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Marchetti (Marlegno): «Da 8 a 35 milioni rendendo l’innovazione un processo continuo»

L’azienda bergamasca, specializzata in costruzioni in legno per l’edilizia industrializzata, punta sulla prefabbricazione off-site. Marchetti: «Velocità e standardizzazione sono ormai decisive per fondi e investitori internazionali»

Costruire in legno non significa più soltanto progettare case sostenibili: significa ripensare il modo stesso in cui nasce un edificio, dalla fabbrica al cantiere, dalla materia prima al servizio. È su questa frontiera che si muove Marlegno, azienda bergamasca cresciuta fino a 35 milioni di euro di valore della produzione e oggi sempre più orientata all’edilizia industrializzata. A guidarla è Angelo Luigi Marchetti, imprenditore che unisce visione manageriale e pensiero filosofico per leggere le trasformazioni del mercato e della società.

Marlegno è passata da 8 a 35 milioni di euro di valore della produzione in pochi anni. Quali sono stati i fattori decisivi di questa crescita?

La sostenibilità è certamente un elemento importante, ma da sola non basta a spiegare la crescita di un’impresa. Ogni investimento che facciamo deve generare valore e produrre risultati economici sostenibili. Negli ultimi anni siamo passati da circa 8 milioni a 35 milioni di euro di valore della produzione e questo percorso ci ha insegnato che, con la crescita, cambiano profondamente le esigenze dell’azienda. Diventano fondamentali la capacità di organizzarsi, di attrarre competenze qualificate, di gestire correttamente i flussi finanziari e di innovare in modo strutturato. Quando un’impresa è piccola, spesso l’innovazione nasce da intuizioni occasionali; quando cresce, invece, deve diventare un processo continuo. Oggi i mercati cambiano con una velocità tale che non si può più attendere l’occasione giusta: bisogna creare strutture capaci di individuare nuove opportunità e nuove direzioni di sviluppo. Questo significa responsabilizzare le persone, delegare davvero e costruire percorsi di crescita professionale. La crescita dell’azienda passa inevitabilmente attraverso la crescita delle persone che ne fanno parte.

Da tempo affianca all’attività imprenditoriale una riflessione filosofica. Quanto influisce sul suo modo di fare impresa?

La filosofia è prima di tutto un’attitudine mentale. Significa interrogarsi continuamente sul perché delle cose e sul senso delle azioni che si compiono. È un approccio che aiuta a leggere la realtà e a comprendere fenomeni che spesso crediamo nuovi ma che, in forme diverse, sono stati già affrontati in passato. Molti concetti che applichiamo quotidianamente nelle aziende erano stati intuiti secoli fa. Penso, ad esempio, all’idea aristotelica secondo cui il tutto è maggiore della somma delle singole parti. È un principio che ritroviamo ogni giorno nel lavoro di squadra, nelle sinergie tra persone e competenze. La filosofia offre strumenti per interpretare la complessità e per raccontarla in modo più efficace, attraverso immagini, esempi e concetti che rendono più chiaro ciò che facciamo.

Quanto hanno inciso il Pnrr e gli incentivi pubblici sul vostro percorso di sviluppo?

La nostra crescita è stata legata soprattutto al Pnrr e molto meno ai bonus edilizi. Operando prevalentemente nelle costruzioni in legno per il nuovo costruito, abbiamo beneficiato soprattutto degli investimenti destinati alle scuole. Ma il vero motore è stato lo sviluppo del mercato. In pochi anni si è passati dalla singola villa alle villette a schiera, fino ai grandi complessi residenziali e ai bioquartieri. Questo ha comportato un cambiamento radicale nel modo di operare. Un conto è costruire una villa, un altro è realizzare un quartiere da cinquanta o più unità abitative.

Oggi state guardando anche a investitori e operatori internazionali. Come cambia il mercato?

È cambiato profondamente il tipo di cliente. Sempre più spesso lavoriamo con fondi di investimento e operatori internazionali che vedono l’immobile come un asset finanziario. Per questi soggetti diventano fondamentali la velocità di esecuzione, la standardizzazione, la prefabbricazione e la capacità di programmare costi e manutenzioni lungo tutto il ciclo di vita dell’edificio. Per questo stiamo trasferendo una parte crescente della produzione all’interno della fabbrica, aumentando il contenuto tecnologico dei nostri prodotti e sviluppando nuovi modelli costruttivi. Essere vicini a Milano ci aiuta perché facilita l’accesso a investitori e interlocutori internazionali, ma ormai la logica di sviluppo è globale e ci porta a confrontarci con operatori che arrivano da Londra, Dublino e altre grandi piazze finanziarie.

Il legno è una materia prima soggetta a forti oscillazioni di prezzo. Come gestite questa variabile?

Lavoriamo prevalentemente su commessa e questo ci permette di programmare con precisione gli acquisti. Va però considerato che, nelle costruzioni in legno più evolute, il legno rappresenta soltanto una parte del valore complessivo. Oggi la vera complessità è l’ingegnerizzazione del prodotto. Realizziamo costruzioni ibride ad alto contenuto tecnologico, progettate per essere facilmente assemblate e disassemblate, con impianti e sistemi digitali già integrati. La sfida non consiste tanto nel gestire il costo della materia prima quanto nel coordinare tecnologie, processi industriali e componenti innovative. Sempre più spesso la casa non è soltanto un prodotto da vendere, ma un sistema di servizi che accompagna il cliente durante tutto il ciclo di vita dell’edificio.

Quale ruolo avrà l’edilizia industrializzata nel futuro di Marlegno?

Operiamo soprattutto nella realizzazione di uffici e strutture direzionali. La nostra logica è quella della prefabbricazione off-site, cioè una produzione altamente industrializzata realizzata negli stabilimenti prima dell’installazione in cantiere. Questo approccio consente di ridurre tempi e rischi di esecuzione, migliorare la qualità e offrire maggiore competitività
ai committenti. L’obiettivo è trasferire il maggior numero possibile di attività dalla fase di cantiere a quella produttiva, ottenendo un controllo superiore su tempi, costi e risultati finali.

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