L’azienda specializzata nella lavorazione e conservazione di funghi e verdure punta su innovazione e
diversificazione dei canali, con metà del fatturato generato dai catering e una presenza in circa
cinquanta Paesi
Le esportazioni di Nova Funghi crescono, accelerano, cambiano pelle. Non è solo una voce di
bilancio, ma il segnale evidente di una trasformazione più profonda: quella di un’azienda che, partita
da un laboratorio artigianale veneto, oggi si muove con disinvoltura tra i principali mercati del nostro
continente, alternando marchio proprio e private label in un equilibrio sempre più strategico.
«L’export è in crescita sui principali canali europei, sia con il marchio d’impresa sia con quello del
distributore», spiega Ilaria Scapin, membro del consiglio direttivo della società.
Fondata nel 1980 da Paolo Scapin come piccolo laboratorio artigianale dedicato alla lavorazione dei
funghi champignon per la ristorazione, l’azienda ha costruito il proprio percorso su una crescita
progressiva ma costante, ampliando nel tempo la gamma e la complessità dell’offerta. Nata in
provincia di Venezia e inizialmente focalizzata sui funghi trifolati per la ristorazione professionale,
Nova ha intrapreso negli anni un percorso di sviluppo che l’ha portata a diventare un punto di
riferimento nazionale nel segmento delle conserve vegetali. Dai primi funghi si è passati a un
portafoglio articolato che comprende oggi numerose referenze vegetali pronte all’uso, segnando
anche il passaggio a una dimensione industriale più strutturata. La proposta è stata progressivamente
ampliata, includendo anche un’ampia gamma di ortaggi e specialità di bosco, oltre a creme vegetali e
salse pronte.
Uno degli snodi principali è stato l’investimento in una piattaforma produttiva articolata. «Oggi
operiamo attraverso una struttura produttiva organizzata su più stabilimenti, con un sito dedicato
alle lavorazioni in busta», sottolinea Scapin. Una trasformazione che intercetta l’evoluzione dei
consumi e che ha consentito all’azienda di presidiare segmenti ad alto contenuto di servizio, dove
praticità e qualità devono coesistere. Tra le innovazioni più rilevanti introdotte nel tempo, si distingue
anche l’adozione precoce del confezionamento in busta, che ha permesso di ridurre l’utilizzo di olio
mantenendo inalterate le caratteristiche organolettiche dei prodotti, anticipando una tendenza oggi
sempre più diffusa nel settore.
I numeri restituiscono tutta la solidità dell’impresa. Dal 2018 al 2024 i ricavi sono passati da 26,5 a
42,5 milioni di euro, con un tasso annuo composto (Cagr) dell’8,2%. Nello stesso periodo si è assistito
a un miglioramento della marginalità operativa, salita dal 10,65% al 13,54%. Parallelamente, anche
l’utile netto ha mostrato una dinamica altrettanto sostenuta, quasi triplicando da 1,11 a 3,25 milioni
(il picco storico).
Nel 2025 il fatturato ha raggiunto i 45,8 milioni di euro, segnando un nuovo record per il gruppo e
confermando la traiettoria di crescita già evidenziata negli esercizi precedenti, con una distribuzione
equilibrata tra i diversi canali. «Operiamo principalmente nella grande distribuzione e nella
ristorazione professionale, con una forte presenza anche nella private label per i distributori del
canale HoReCa». A questa articolazione si affianca anche il canale industria, che contribuisce a
rafforzare la diversificazione del modello. È proprio questa articolazione a rappresentare uno degli
elementi distintivi del modello Nova, che combina volumi e marginalità su mercati differenti.
La centralità dell’HoReCa resta evidente anche in chiave strategica. «Il 50% del nostro fatturato deriva
dal catering, a conferma del legame storico con la ristorazione». Un dato che evidenzia la continuità
con le origini e al tempo stesso la capacità di mantenere un posizionamento riconoscibile in un
canale altamente competitivo.
Sul fronte internazionale, la crescita appare strutturale più che congiunturale. «Siamo presenti in circa
50 Paesi e registriamo prospettive di crescita significative grazie alla costante attenzione alle esigenze
dei mercati internazionali». Alla base del sistema resta una filiera interna e controllata: «La
lavorazione e il confezionamento avvengono interamente all’interno del nostro stabilimento e la
filiera è ancora gestita in famiglia, nel rispetto della tradizione e del gusto italiano». Un’impostazione
che consente di mantenere elevati standard qualitativi e di intervenire direttamente sui processi,
integrando progressivamente nuove tecnologie.
Negli ultimi anni, infatti, l’azienda ha accelerato sul fronte dell’innovazione. «Abbiamo investito nel
rinnovamento tecnologico degli impianti, introducendo cotture più delicate, processi più rapidi e
sistemi di ottimizzazione che riducono sprechi ed energia», conclude Scapin. Una traiettoria che si
inserisce in una più ampia attenzione verso sostenibilità e clean label, oggi elementi sempre più
centrali nelle scelte dei consumatori e nelle strategie industriali. Parallelamente, è cambiata anche la
sensibilità del mercato, sempre più orientato verso prodotti che uniscano servizio, naturalità e
trasparenza. In questa direzione si inseriscono anche l’adozione di packaging riciclabili e lo sviluppo
di linee di prodotto più leggere, con meno o senza olio, pensate per intercettare una domanda che si è
trasformata nel tempo.
L’azienda
“Fondata nel 1980 da Paolo Scapin come piccolo laboratorio artigianale, l’impresa ha attraversato una
trasformazione progressiva fino a diventare un punto di riferimento nazionale nel segmento delle
conserve vegetali. Dal core business dei champignon trifolati per la ristorazione professionale, il
portafoglio si è ampliato a ortaggi, specialità di bosco, creme e salse. La struttura produttiva è oggi
organizzata su più stabilimenti, con un sito dedicato al confezionamento in busta, formato adottato
per ridurre l’utilizzo di olio”