L’azienda guidata da Daniela e Antonella De Faveri produce controtelai per porte a scomparsa e soluzioni filomuro. «Non vendiamo un prodotto ma un sistema. Entro il 2030 ultimato il nuovo plant da 14mila metri quadrati»
Veneto, anni Sessanta. In un laboratorio di carpenteria metallica nell’entroterra trevigiano, Luigi De Faveri comincia a costruire telai per porte e finestre scorrevoli. Da quella bottega artigiana nascono, a distanza di 28 anni l’una dall’altra, due aziende distinte: nel 1961 DeFaveri, specializzata in monoblocchi per finestre e sistemi termoisolanti, e nel 1989 Eclisse, che sceglie invece di specializzarsi nella progettazione e produzione su scala industriale di sistemi per porte scorrevoli a scomparsa, un prodotto all’epoca ancora da inventare come categoria di mercato. Per oltre 30 anni le due imprese, rimaste nelle mani della stessa famiglia e con sede a pochi chilometri di distanza, tra Pieve di Soligo e Refrontolo, percorrono strade parallele. Poi, dal gennaio 2024, si fondono in un unico gruppo, che oggi occupa in tutto più di 200 dipendenti.
Oggi Daniela De Faveri e la sorella Antonella sono alla guida dell’azienda come amministratrici delegate, rappresentando la seconda generazione della famiglia. Il mercato dei controtelai per porte a scomparsa, lo si accennava, è nato praticamente in parallelo a Eclisse. Da allora l’azienda ha costruito il proprio percorso lungo tre direttrici: «La prima è l’internazionalizzazione: da azienda focalizzata sul mercato italiano siamo diventati una realtà presente in oltre 30 Paesi, attraverso filiali e una rete consolidata di distributori. La seconda riguarda l’ampliamento dell’offerta: da produttori di controtelai siamo diventati punto di riferimento per un sistema completo di soluzioni filomuro, porte battenti, vani, battiscopa e accessori. E la terza è l’innovazione, alimentata da investimenti costanti in R&D e nella digitalizzazione dei processi produttivi», spiega Daniela De faveri.
Anche perché, sul fronte della concorrenza, non esiste un unico profilo di competitor: «Ci confrontiamo con aziende del settore porte e componenti per l’edilizia sia italiane sia estere che vanno dalle piccole alle grandi dimensioni». A fare la differenza, sostiene l’ad, è il modo in cui Eclisse pensa, sviluppa e realizza i propri prodotti: «Da sempre ogni prodotto nasce dall’ascolto delle esigenze di chi lo installa, di chi lo vende e di chi lo utilizza ogni giorno: crediamo che il valore si costruisca lungo tutta la filiera. Molti dei nostri brevetti, per esempio, sono nati per risolvere criticità in cantiere, semplificando la posa, riducendo i tempi di installazione e minimizzando il rischio di errori». Il riferimento è a un patrimonio che oggi conta oltre 40 brevetti, cresciuto attorno a un modello distributivo rimasto stabile negli anni: i rivenditori sono infatti l’unico canale di vendita. «Non vendiamo un prodotto – aggiunge l’ad – ma un sistema e un servizio che accompagnano il cliente in tutte le fasi del progetto, permettendoci di creare valore condiviso con la nostra rete».
I bilanci parlano chiaro. Tra il 2018 e il 2024 i ricavi sono cresciuti da 56,1 milioni a 84,8 milioni. In parallelo, l’Ebitda è salito da 9,2 milioni (pari al 16,1% del fatturato) a 13,8 milioni (il 16%) e l’utile netto da 4,7 milioni a 7,1 milioni. Il 2025, racconta l’ad, si è confermato «un anno positivo», con «risultati in linea con l’esercizio precedente pur in un contesto di mercato meno espansivo rispetto al passato: 85,6 milioni di ricavi e 14,2 milioni di Ebitda». Lo scenario è noto: dopo la spinta nel post-pandemia, il comparto delle costruzioni è andato normalizzandosi in gran parte dei mercati europei. «In Italia, con la fine dei bonus edilizi e l’esaurirsi dei cantieri Pnrr, siamo riusciti a mantenere risultati solidi grazie all’internazionalizzazione, all’ampliamento dell’offerta e agli investimenti realizzati negli anni precedenti», dice De Faveri, secondo cui la presenza sui mercati esteri «rappresenta un importante fattore di equilibrio, perché ci consente di compensare l’andamento ciclico dei singoli mercati».
È su questo equilibrio che si innesta l’apporto della fusione con DeFaveri, business unit specializzata in monoblocchi e sistemi per il foro finestra. L’obiettivo, chiarisce l’ad, è «sviluppare un modello sempre più integrato, capace di offrire al mercato prodotti complementari e generare sinergie produttive e commerciali». Guardando ai prossimi anni, Eclisse tiene sotto osservazione un mercato delle costruzioni che attraversa una «fase di rallentamento, con un calo marcato nel mercato residenziale». Ciononostante, l’ad parla di «prudente ottimismo»: «Le incertezze restano, ma riteniamo che la domanda di soluzioni ad alto contenuto progettuale e qualitativo continuerà a rappresentare un’opportunità. Per i prossimi anni prevediamo una sempre maggiore attenzione all’efficienza energetica, alla riqualificazione del patrimonio edilizio e alla qualità degli spazi abitativi, con maggior peso di opere pubbliche e progetti complessi».
Tra i fattori monitorati c’è poi l’intelligenza artificiale che, secondo l’azienda, «può incidere sull’organizzazione e sulla competitività delle imprese». In questo ambito, per De Faveri «la vera sfida è individuare gli ambiti in cui può generare un valore concreto, automatizzando attività ripetitive e a basso valore aggiunto, consentendo alle persone di dedicare più tempo a ciò che richiede competenze e capacità decisionale». Sul fronte degli investimenti materiali, oltre a quelli in R&D, digitalizzazione dei processi e rafforzamento della presenza sui mercati esteri, Eclisse conta di ultimare «entro il 2030 il nuovo polo produttivo da 14 mila metri quadrati». E se la struttura è quella di un’impresa familiare, l’ambizione guarda oltre: «Dobbiamo costruire un’organizzazione capace di mantenere la flessibilità tipica di questo tipo di aziende, sviluppare competenze manageriali interne e pianificare una crescita con una visione di lungo periodo in cui le persone rimangano al centro».
Nata nel 1989, l’esperienza di Eclisse affonda le proprie radici nel laboratorio di carpenteria metallica di Luigi De Faveri, attivo già dagli anni Sessanta. Nel 2024 si è fusa con la ex DeFaveri di Refrontolo (TV), fondata nel 1961 e specializzata in monoblocchi e sistemi per il foro finestra, oggi business unit del gruppo. Eclisse conta oltre 200 dipendenti e una rete, tra filiali e distributori, diffusa in più di 30 Paesi. Nel 2025, pur in un mercato meno espansivo rispetto al passato, ha chiuso con 85,6 milioni di ricavi e 14,2 milioni di Ebitda.