L’azienda piemontese di piattaforme aree ha iniziato il 2026 lasciandosi alle spalle la flessione transalpina. I piani di espansione in Nord America accelerano grazie all’ultima acquisizione nel settore delle macchine spider
Per Multitel Pagliero, il 2025 è stato un anno condizionato soprattutto dal rallentamento del mercato francese. Non una brusca inversione di rotta, ma una fase di assestamento in uno dei Paesi storicamente più importanti per l’azienda piemontese, arrivato peraltro dentro un quadro internazionale già meno lineare rispetto agli anni precedenti. La buona notizia, però, è che la crisi sembra alle spalle. «La Francia per noi è stata a lungo persino più importante del mercato italiano», racconta Renzo Pagliero, Ceo dell’azienda. «Il rallentamento si è fatto sentire, ma fortunatamente si è esaurito nell’ultimo trimestre dell’anno scorso. Oggi siamo ripartiti con volumi di vendita più simili a quelli del passato».
La storia di Multitel, del resto, è quella di una realtà abituata a trasformare gli assestamenti del mercato in cambi di passo industriali. Fondata nel 1911 a Saluzzo, in provincia di Cuneo, come carrozzeria Fratelli Pagliero da Lorenzo e Stefano, l’impresa nasce in un’Italia ancora agricola, costruendo carri e mezzi da lavoro. Dopo la Seconda guerra mondiale, il baricentro si sposta sull’oleodinamica: cassoni ribaltabili, soluzioni per l’autotrasporto e, soprattutto, la progettazione della prima gru idraulica per autocarro costruita in Italia. È uno di quei passaggi che nelle imprese familiari di lunga durata valgono più di una data: il momento in cui la bottega diventa tecnologia.
Da quella specializzazione nasce l’intuizione destinata a cambiare il profilo dell’azienda. Alle gru retrocabina, nate per sollevare materiali, viene aggiunta una cesta. È l’inizio del cestello aereo autocarrato, cioè di quel mercato del lavoro in quota che oggi rappresenta il cuore dell’offerta. Verso la fine degli anni Settanta nasce il marchio Multitel Pagliero, pensato per identificare in modo specifico le attrezzature per il lavoro aereo. Negli anni Ottanta arriva un altro salto: l’utilizzo dell’alluminio per i bracci delle piattaforme, scelto per leggerezza eresistenza. Meno peso, più altezza, maggiore efficienza. In un settore abituato all’acciaio, parliamo di una piccola rivoluzione industriale.
Oggi Multitel produce piattaforme aeree autocarrate e cingolate, telescopiche e articolate, ma anche in versioni ibride ed elettriche, con mezzi in grado di operare fino a oltre 77 metri di altezza. I clienti sono noleggiatori, imprese edili, operatori della manutenzione urbana, utilities, specialisti delle infrastrutture, aziende impegnate in facciate, potature, lattoneria e lavori in quota. Un mondo concreto, dove l’innovazione non passa dai comunicati patinati ma dalla capacità di portare persone e attrezzature più in alto, in sicurezza, con mezzi più leggeri, più stabili e più facili da utilizzare.
Sul piano economico, i numeri parlano chiaro. Dal 2018 al 2024 i ricavi dell’azienda sono raddoppiati, passando da 77,1 a 154,6 milioni di euro, con un tasso annuo composto (Cagr) del 12,3%. Nello stesso periodo, l’Ebitda è cresciuto da 11,8 a 25,4 milioni, accompagnato da un miglioramento della redditività operativa, con il margine Ebitda salito dal 15,2% al 16,3%. L’utile netto, infine, è aumentato da 7,4 a 13,8 milioni di euro.
Il cuore industriale resta tra Saluzzo e Manta, dove si concentrano otto strutture produttive e gli uffici amministrativi. Ma il perimetro dell’azienda è ormai europeo e sempre più internazionale. «Oggi il nostro mercato è suddiviso tra un 30% in Italia e un 70% all’estero», spiega Pagliero. «Operiamo attraverso quattro filiali controllate al 100%, nei Paesi principali: Francia, Germania, Inghilterra e Spagna. A queste si aggiunge una rete di dealer e distributori negli altri mercati».
L’Europa, salvo Russia e Ucraina, è sostanzialmente coperta. Fuori dal continente, il gruppo arriva in Australia, Vietnam, Singapore, Malesia e in altre aree asiatiche. Il prossimo orizzonte guarda però a ovest. Gli Stati Uniti rappresentano il mercato più interessante e più complesso: enorme, competitivo, regolato secondo logiche diverse da quelle europee, ma capace di assorbire volumi importanti. Multitel è già presente in Nord America attraverso un distributore in Canada.
La recente acquisizione di Palazzani Industrie, azienda della Franciacorta specializzata in piattaforme spider e macchine speciali, può aprire una porta ulteriore: «Siamo interessati, in prospettiva, a entrare nel mercato degli Stati Uniti. Da poco abbiamo acquisito la maggioranza di un’azienda italiana che produce piattaforme ragno, complementari alla nostra produzione, con cui collaboravamo da circa vent’anni.L’azienda ha già una filiale aperta negli States. Vorremmo sfruttare questa occasione per avvicinarci a quel mercato».
La crescita, però, non passa soltanto dalle acquisizioni. Multitel continua a investire anche nella propria capacità produttiva, con una logica industriale molto piemontese: meno proclami, più mezzi. «Continuiamo la nostra politica di crescita interna. Siamo un’azienda a forte automazione, quindi investiamo soprattutto in macchine automatiche». Il progetto più rilevante è la costruzione di un nuovo stabilimento da circa 4.500 metri quadrati. L’area è già stata recintata e le opere di urbanizzazione sono state completate. Si prevede che il sito diventi operativo entro la metà del 2027.