, si aggiungono scelte importanti per rendere sempre più manageriale l’azienda come la nomina, avvenuta a dicembre 2025, di Fabio Esposito nel ruolo di direttore generale e l’ingresso di Luigi Ferrari nel consiglio di amministrazione che rappresenta un rafforzamento e un ampliamento della squadra nella sala dei bottoni.
I risultati di questo percorso si possono toccare con mano. I ricavi di Valtecne sono passati dai 16,2 milioni del 2018 ai 30,4 milioni del 2024, determinando un tasso composto di crescita annuale di circa 11,1%. Parallelamente è migliorato anche l’Ebitda, sia in termini assoluti che percentuali: in questo stesso lasso temporale è passato da 1,9 milioni (equivalenti all’11,4% dei ricavi) a 6,2 milioni (il 19,7%). Infine, l’utile netto è cresciuto dagli 1,1 milioni del 2018 ai 3,4 milioni del 2024. Lo scorso anno si è chiuso con un fatturato consolidato di 35,7 milioni, su cui l’estero incide per oltre il 60% del valore.
La crescita è passata anche da operazioni di M&A, come l’acquisizione nel 2025 del 60% della società vicentina Utilità, che genera ricavi per circa 5 milioni ed è specializzata in componenti meccanici di precisione nel settore dentale, ortopedico e aerospaziale. «Si tratta di un’operazione che ci permette di consolidare il nostro posizionamento nel settore medicale, ma anche di espandere la nostra offerta nell’ambito aerospaziale, un settore in forte crescita e molto interessante”, commenta Mainetti.
La quotazione in Borsa, avvenuta nel marzo 2023, è stata utile all’azienda per un duplice motivo: da una parte le ha permesso di ottenere visibilità globale e dall’altra le ha consentito di raccogliere 5,5 milioni. «L’Ipo è avvenuta un po’ per caso dopo il covid. Continuavano a proporci l’operazione di quotazione: inizialmente non ci sentivamo così attrattivi per il mercato, inoltre eravamo in piena pandemia e lavoravamo moltissimo in condizioni peraltro molto difficili dovute al lockdown – spiega Mainetti –. Poi ci siamo convinti che potesse essere un’opportunità di crescita: e infatti la Borsa ci ha permesso di attrarre nuovi investimenti e di espandere la nostra presenza in Europa, Stati Uniti, Giappone e Australia. Penso a quanta strada abbiamo fatto da quando mio padre Vittorio iniziò l’attività cercando i clienti sfogliando le Pagine Gialle».
I buoni risultati di Valtecne non si limitano agli indici economici. L’azienda ha sempre mantenuto un forte impegno sociale, sia con il suo personale sia con la comunità locale. Mainetti, infatti, è molto attivo nel supporto a iniziative no-profit, tra cui la Onlus Cancro Primo Aiuto. «Crediamo che sia importante restituire qualcosa alla comunità. La beneficenza si fa, non si dice», conclude con orgoglio.