Il gruppo, nato a Bologna nel dopoguerra e giunto alla terza generazione, conta oggi 70 punti vendita in 11 regioni. Nel 2024 ha avviato una fase di rebranding per accelerare l’espansione, spingendosi fino alla capitale
Lo scorso dicembre quattro storici punti vendita romani di Eurofer hanno cambiato insegna. Entrati ufficialmente nella rete Eternoo, si sono aggiunti al negozio già operativo in via della Magliana 303. Il conto finale fa cinque presenze nella capitale, tutte collocate in aree strategiche per imprese e professionisti dell’edilizia. Si tratta di un passo che vale più di quanto i numeri lascino intuire: Roma, con la sua domanda edile legata tanto alla manutenzione del patrimonio storico quanto alle nuove costruzioni, è un mercato che Eternoo ha scelto di non ignorare oltre. E l’ingresso attraverso l’acquisizione di Eurofer — realtà già radicata sul territorio — è la strada più rapida per non ricominciare da zero.
La storia del gruppo, del resto, è fatta di questo: crescita per acquisizioni e aperture, senza strappi, con la pazienza di chi sa che nel settore edile la fiducia si costruisce mattone dopo mattone, proprio come gli edifici che serve. Eternoo nasce nel 1949 a Bologna, fondata da Armando Zavadini con il nome Eternedile, nel pieno della ricostruzione postbellica. Negli anni Settanta entra in azienda Giorgio Nessi, che rileva l’attività mentre nel 1982 entra in azienda il figlio Franco che avvia un percorso di crescita strutturata a partire dal 1992, che ha visto una forte accelerazione negli ultimi dieci anni grazie all’ingresso dei figli Federico e Caterina.
Il 2024 è l’anno del rebranding: Eternedile diventa Eternoo, scelta tutt’altro che cosmetica. «Il piano di rebranding ha voluto puntare forte sull’employer branding», spiega Federico Nessi, Ceo e terza generazione della famiglia che guida il gruppo. «Oggi nel nostro settore riusciamo ad attrarre talenti perché siamo un’azienda innovativa, in un mondo che è sempre stato un po’ arretrato come quello della distribuzione dei materiali edili, visto come “poco sexy”. Noi invece stiamo riuscendo nell’intento di trasformarlo in qualcosa di appetibile anche e soprattutto per i giovani». Il cambio di nome, insomma, è anche una dichiarazione rivolta verso l’interno: un’azienda che vuole attrarre nuove energie, non soltanto nuovi clienti.
Il gruppo oggi è un ecosistema articolato, pensato per coprire l’intera filiera del cantiere. Accanto agli Eternoo Store convivono oltre 20 showroom Eternoo Design, dedicati a pavimenti, rivestimenti e arredo bagno. Ci sono poi le divisioni specializzate: Etesteel per la lavorazione del ferro e la produzione di solai, Etewood per le strutture in legno lamellare e le coperture, Etecolor come colorificio interno capace di produrre migliaia di tonalità. E ancora una flotta logistica dedicata — oltre 100 mezzi con ribaltabili e autogru — che porta la merce direttamente in cantiere. Non manca la dimensione formativa: Aula, l’academy interna, eroga formazione tecnica e commerciale a dipendenti, clienti, partner e studenti.
Il mercato che Eternoo serve è per sua natura frammentato. «Dei nostri circa 50.000 clienti totali, l’80% del fatturato viene dal 20-30% di essi — prosegue Nessi —. Serviamo sostanzialmente tutte le imprese edili. Questa estrema frammentazione, naturalmente, si ripercuote anche nei nostri numeri».
Sul piano economico, dal 2018 al 2024 i ricavi della società sono cresciuti da 91,9 a 216,8 milioni di euro, con un tasso annuo composto (Cagr) del 15%. Nello stesso arco temporale l’Ebitda è più che triplicato, passando da 9,9 a 33 milioni, sostenuto anche da un progressivo miglioramento della marginalità operativa, salita dal 10,7% al 15,1%. Parallelamente, l’utile netto è aumentato da circa 5,6 milioni nel 2018 a oltre 20 milioni nel 2024.
Nel 2025 l’azienda ha chiuso con fatturato pari a circa 240 milioni e un Ebitda consolidato intorno ai 40 milioni (considerando anche Fiammaviva, società immobiliare che affitta magazzini e che rientra nel perimetro della holding del gruppo). L’utile netto è invece calato, ma per ragioni che Nessi rivendica come scelte consapevoli: «Abbiamo fatto tante nuove aperture che ci hanno generato un incremento degli ammortamenti importante. Abbiamo comprato cash 4 milioni e mezzo di camion l’anno scorso. Solo questi ultimi hanno generato un aumento degli ammortamenti di circa 900mila euro annui».
La trasparenza nei bilanci, del resto, è un aspetto fondamentale. Lo stesso Nessi, al di fuori del suo ruolo in azienda, ha fondato Saikoo, una startup che ha realizzato un CRM che integra direttamente i dati aziendali di oltre 6 milioni di aziende italiane. Per promuovere Saikoo ha iniziato ad analizzare bilanci aziendali su YouTube, con video che hanno raggiunto quasi 100 mila visualizzazioni. Un’attività che riflette una convinzione precisa: «Troppe volte si vende al buio solo per passaparola. Non si capisce perché in Italia parlare dei propri numeri sembri quasi un tabù».
Per quanto riguarda il 2026, le attese sono prudenti ma positive: «Abbiamo iniziato bene. Stiamo crescendo più del 10% quest’anno, proprio perché abbiamo investito tanto. L’aspettativa è di superare i 250 milioni di ricavi stando prudenziali e sperando di riuscire a mantenere una buona redditività».
A completare il quadro, una nota di colore a tinte sportive: Eternoo è sponsor di Ducati Corse, un abbinamento che Nessi racconta con soddisfazione visibile: «Da quando siamo diventati sponsor abbiamo già vinto un campionato del mondo di MotoGp. Se avessi dovuto pensare quando ho iniziato la mia avventura imprenditoriale in azienda, tutto questo sarebbe stato impensabile».