Partita con due barche per il trasporto di materiali edili, l’azienda è cresciuta fino a diventare un gruppo da 34 milioni, specializzato nella gestione dei lavori più complessi della laguna e oggi attivo anche tra hospitality e sanità privata
Partito da due piccole barche per il trasporto di materiali edili nella laguna veneziana, Ivano Boscolo Bielo ha costruito una delle realtà più strutturate della logistica e dei servizi per l’edilizia a Venezia. Fondata nel 1991, la Boscolo Bielo Ivano è oggi un gruppo da 34 milioni di fatturato che opera tra commercio di materiali edili, trasporti lagunari, movimentazioni speciali e servizi logistici complessi nel centro storico veneziano. Negli anni l’azienda ha ampliato il proprio raggio d’azione investendo anche nei lavori marittimi e dragaggi, nell’hospitality e nella sanità privata, con alberghi, marina, spiagge e un centro medico a Piazzale Roma diventato un punto di riferimento per la città. Ne abbiamo parlato con il presidente Ivano Boscolo Bielo.
Boscolo Bielo nasce nel 1991 come attività di commercio di materiali edili. Com’è iniziata la vostra storia imprenditoriale?
La Boscolo Bielo nasce nel 1991 come attività di commercio di materiali edili. Il mio punto di riferimento è sempre stato Venezia e le isole. In realtà avevo iniziato molto prima lavorando con mio padre nel trasporto: aveva due piccole barche che utilizzava proprio per il settore edile. Nel 1991 ho avuto l’opportunità di ottenere una banchina vicino a Piazzale Roma, un punto strategico perché consentiva il collegamento diretto tra camion e barca. Questo è stato l’elemento che ci ha permesso di crescere rapidamente. A Venezia non esisteva un’organizzazione di questo tipo: c’erano alcuni magazzini di materiali edili, ma erano collocati all’interno della città, quindi difficili da raggiungere con imbarcazioni grandi. La nostra posizione invece permetteva un accesso agevole sia via terra sia via acqua. Siamo partiti con due barche e nel giro di quattro o cinque anni eravamo arrivati ad avere una flotta di 15-17 imbarcazioni
Lavorare a Venezia significa confrontarsi con una realtà logistica molto complessa. Quali sono le principali difficoltà?
Venezia è complicatissima. Ci sono l’acqua alta, l’acqua bassa, i ponti, i rii stretti, le gondole, le limitazioni nei canali del centro storico. È un mestiere che richiede esperienza e conoscenza profonda della città. Io ho passato in barca tutta la mia giovinezza, dai 14 ai 30 anni. Mio padre mi insegnava ogni dettaglio: mi spiegava dove ci fosse uno scalino nascosto, dove stare attento a non urtare un palazzo. Oggi sono le stesse cose che trasmetto ai miei collaboratori. Venezia bisogna conoscerla davvero per riuscire a lavorare bene.
Il 2025 e il 2026 come stanno andando per l’azienda?
Per noi il 2025 è stato l’anno record di fatturato. Nei primi mesi del 2026 siamo in crescita del 7-8%. Abbiamo chiuso a 34 milioni, mantenendo una marginalità molto elevata, intorno al 30%.
A novembre 2025 avete acquisito la Tiso, storica società del Lido che produce calcestruzzo. Qual è la logica strategica di questa operazione?
La Tiso è un’azienda con settant’anni di attività. Produce calcestruzzo, un’attività che noi non avevamo e che completa la nostra parte commerciale. Inoltre ci permette di coprire meglio alcune aree: il Lido, la terraferma dell’isola e zone come Sant’Erasmo e Vignole. L’obiettivo è avere una copertura a 360 gradi su Venezia.
Esistono concorrenti strutturati nel vostro settore a Venezia?
Sì, qualche concorrente c’è, soprattutto nell’attività commerciale, quindi nella vendita di materiali edili. Sul fronte dell’organizzazione logistica e dei trasporti ci sono operatori più piccoli. Quando però ci sono problemi complessi, spesso vengono da noi, perché abbiamo l’organizzazione e i mezzi per risolverli. Capita anche che alcuni competitor acquisiscano un lavoro e poi lo affidino a noi, perché sanno che siamo strutturati per gestirlo. Questo per me è motivo di soddisfazione: significa che anche i concorrenti si fidano del nostro modo di lavorare.
Quali sono stati i lavori più complessi o significativi che avete affrontato?
Tra i lavori più particolari c’è stato il trasporto del ponte di Calatrava, nel 2007, realizzato insieme a Fagioli. Lo abbiamo trasportato in tre pezzi e in tre viaggi. A bordo c’erano la Sovrintendenza e anche il sindaco Massimo Cacciari. La criticità maggiore era passare sotto il ponte di Rialto: c’erano pochissimi centimetri di margine. Ricordo la tensione, ma eravamo preparati. Siamo passati lentamente, con grande attenzione. Un’altra esperienza importante riguarda il montaggio di gru in Canal Grande: entriamo con chiatte e autogru, scarichiamo materiali pesanti anche a 70 metri di distanza. Sono lavori complessi, ma è il nostro mestiere. Il nostro motto è “avanti sempre”.
Negli anni avete investito anche nella sanità privata e nell’hospitality. Come nasce questa diversificazione?
Dopo aver consolidato l’attività commerciale e logistica, intorno al 2005 ho iniziato a guardarmi attorno per capire come sviluppare nuove attività. Ho pensato al turismo e oggi abbiamo tre alberghi a Venezia e due a Chioggia. A Chioggia abbiamo anche acquisito una spiaggia e una marina, creando un complesso turistico. La sanità invece è nata quasi per caso.
Com’è nato il progetto del centro medico a Venezia?
L’idea è nata da un episodio personale. Ero andato da un fisioterapista a Venezia per un problema alla caviglia e lui mi disse che avrebbe avuto bisogno di spazi più grandi vicino a Piazzale Roma. Poco tempo dopo il porto mi segnalò un bando relativo a un edificio proprio in quella zona. Inizialmente mi chiesi cosa potessi fare con uno stabile del genere, poi ho pensato che potesse nascere qualcosa legato alla sanità. Insieme ai tecnici e al commercialista abbiamo preparato un progetto e un business plan. Su sette partecipanti, sei avevano presentato progetti alberghieri; il nostro invece era dedicato a un servizio sanitario utile alla città. Abbiamo vinto il bando. A quel punto ho iniziato a confrontarmi con chi già gestiva centri medici, ma durante quei colloqui mi sono accorto che l’interesse era enorme. Così ho deciso di sviluppare direttamente il progetto. Oggi il centro medico rappresenta un servizio molto importante per Venezia: i cittadini ci dimostrano ogni giorno grande soddisfazione, perché prima esistevano soltanto piccoli ambulatori sparsi e mancava una struttura moderna e organizzata.