L’azienda di Uzzano (PT) fa parte di Del Carlo Group, che comprende anche Metalzinco, Macofer
e Cml. Dopo la scomparsa del titolare, al passaggio generazionale si è accompagnato anche a un
cambio di governance
Nel 1950, quando Lorenzo Del Carlo avvia la propria attività a Uzzano, in provincia di Pistoia, il suo obiettivo non ha nulla di industriale su larga scala: produce secchi, annaffiatoi e bacinelle in lamiera stampata per uso domestico e li zinca a caldo in un impianto pensato per la propria produzione. Poi però la plastica comincia a diffondersi e pian piano a soppiantare gli articoli casalinghi in metallo. L’azienda deve così ribaltare la propria vocazione: anziché produrre oggetti da zincare, comincia a offrire a terzi i servizi di zincatura a caldo e di verniciatura industriale, affiancandoli allo sviluppo della carpenteria in ferro. Da questa conversione nasce, di fatto, Zincheria Toscana.
Il nome dell’azienda, va detto, è tornato di recente a coincidere con quello storico. Per decenni la ragione sociale in uso è stata infatti Lorenzo Del Carlo. Un cambio di forma giuridica e di ragione sociale che riporta in auge il marchio con cui l’azienda ha sempre operato sul mercato. Anche perché nel frattempo le cose sono cambiate e, soprattutto, è cambiato il perimetro dell’azienda: dopo il fondatore, infatti, al suo timone è arrivato il figlio Alfredo Del Carlo, che ne ha ampliato il perimetro fino a una dimensione internazionale prima di scomparire nell’ottobre 2022, dopo una malattia.
Negli anni in cui è stato alla guida Zincheria Toscana ha smesso nei fatti di essere un’impresa a sé e ha assunto il ruolo di capogruppo di una realtà più ampia, Del Carlo Group. Oggi detiene quote di partecipazione in Metalzinco, con sede a Chiusi (SI) e attiva dal 1993 nella zincatura a caldo (a cui nel tempo ha affiancato verniciatura a polvere e sabbiatura a graniglia), nella Macofer di Pegognaga (MN), dal 1973 specializzata anch’essa in zincatura a caldo, e in Cml, azienda nata nel 1950 in Umbria e trasferitasi nel 2018 a Chiusi, che progetta e produce pali e sostegni in acciaio per l’illuminazione pubblica, la distribuzione dell’energia, le telecomunicazioni e le infrastrutture ferroviarie, entrata nel gruppo nel 2016.
Nell’insieme, i quattro stabilimenti occupano una superficie produttiva di circa 170 mila metri quadrati. Di questi, l’impianto produttivo di Uzzano occupa 27 mila metri quadrati, un terzo dei quali coperti. Al suo interno è ospitata una vasca di zincatura lunga 12,2 metri, mentre Metalzinco possiede un impianto di verniciatura a polveri che risulta attivo dal 2005. La statura della società può essere raccontata anche attraverso i risultati economici ottenuti negli ultimi anni. Tra il 2018 e il 2024, infatti, i ricavi sono saliti da 37,3 milioni a 61,2 milioni. Parallelamente, l’Ebitda è cresciuto sia in termini assoluti sia in valori percentuali: era di quasi 3,4 milioni (pari all’8,9% del fatturato) ed è arrivato a superare i 10 milioni (il 15,9%). Anche l’utile netto mostra una progressione: da poco più di 790 mila euro, nel 2024 si è attestato a 4,6 milioni, segnando un picco di 5,6 milioni nel 2022.
Anno, quest’ultimo, che ha coinciso con la scomparsa di Alfredo Del Carlo. Un momento certo difficile per un’azienda fino ad allora in mano alla famiglia di cui il gruppo porta il cognome: ma anche in questo caso la statura dell’impresa si è fatta sentire. E così, negli ultimi anni, il passaggio generazionale si è accompagnato anche a un cambio di governance: il consiglio di amministrazione, per esempio, è stato rinnovato nell’ottobre 2022 con l’ingresso di manager esterni alla famiglia e vede oggi tra gli altri Matteo Rustici, Luca Fantuzzi, Davide Celenza e Lorenzo Baroncelli. Una progressiva managerializzazione delle società del gruppo che d’altronde è sempre più richiesta dai mercati di sbocco in cui operano.
In particolare, per Zincheria Toscana il contesto competitivo è quello piuttosto frammentato della zincatura a caldo italiana: nel Paese sono attivi circa 90 impianti censiti dall’Associazione Italiana di Zincatura, che nel 2024 hanno lavorato oltre 1,2 milioni di tonnellate di acciaio, in crescita dell’11,5% sull’anno precedente. A trainare la domanda sono stati soprattutto le opere finanziate dal Pnrr e i cantieri legati alle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina, insieme a una maggiore attenzione alla durabilità delle strutture in acciaio esposte agli agenti atmosferici.
In Toscana, peraltro, la concorrenza è densa: nel raggio di poche decine di chilometri da Uzzano operano altre zincherie molto note, a conferma di quanto questa lavorazione resti legata alla prossimità territoriale con cantieri e clienti. La logica industriale del gruppo, del resto, si regge proprio su questa integrazione tra fasi: Cml produce i pali e le strutture in acciaio destinati a illuminazione pubblica, reti elettriche, torri per la telefonia e segnalamento ferroviario. Questi vengono poi zincati e verniciati negli stabilimenti della Zincheria Toscana, di Metalzinco e di Macofer prima di essere consegnati al cliente finale.
A complicare il quadro resta la dipendenza da una materia prima, l’acciaio semilavorato con cui Cml realizza i propri pali, acquistato in buona parte da fornitori asiatici, soprattutto cinesi, con un contributo che in passato (o meglio: fino a prima della guerra in Ucraina) arrivava anche dalla Russia e in parte dal Giappone. Una condizione, questa, che espone la filiera del gruppo alle oscillazioni dei prezzi internazionali e alle tensioni sui dazi, mentre la zincatura vera e propria dipende dal prezzo dello zinco e da forniture di lamiere più legate al mercato italiano.
Con sede nel pistoiese, Zincheria Toscana nasce nel 1950 e porta inizialmente il nome del fondatore Lorenzo Del Carlo. Muove i primi passi nella produzione di articoli in lamiera zincata e solo poi si specializza nella zincatura a caldo e nella verniciatura conto terzi. È parte di Del Carlo Group assieme alle senesi Metalzinco
e Cml e alla mantovana Macofer: in totale, il gruppo conta su 170 mila metri quadrati di stabilimenti produttivi. Di recente ha ripreso la ragione sociale con cui è diventata nota sul mercato, Zincheria Toscana.