Tecnologia e supply chain sono i due cardini attorno ai quali, nel corso di quasi trent’anni, si è costruita l’identità di Tesisquare. Specializzata nello sviluppo di software per il monitoraggio e la gestione delle catene di approvvigionamento, l’azienda nasce a metà degli anni Novanta in provincia di Cuneo, inizialmente con il nome di Tesi. La sua vocazione è chiara fin dalle origini: creare piattaforme capaci di supportare le imprese e favorirne la crescita nei processi di digitalizzazione. I suoi prodotti di punta sono i software che compongono la Tesisquare Platform, un hub di dati che centralizza lo scambio di informazioni e rende la vita più facile per tutti i partner commerciali coinvolti in un determinato processo logistico. Come? Tramite programmi che implementano dashboard, Kpi (key performance indicator), sistemi di notifica proattiva e molto altro.
Oggi la società piemontese è una realtà internazionale con circa 500 dipendenti, 15 sedi tra Italia ed estero e una clientela che include nomi di primo piano come Pirelli, Ducati e Conad. Il suo percorso racconta una crescita economico-finanziaria solida e strutturata: dal 2018 al 2024. Dal 2018 al 2024 i ricavi sono quasi raddoppiati, passando da 30,8 a 61,1 milioni di euro. Parallelamente, l’Ebitda è cresciuto da 2,6 a 7,5 milioni, mentre la marginalità ha seguito un percorso di progressivo rafforzamento, salendo dall’8,5% del 2018 al 12,3% del 2024, dopo aver toccato un massimo del 13,3% nel 2022. Anche l’utile netto ha mostrato un’evoluzione significativa nel medio periodo, passando da 1,2 milioni nel 2018 a 3,4 milioni nel 2024, con un picco di 3,9 milioni nel 2023.
Nel 2024, ultimo esercizio visionabile, si è ulteriormente rafforzata la struttura patrimoniale: il patrimonio netto ha raggiunto i 17,5 milioni, mentre l’indebitamento si è attestato su circa 2 milioni, in aumento rispetto all’anno precedente ma lontano dal picco di 4,6 milioni registrato nel 2021. Un anno, quest’ultimo, «di forti investimenti sul fronte software, spinti dall’evoluzione dell’intelligenza artificiale, un trend destinato a proseguire», spiega il fondatore e Ceo Giuseppe Pacotto.
All’orizzonte si profila inoltre una possibile quotazione in Borsa all’Euronext Growth Milan, un’operazione che dovrebbe andare in porto entro il 2027 e che era già stata annunciata nel 2023 (con il 2025 come obiettivo iniziale).
“Tesisquare nasce nel 1995 a Bra, in provincia di Cuneo, fondata da Giuseppe Pacotto che trasforma una passione per l’informatica in impresa. Tra i primi successi, lo sviluppo di un portale fornitori per Ferrero. Oggi è specializzata in software per la supply chain e vanta tra i suoi clienti Pirelli, Ducati e Conad. Il suo prodotto di punta è la Tesisquare Platform, un hub che centralizza lo scambio di informazioni tra partner commerciali. Integra dashboard, indicatori di performance e sistemi di tracciabilità per semplificare la gestione della filiera”
Prima dei numeri, però, c’è sempre una storia. Quella di Tesisquare inizia nel 1995 a Bra, nel cuore del Cuneese. È qui, nel Comune famoso per la sua salsiccia, che Pacotto trasforma una passione in professione: «Tutto nasce da un hobby che poi è diventato mestiere» racconta oggi l’imprenditore, che dopo una formazione e una breve esperienza nel settore metalmeccanico decide di frequentare alcuni corsi e specializzarsi nell’informatica. «Dopo aver lavorato alcuni anni come dipendente, nel 1990 inizio come libero professionista per essere protagonista del mio futuro». Sono ancora gli anni dei mainframe, enormi computer che occupano intere stanze e che sono appannaggio di poche grandi aziende. In un contesto in rapida evoluzione, cinque anni dopo arriva l’intuizione: creare un’impresa capace di costruire una base clienti ampia e il più possibile diversificata. Nasce così Tesi Srl, che subito si distingue sviluppando uno dei primi portali fornitori per un gigante come Ferrero, con sede nella vicina Alba.
Tra il 2001 e il 2006 sorgono le prime sedi operative a Torino, Milano, Padova e Roma e nel 2010 viene lanciata una piattaforma dedicata alla supply chain visibility, pensata per migliorare la tracciabilità dei processi e la gestione dei dati lungo tutta la filiera. Due anni più tardi, nel 2012, inizia l’espansione internazionale con l’avvio di progetti all’estero e l’apertura di nuove sedi ad Amsterdam e Parigi, mentre nel 2013 l’azienda rinnova la propria identità con il lancio del nuovo brand Tesisquare, con un’impronta sempre più globale e orientata all’innovazione. Il 2018 è un anno di svolta: viene presentata la Tesisquare Platform, mentre nel 2021 si apre un ciclo focalizzato sullo sviluppo internazionale, con l’ingresso di Giulio Berzuini come general manager, chiamato a gestire questa nuova fase che porta in breve tempo all’acquisizione della francese Puissance i – di cui Tesisquare possiede la maggioranza assoluta – e di un ramo d’azienda tedesco dall’americana Aptos, su due mercati fondamentali per la società.
L’obiettivo, ora, è spingersi ulteriormente oltre i confini nazionali. «Il progetto da qui al 2030 ha come traguardo quello di portare il fatturato legato a società italiane che vivono prevalentemente di economia italiana a meno del 30% – prosegue Pacotto –. Nel ciclo 2021-2025 abbiamo già ottenuto degli ottimi risultati, arrivando al 15% di fatturato di legal entity estere e a oltre il 25% di società italiane su progetti internazionali. Oggi, quindi, possiamo dire di avere un 60% di fatturato legato all’economia nazionale e un 40% legato a quella internazionale». Gli obiettivi del prossimo quinquennio, tuttavia, guardano al di là dei confini europei: «Almeno un terzo del fatturato internazionale (se non di più) dovrà venire da fuori, perché l’Europa rappresenta pur sempre un mercato maturo, con prospettiva di crescita minori». Al momento l’attenzione è rivolta al Nord America, dove l’avventura è iniziata tre anni fa e si sta facendo attività di scouting per capire quali aziende possano offrire possibilità di partnership. Pacotto però volge lo sguardo a Est: «Il prossimo step, dopo il 2026, sarà avere una presenza in Sud Asia. Non per cercare clienti là, ma per supportare le operation delle aziende europee occidentali sul posto».