Italypost -

Nel ‘25 A. Water Systems cresce (ancora) a doppia cifra. E ora punta agli Stati Uniti

Specializzata nell’imbottigliamento di bevande, ha installato impianti in tutto il mondo. Ora affronta
l’incertezza del conflitto in Medio Oriente, mercato di riferimento, «accelerando su Paesi più al riparo
dall’instabilità»

Operare tra l’Africa occidentale, l’Asia centrale e il Medio Oriente, passando per la Terra del
Fuoco e le isole Fiji, non è un vezzo esotico, ma il modo in cui una Pmi piemontese si è
ritagliata un ruolo globale nel beverage di processo. A. Water Systems, fondata nel 2005 ad
Alba da Stefano Aimasso e Mario Aime, nasce nel trattamento dell’acqua, ma oggi vive
esclusivamente di bevande: progetta impianti per soft drink, tè, succhi e acque aromatizzate.

All’origine dell’azienda c’è un incontro casuale, ma la crescita si fonda su una
complementarità tutt’altro che fortuita. Dopo aver coinvolto Aime come fornitore nella sua
precedente esperienza aziendale, Aimasso accetta la proposta di tornare ad Alba e avviare A.
Water Systems. Da lì è stata definita una direzione chiara: specializzazione estrema nel
beverage e posizionamento nella fascia medio-alta degli impianti di processo. Una scelta che
si è tradotta in componentistica puramente nord europea o americana e partnership
tecniche di primo piano, che hanno permesso ad A. Water Systems di ottenere lo status di
Master Integrator Alfa Laval e Authorized Integrator Tetra Pak.

Questo assetto consente di lavorare con grandi gruppi internazionali e, allo stesso tempo, di
“educare” la clientela privata. «La richiesta del mercato, a livello dei prodotti, non è cambiata
così tanto nel tempo, siamo più che altro noi che siamo riusciti a far capire al cliente la
differenza che passa fra un nostro impianto e quello di un player che magari punta molto di
più sul prezzo e meno sulla qualità effettiva del prodotto. E in questo la differenza l’hanno
fatta anche i nostri dipendenti, che hanno sempre dimostrato di condividere la nostra
passione e l’attaccamento alla squadra», osserva Aimasso.

La geografia dei mercati riflette una strategia che potrebbe essere definita “di presenza”:
l’azienda ha installato impianti in Europa, Americhe, Australia ed Estremo Oriente, ma
mantiene il proprio baricentro commerciale in Africa occidentale e Medio Oriente, «con un
focus particolare sull’Arabia Saudita». A fare la differenza nella crescita di A. Water Systems,
oltre ai rapporti diretti con big come Coca Cola, Nestlé e Pepsi, è stato il passaparola tra
famiglie di investitori. «Negli anni ci siamo saputi guadagnare la fiducia di alcune persone e
famiglie – specie libanesi, molto attive nell’imbottigliamento africano – e non le abbiamo
fatte pentire della loro scelta», sintetizza Aimasso.

La reputazione costruita sui cantieri trova riscontro nei numeri: tra il 2018 e il 2024 il
fatturato è passato da 14,4 a 30,2 milioni, mentre l’Ebitda è cresciuto da quasi 1,4 a 8,3
milioni, salendo dal 9,3% al 26% dei ricavi. L’utile netto è più che quintuplicato, da 930 mila
euro a 5,5 milioni. Nel triennio 2022-2024 l’Ebitda medio si è attestato al 19% delle vendite
(con un rapporto Pfn/Ebitda medio pari a -3,09), mentre la posizione finanziaria netta si è
mantenuta stabilmente positiva.

Il 2024 in particolare ha segnato un salto dimensionale: ricavi a +38% (da 21,9 a 30,2 milioni),
Ebitda più che raddoppiato (da 3,9 a 8,3 milioni) e utile passato da 2,5 a 5,5 milioni.
Un’accelerazione che Aimasso lega a una base clienti ormai fidelizzata e alla capacità di
trasformare referenze complesse in nuove commesse. «Per le stesse ragioni, nel 2025 il trend
di crescita dell’anno precedente si è mantenuto», afferma, citando i due impianti asettici di
ultima generazione come principale opportunità e, al tempo stesso, maggiore sfida
tecnologica e commerciale.

Uno di questi, in Kazakhstan, imbottiglia «54 mila litri all’ora di tè freddo senza conservanti»,
lavora «24 ore al giorno, sette giorni su sette» ed è, nelle parole del manager, un biglietto da
visita che colloca A. Water Systems su progetti tipicamente riservati a grandi gruppi: «Nel
nostro piccolo abbiamo dimostrato di poter lavorare anche a impianti complessi. E di
saperlo fare bene». Da qui, l’idea che track record tecnico e passaparola continueranno a
sostenere l’espansione in mercati dove «un player come noi ancora non è presente», con gli
Stati Uniti come prossima scommessa.

Su questo quadro si innesta però l’incognita 2026. Per un’azienda così esposta in Medio
Oriente, il conflitto in corso introduce variabili difficili da controllare. «Il primo impatto è
quello relativo alle consegne: improvvisamente non c’è più chiarezza su quali saranno i
tempi di trasporto per ricambistica e impianti», spiega Aimasso. Pur essendo abituata a
operare in «teatri un po’ particolari», con clienti anche in Yemen, A. Water Systems considera
la fase attuale «più preoccupante» delle precedenti tensioni. Per ora, tuttavia, non sono
ancora stati registrati effetti immediati sul portafoglio ordini, dato che le commesse hanno
un lead time di quattro-sei mesi. «Tra l’altro non sembra, a oggi, che i player locali siano
particolarmente preoccupati», aggiunge Aimasso, citando un cliente saudita «che ha molta
fretta di chiudere nuovi ordini e vuole procedere con nuovi impianti».

L’orizzonte dei prossimi mesi resta quindi sospeso tra inerzia positiva e rischi esterni.
«Restiamo alla finestra», ammette Aimasso, indicando una linea prudente ma attiva:
«Accelerare sui mercati che sappiamo essere più al riparo da questa instabilità». Una
strategia resa possibile da una dispersione geografica delle commesse – rivelatasi, col senno
di poi, particolarmente assennata – e da una struttura patrimoniale solida, che consente di
assorbire le turbolenze senza perdere slancio.

“Fondata nel 2005 ad Alba da Stefano Aimasso e Mario Aime, A. Water Systems nasce nel
trattamento dell’acqua e si evolve rapidamente. La svolta è la specializzazione in impianti
ad alta tecnologia per bevande, fino all’imbottigliamento asettico di prodotti senza
conservanti, oggi frontiera più avanzata del settore. Con installazioni in ogni continente,
l’azienda ha costruito una presenza internazionale solida, sostenuta da competenze
tecniche e relazioni di lungo periodo con clienti globali. Un pilastro della strategia? Il
“passaparola”.”

[contenuto_news]

Articoli recenti