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Dalla pallina alle applicazioni. Laterlite punta su specializzazione e sostenibilità per vincere le sfide del futuro

Dal materiale base ai sistemi applicativi, il gruppo amplia l’offerta con soluzioni leggere e ad alte
prestazioni per edifici esistenti. E sul dopo bonus, il presidente Beldì: «puntiamo a restare credibili
anche con ritmi meno sostenuti»

Una piccola sfera porosa, quasi invisibile, che finisce nascosta dentro solai, massetti e
infrastrutture. Eppure, è proprio da questo elemento che passa una parte importante della
messa in sicurezza del patrimonio edilizio italiano. L’argilla espansa prodotta da Laterlite è
oggi uno dei materiali chiave per intervenire sugli edifici – anche storici – senza
comprometterne l’identità. A guidare l’azienda, insieme all’Amministratore Delegato Gian
Domenico Giovannini, il Presidente Corrado Beldì ci racconta un modello di crescita
costruito nel tempo, anche attraversando le fasi più favorevoli del mercato, incentivi
compresi.

Beldì, che cosa fate esattamente e da dove nasce la vostra storia? Siamo un’azienda attiva
da oltre sessant’anni e abbiamo costruito la nostra identità attorno all’argilla espansa. Si
tratta di un materiale leggero ottenuto dalla cottura dell’argilla, che sviluppa al suo interno
una struttura porosa: questa caratteristica lo rende isolante e allo stesso tempo resistente.
L’idea nasce negli anni Sessanta, quando mio padre e il suo socio Franco Giovannini
visitarono la Danimarca. In Scandinavia esisteva già una forte cultura dell’isolamento
termico degli edifici, mentre in Italia era un tema ancora poco sviluppato. Da lì abbiamo
iniziato a introdurre questo approccio nel nostro Paese. Nel tempo l’azienda è cresciuta
anche grazie all’evoluzione normativa e culturale: l’ingresso nell’Unione Europea e la
crescente attenzione alla sostenibilità hanno spinto lo sviluppo di soluzioni non solo per
l’isolamento, ma anche per la ristrutturazione degli edifici e la riqualificazione delle
infrastrutture.

Oggi quanto pesa ancora l’argilla espansa “pura” rispetto alle altre linee di prodotto?
L’argilla espansa come materiale di base rappresenta oggi non più del 20% del fatturato. A
questa si aggiunge un ulteriore 40% legato a prodotti premiscelati a base argilla espansa che
rendono più semplice e veloce l’applicazione in cantiere. Il resto del fatturato deriva da
soluzioni diverse: blocchi tecnici per murature e sistemi per il consolidamento strutturale
degli edifici.

Negli ultimi anni il settore ha beneficiato degli incentivi edilizi. Quanto hanno inciso sulla
vostra crescita? Gli incentivi hanno sicuramente creato un contesto favorevole, anche se non
tutti erano perfettamente allineati ai nostri prodotti. Ne abbiamo beneficiato solo in parte,
ma è evidente che hanno sostenuto il mercato nel suo complesso. Detto questo, credo che
alcune misure siano state poco efficienti nell’uso del denaro pubblico, soprattutto se
confrontati a incentivi più mirati come quelli sul consolidamento di edifici in area sismica o
più in generale a misure come la 4.0 o simili che potrebbero rilanciare con più forza gli
investimenti delle aziende e favorire una occupazione sempre più qualificata e meglio
retribuita. In prospettiva, dunque, ci aspettiamo una fase di contrazione. Per questo non
consideriamo la crescita un obiettivo in sé: è più importante mantenere solidità, continuare
a investire e preservare la qualità del nostro lavoro e la redditività aziendale, anche laddove i
ritmi di crescita fossero meno sostenuti.

Lei parla spesso di specializzazione. Che cosa significa concretamente? Significa puntare su
competenze tecniche specifiche invece che sul semplice aumento dei volumi. Negli anni
abbiamo sviluppato soluzioni in ambiti dove possiamo distinguerci chiaramente. Il nostro
obiettivo non è vendere grandi quantità indistinte di materiale, ma essere un riferimento per
progettisti e imprese quando si trovano davanti a problemi strutturali complessi. Su questi
temi, credo che Laterlite abbia sviluppato nel corso degli anni competenze interne che ci
danno una autorevolezza non trascurabile sul mercato.

La “pallina” di argilla espansa è anche al centro della vostra comunicazione. C’è un
significato tecnico dietro questa scelta? Abbiamo ormai una comunicazione molto
articolata, divisioni specializzate e sistemi complessi ma la pallina è sempre presente perché
rappresenta il punto di partenza di tutta la nostra innovazione. Quella sfera apparentemente
semplice è il risultato di un’evoluzione continua, declinata su isolamento ma anche
alleggerimento e rapidità di posa, fondamentale nei cantieri, dove ridurre i tempi significa
evitare ritardi e problemi. La “pallina” è un simbolo, ma anche una sintesi di un percorso
aziendale che ha messo al centro l’affidabilità dei prodotti e delle soluzioni.

Siete presenti da anni nella classifica Champion. Che cosa vi aspettate per il futuro? Non è
detto che riusciremo a mantenere i tassi di crescita degli ultimi anni, anche perché sono stati
influenzati da fattori straordinari come i bonus edilizi. Per questo credo sia importante non
trasformare la crescita in un obiettivo assoluto. Se continueremo a investire, a innovare e a
mantenere la credibilità tecnica che ci viene riconosciuta nel mercato della riqualificazione
strutturale, potremo considerarci soddisfatti anche con uno sviluppo più moderato.

Il forte radicamento territoriale è un limite o un vantaggio? Per noi è un vantaggio
competitivo. Il territorio in cui siamo nati ha contribuito a costruire la nostra identità e ci ha
imposto fin dall’inizio un’attenzione particolare alla qualità e alla reputazione. Allo stesso
tempo, questa specializzazione ci ha permesso di affermarci a livello nazionale. Non ci
vediamo come un grande gruppo globale, ma come un punto di riferimento in una nicchia
molto precisa: contribuire alla sicurezza e alla durabilità degli edifici e delle infrastrutture nel
tempo.

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