Il gruppo novarese è attivo nel mondo degli accessori per la telefonia e dell’elettronica di consumo. Nel 2025 il fatturato è salito a 85,8 milioni grazie anche «al contributo significativo di diversi mercati europei»
Una batteria esterna per smartphone è un prodotto che si compra spesso per necessità, magari valutandone il prezzo più che le performance più tecniche. È da questo segmento che è partita nel 1994 Sbs, azienda con base a Miasino (NO), piccolo paese che affaccia sul Lago d’Orta. Oggi è un gruppo multibrand attivo nel mondo degli accessori per la telefonia e dell’elettronica di consumo: un percorso compiuto in poco più di trent’anni dice qualcosa su come si possa uscire da una categoria a basso valore aggiunto senza abbandonarla. Ma anzi ampliando l’offerta, aggiungendo servizi e anche acquisendo marchi complementari.
«All’inizio il nostro mondo era quello delle batterie per smartphone: una categoria molto concreta, legata a un bisogno essenziale di utilizzo del dispositivo – racconta Marco Visconti, direttore generale di Sbs –. Da lì è iniziato un percorso di evoluzione che ci ha portati prima a sviluppare un’offerta sempre più articolata di accessori per la telefonia e poi a diventare un operatore più strutturato nel consumer electronics». Il passaggio successivo è stato quello di «affiancare al prodotto una componente crescente di servizi e soluzioni per il retail, trasformando alcune categorie tradizionali in piattaforme di servizio»: in questo modo Sbs si è resa «meno dipendente dalla sola logica di prodotto e più capace di generare valore lungo tutta l’esperienza d’uso della tecnologia».
La terza tappa è quella forse più visibile anche dall’esterno e ha riguardato «il cambio di scala» dell’azienda attraverso «l’internazionalizzazione, il rafforzamento organizzativo e, più di recente, le acquisizioni di Vivanco e Puro, che hanno trasformato Sbs in un gruppo multibrand con una presenza commerciale più ampia sui mercati esteri». Le due operazioni rispondono a logiche distinte: «La prima – spiega Visconti – ci ha permesso di ampliare la presenza in categorie più trasversali del consumer electronics, con un forte legame ai bisogni quotidiani di casa, lavoro e connettività. Puro invece presidia un segmento più lifestyle e premium, vicino all’ecosistema Apple e a un consumatore attento a design, qualità percepita e coerenza estetica».
La domanda sorge allora spontanea: ci sono altre operazioni di questo tipo in vista? Il direttore generale non si sbilancia: «Guardiamo con attenzione a nuove opportunità, ma con un criterio molto selettivo: un’acquisizione ha senso solo se rafforza il nostro progetto industriale, porta competenze o mercati complementari e può essere integrata senza snaturare l’identità del gruppo». Insomma: nel mercato in cui opera Sbs la grandezza conta, ma l’obiettivo è la solidità. Anche perché si tratta di un settore frammentato e affollato, con competitor di scala diversa: «Ci confrontiamo principalmente con operatori internazionali di grande scala, soprattutto americani e asiatici, mentre in Europa sono presenti diversi player specializzati nei singoli mercati nazionali», dice Visconti.
L’offerta asiatica è molto ampia e comprende sia player industriali evoluti sia operatori più orientati alla distribuzione rapida e al prezzo. Un terreno, quest’ultimo, su cui Sbs non vuole giocare: «La nostra differenziazione nasce dalla scelta di non competere solo sul costo, ma sulla capacità di portare al mercato soluzioni affidabili, certificate e facilmente integrabili nei diversi canali di vendita», precisa il direttore generale, che cita anche il design, affidato a un team interno specializzato, come ulteriore elemento distintivo assieme alla vicinanza al mercato. «Inoltre investiamo molto sui controlli di qualità e sulle certificazioni rilasciate da enti terzi: per noi non sono semplici adempimenti tecnici, ma strumenti che permettono di ridurre il rischio per i partner e distinguere un prodotto realmente affidabile da un’offerta costruita prevalentemente sul prezzo».
Un modello che nel lungo periodo ha pagato. Dal 2018 al 2024 i ricavi sono passati da 49,6 milioni a 81,2 milioni, l’Ebitda da 5,3 milioni (pari al 10,6% del fatturato) a 18,5 milioni (22,4%) e l’utile da 2,3 a 8,4 milioni. Il 2025 ha confermato la traiettoria, con ricavi netti saliti a 85,8 milioni e un Ebitda di 19,2 milioni, pari a un’incidenza del 22,4% sui ricavi netti. «Il risultato – commenta il direttore generale – è stato sostenuto sia dai mobile accessories sia dal consumer electronics, con un contributo significativo di diversi mercati europei come Polonia, Svizzera, Germania, Francia, Austria e Belgio». La distribuzione del contributo su più categorie e più Paesi è per il manager il segnale più rilevante, poiché conferma «la validità di un modello che combina portafoglio prodotti, servizi, brand e presenza internazionale».
Per il 2026 Sbs guarda con cauto ottimismo a un contesto internazionale incerto sotto più aspetti: in particolare, «l’andamento dei consumi, la pressione sui prezzi, le dinamiche delle catene di approvvigionamento e l’evoluzione dei diversi mercati in cui operiamo». Sul fronte delle opportunità, il direttore generale individua nelle categorie legate all’uso quotidiano della tecnologia (energia, ricarica, connettività, accessori per la mobilità, protezione) gli ambiti con più margine di crescita. La direzione per i prossimi anni si snoda attorno a tre filoni: «Il rafforzamento internazionale, lo sviluppo del portafoglio multibrand e la crescita della componente servizi. La priorità – conclude Visconti – resta crescere in modo sostenibile, trasformando le opportunità del mercato in progetti concreti e coerenti con il nostro posizionamento».
Partita dalla realizzazione di batterie esterne per smartphone nel 1994, Sbs è oggi un gruppo multibrand. Funzionali a questa evoluzione sono stati l’ampliamento dell’offerta, l’aggiunta di servizi e l’acquisizione di marchi complementari come Vivanco, con cui «ampliare la presenza in categorie più trasversali del consumer electronics», e Puro, che «presidia un segmento più lifestyle e premium, vicino all’ecosistema Apple». L’azienda guarda al 2026 con cauto ottimismo, consapevole che il contesto globale sia incerto sotto più aspetti.