L’azienda di Civitanova cresce nel segmento medio-alto sviluppando collezioni di accessori, borse e scarpe per i grandi brand. Lo showroom a Firenze consolida il dialogo con i buyer per ottimizzare assortimenti e prezzi
Nel distretto marchigiano della calzatura, dove la tradizione industriale si misura spesso in generazioni, Eastlab ha scelto una traiettoria diversa: non costruire un nuovo marchio da imporre al mercato, ma diventare la struttura capace di tradurre identità già riconosciute in borse, scarpe, accessori e valigeria. Una fabbrica di collezioni, prima ancora che di prodotti, cresciuta in poco più di dieci anni fino a ritagliarsi un ruolo nel segmento medio e medio-alto del fashion.
La società nasce nel gennaio 2015, costituita come Srl nel cuore del distretto calzaturiero maceratese, con un oggetto sociale tutt’altro che ambizioso sulla carta: commercio all’ingrosso di calzature, borse e accessori. Nella sostanza, però, Eastlab si muove da subito come operatore B2B puro: niente negozio di bandiera, niente e-commerce diretto al consumatore, ma un catalogo pensato per catene, boutique multimarca e partner retail. È un posizionamento che nel fashion italiano ha una logica precisa: chi vende ad altri venditori deve convincere due volte, prima il buyer e poi, indirettamente, il cliente finale che il buyer ha in mente.
Il modello di crescita che Eastlab rivendica pubblicamente si regge su tre pilastri: una gestione manageriale che l’azienda stessa definisce «fattore chiave» della propria solidità, un impianto finanziario prudente e la forza del reparto creativo interno. Presentarsi ai licenzianti internazionali non come semplice subfornitore, ma come partner strutturato e capace di garantire pianificazione, è probabilmente la vera barriera all’ingresso che ha permesso a un’azienda così giovane di arrivare a gestire marchi con una storia commerciale molto più lunga della propria.
Il motore dell’operazione è quello che la società stessa chiama “Gruppo Creativo”, una squadra interna di designer e ricercatori di materiali che ogni stagione traduce le licenze acquisite in collezioni coordinate di borse, zaini, piccola pelletteria, calzature e valigeria. Il perimetro merceologico è più ampio della sola definizione di “accessori”: comprende handbag, shopper, tracolle, zaini, piccola pelletteria, calzature di diverse tipologie e valigeria rigida o morbida. La progettazione cerca un equilibrio tra riconoscibilità e uso quotidiano, lavorando su organizzazione interna delle borse, comfort delle scarpe, pesi e volumi dei trolley. In questa logica il “value for money” diventa il criterio con cui tenere insieme qualità percepita, funzionalità e prezzo finale.
In un decennio, Eastlab ha messo in portafoglio nomi come U.S. Polo Assn. 1890 e Gattinoni Roma, con un passaggio, negli anni precedenti, anche su alcune linee di Juicy Couture. Le collezioni cambiano registro a seconda del marchio. Per U.S. Polo Assn. 1890 prevale un linguaggio sportivo-elegante, affidato a grafiche, colori e linee pulite che rendano il prodotto subito riconoscibile. Per Gattinoni e Gattinoni Roma il lavoro insiste invece su dettagli, materiali e soluzioni più fashion-oriented, rivolte a un pubblico femminile attento allo stile.
È qui che l’impresa rivendica il proprio vantaggio competitivo, quello che ama definire un “filo diretto” con il mercato: un dialogo costante con i buyer che permette di correggere assortimento, design e prezzi prima che la stagione sia già scritta. È la stessa logica gestionale, fondata su pianificazione finanziaria e prudenza nella crescita, alla quale l’azienda attribuisce il merito di aver attraversato la pandemia senza scossoni irreparabili.
I risultati economici sul medio periodo confermano l’efficacia del percorso intrapreso. Il 2020 rappresenta un anno di flessione, coerente con lo shock che ha colpito l’intero comparto moda-accessori durante i lockdown. La ripresa arriva già nel 2021 e si trasforma in un’accelerazione vera negli anni successivi. Nel dettaglio, dal 2018 al 2024 i ricavi sono passati da 11,4 a 41,4 milioni di euro, con un tasso annuo composto, il Cagr, del 24%. Nello stesso periodo l’Ebitda è salito da 0,5 a 6 milioni di euro, con un margine passato dal 4,2% al 14,4%. Parallelamente, l’utile netto è balzato da 129 mila euro a 3,8 milioni.
Dal 2022 la sede operativa di Civitanova Marche è affiancata da uno showroom a Firenze, in piazza de’ Frescobaldi, presidio non casuale: è lì, più che nelle Marche, che passa buona parte della trattativa con buyer e catene che decidono cosa mettere in vetrina la stagione successiva. È un dettaglio logistico che vale come dichiarazione di intenti: Eastlab non intende restare un fornitore periferico, ma un interlocutore diretto nei luoghi dove si decidono gli assortimenti del fashion di fascia media e medio-alta.
Dal 2021 la presentazione commerciale è sostenuta anche da un catalogo digitale per smartphone e tablet, con immagini e schede prodotto aggiornate per buyer e operatori. Lo showroom offre il contatto fisico con le collezioni, mentre l’app accelera consultazione e sell-in. È una fascia di mercato, quella intermedia tra lusso assoluto e fast fashion, spesso la più difficile da presidiare in Italia: richiede una qualità percepita alta a prezzi che restano accessibili e premia la coerenza tra le diverse linee di prodotto, borse, calzature e valigeria, più della singola collezione di stagione azzeccata.
L’azienda
Fondata nel 2015 nel Maceratese come Srl per il commercio all’ingrosso di calzature e accessori, Eastlab ha subito superato i confini della semplice subfornitura. Rifiutando la logica del retail diretto (niente negozi di bandiera o e-commerce), l’azienda si è strutturata come operatore B2B puro. La svolta è arrivata proponendosi ai licenzianti internazionali come partner strategico. In poco più di dieci anni, la gestione dei marchi storici (come U.S. Polo Assn. 1890 e Gattinoni Roma) ha trasformato la startup in una solida realtà industriale.