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Powersoft rende intelligente anche l’audio. Il Ceo Lastrucci: «Forte investimento in R&D»

Dal Super Bowl alla Grande Moschea fino ai veicoli Ferrari: le soluzioni per migliorare il suono
dell’azienda toscana trovano applicazione nei settori (e nei luoghi) più diversi. Ha chiuso il 2025 con
94,4 milioni di ricavi

L’innovazione alle volte non si vede, si sente. È il caso di Powersoft, azienda italiana con sede
a Scandicci, alle porte di Firenze, oggi alla guida di un gruppo tecnologico attivo a livello
globale nella progettazione e produzione di tecnologie audio professionali, in particolare, di
amplificatori di potenza leggeri, ad alta efficienza e compatti adatti per concerti, installazioni
fisse, teatri, cinema e stadi. L’azienda nasce da un’intuizione semplice quanto potente: unire
la passione per la musica alla competenza ingegneristica. «Siamo partiti da un garage
trasformato in sala prove, strumenti musicali e sperimentazioni tecniche che si sono
trasformati in una visione industriale solida e coerente», racconta il fondatore e Ceo Luca
Lastrucci. «Quella combinazione tra passione per la musica ed elettronica è ancora oggi il
motore della nostra innovazione».
Fondata nel 1995, al vertice della società assieme a lui ci sono il fratello Claudio Lastrucci,
R&D Director, l’amico e compagno d’università Antonio Peruch, Cost Assessment &
Production Engineering Director, e alla presidenza il padre Carlo Lastrucci. Dopo oltre 30
anni il gruppo conta quasi 300 persone e al centro della strategia c’è sempre una forte spinta
alla Ricerca & Sviluppo. Il cuore pulsante dell’innovazione è IdeoFarm, il laboratorio interno
con oltre 30 ricercatori coordinati da Claudio che consente all’azienda di esplorare nuove
soluzioni.
«Investire in ricerca e sviluppo è ciò che ci permette di rispondere rapidamente alle sfide e
proporre soluzioni davvero distintive», sottolinea il Ceo. L’ultima evoluzione di questo
percorso è AnyMate, presentata a Ise 2026: una tecnologia che trasforma la linea audio in
un’infrastruttura capace di trasportare non solo il suono, ma anche di inviare e ricevere dati
in tempo reale, senza l’aggiunta di cablaggi dedicati. I diffusori passivi diventano così
dispositivi intelligenti, monitorabili e gestibili da remoto. «La nostra visione è rendere l’audio
sempre più intelligente, connesso e gestibile nel tempo», spiega Luca Lastrucci. «Con
AnyMate la linea audio diventa un vero e proprio canale bidirezionale». A certificare il
percorso dell’azienda toscana sono i numeri, che hanno visto il fatturato passare dai 35,3
milioni del 2018 ai 94,4 milioni del 2025, con un tasso medio annuo di crescita del 15%. A
balzare all’occhio è l’Ebitda in netta crescita dai circa 6,7 milioni nel 2018 (pari a quasi il 19%
dei ricavi) a oltre 24 milioni nel 2025 (29,2%), mentre l’utile è salito da 5 milioni a 9,9 milioni,
con un calo rispetto ai 12,3 milioni del 2024. L’ingresso in Borsa nel 2018 ha rappresentato un
ulteriore punto di svolta, rafforzando la struttura finanziaria e la capacità di attrarre
competenze. «La quotazione è stata una scelta fondamentale per accelerare il nostro
percorso di crescita e attrarre nuove risorse a livello internazionale», sottolinea il Ceo. Un
altro testimone della buona performance di Powersoft è il suo portfolio. I sistemi progettati
dal gruppo toscano sono presenti negli stadi che ospitano eventi come il Super Bowl, ma
anche luoghi di culto come la Grande Moschea della Mecca. «La nostra tecnologia deve
adattarsi a contesti molto diversi tra loro», osserva Lastrucci, «ma con un unico obiettivo:
garantire sempre la massima qualità e affidabilità». Questa evoluzione trova concretezza in
progetti di altissimo profilo come la Sphere di Las Vegas, l’edificio sferico più grande del
mondo, dove le soluzioni Powersoft contribuiscono a creare un’esperienza totale, che unisce
audio e percezione fisica.

“Fondata nel 1995, l’impresa di Scandicci realizza progetta e realizza tecnologie audio
professionali, distinguendosi in particolare per gli amplificatori di potenza. Oggi conta
circa 300 persone e al centro della strategia c’è una forte spinta all’R&D. L’ultimo approdo
in questo percorso è AnyMate, una tecnologia che trasforma la linea audio in
un’infrastruttura intelligente, che oltre al suono può trasportare anche dati e
alimentazione. Nel 2018, anno della quotazione in Borsa, realizzava 35,3 milioni di
fatturato.”
Sul fronte industriale, significativa è la collaborazione con Ferrari, che punta a migliorare
l’esperienza sonora all’interno dei veicoli, riducendo al contempo peso, volume, consumi ed
emissioni di calore grazie a tecnologie efficienti. Accanto alla spinta tecnologica, l’evoluzione
di Powersoft è stata segnata da una crescita economica solida e costante, sostenuta sia dallo
sviluppo organico, sia da operazioni straordinarie. Tra queste, l’acquisizione di K-Array ha
permesso di ampliare l’offerta, arrivando a coprire l’intera filiera audio, dal componente
elettronico al sistema completo di amplificazione. «L’integrazione con K-Array ci ha
consentito di fare un salto di qualità, offrendo soluzioni sempre più complete», spiega
Lastrucci.
In questo cammino non sono mancate le difficoltà, in particolare durante la pandemia del
2020 «abbiamo continuato a investire e questo ci ha consentito di reggere all’urto, cogliendo
anche l’opportunità di acquisire spazi lasciati liberi da concorrenti in difficoltà». Dopo il
lockdown è arrivata la crisi globale dei componenti elettronici e, in questo caso, «da un lato
abbiamo lavorato sulla diversificazione della supply chain, evitando dipendenze da singoli
fornitori. Dall’altro, abbiamo sfruttato il nostro know-how rendendo i prodotti compatibili
con componenti disponibili sul mercato».
Anche in questo caso l’azienda ha dimostrato capacità di adattamento e visione industriale,
riuscendo non solo a contenere l’impatto, ma anche a conquistare quote di mercato. Il 2022,
poi, si era chiuso con risultati record: ricavi in crescita del 45% ed Ebitda in aumento del
146% sull’anno precedente. In un mondo in cui il suono è sempre più centrale ma sempre
meno visibile, Powersoft rappresenta un esempio di capacità e volontà di imporsi a livello
globale. «L’innovazione migliore è quella che non si vede, ma si sente», sintetizza Lastrucci.
«Ed è lì che vogliamo continuare a fare la differenza».

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