Diciannove operazioni dal 2019 e un modello che integra le aziende senza assorbirle: il gruppo
sviluppa soluzioni per prodotti e processi, unendo competenze tecniche e digitali. L’Ai è già una leva
operativa, soprattutto per i grandi clienti
Diciannove acquisizioni in sei anni, tre principali mercati di sbocco e attività digitali sempre
più trasversali: Mare Group è uno dei casi più dinamici tra le società italiane di ingegneria. Il
gruppo, con sede principale in Campania, presenza diffusa sull’intero territorio nazionale e
sedi operative in Slovacchia, Repubblica Ceca, Albania e Brasile, ha costruito la propria
crescita su un modello che integra le aziende acquisite invece di assorbirle, puntando su
competenze tecniche, sviluppo software e applicazioni dell’intelligenza artificiale nei
processi industriali. Ne abbiamo parlato con Marco Bellucci, presidente del Cda.
Ci racconta Mare Group: evoluzione, modello e principali sfide?
Mare Group è oggi un polo dell’ingegneria ad alta tecnologia con il quartier generale in
Campania e una presenza diffusa su tutto il territorio nazionale. Negli ultimi anni ha
intrapreso un percorso di crescita molto significativo basato prevalentemente su
acquisizioni. Dal 2019 sono state realizzate 19 operazioni di acquisizione, accelerate negli
ultimi due anni grazie alla quotazione sul mercato Euronext Growth Milan nel 2024. Questo
modello è diventato parte integrante del Dna aziendale: non si tratta di acquisizioni
finalizzate alla semplice integrazione finanziaria, ma di un progetto imprenditoriale più
ampio, in cui gli imprenditori delle società acquisite vengono coinvolti nella governance e
nella crescita del gruppo. L’obiettivo è preservare le competenze e il valore imprenditoriale,
favorendo allo stesso tempo la creazione di sinergie operative. I risultati dimostrano
l’efficacia di questo approccio: a parità di perimetro, le aziende integrate vedono un
incremento del relativo fatturato, segno del valore aggiunto derivante dall’integrazione.
Quali sono i settori in cui operate e come si è sviluppata la crescita?
Il gruppo opera in tre principali aree: Aerospace & Defence, Industry & Transportation e
Infrastructure & Building. La crescita è avvenuta sia rafforzando la presenza nei settori già
presidiati sia entrando in nuovi mercati attraverso acquisizioni mirate. Un esempio
significativo è l’ingresso nel settore delle infrastrutture nel 2025, attraverso l’acquisizione
della società La SIA, specializzata nella progettazione ingegneristica e architettonica. Questa
operazione, tra l’altro, ha rappresentato la prima Offerta pubblica di acquisto e scambio
(Opas) in Italia tra due società quotate su un mercato non regolamentato, testimoniando
l’innovatività del modello di crescita adottato. L’integrazione ha consentito non solo di
ampliare il portafoglio attività, ma anche di sviluppare sinergie tecnologiche con le
competenze già presenti nel gruppo.
Quanto sono importanti i processi all’interno di un’azienda?
I processi sono fondamentali, ma non rappresentano l’unico elemento su cui costruire la
performance di un’impresa. Nel nostro percorso abbiamo compreso che è necessario agire
su tre dimensioni integrate: i processi, le persone e le tecnologie. I processi contribuiscono a
migliorare gli indicatori economico-finanziari, riducono i tempi di produzione e aumentano
l’affidabilità delle consegne: un’evoluzione indispensabile per adattarsi a un contesto
competitivo in continuo cambiamento. Tuttavia, sono le persone a governarli
quotidianamente, a migliorarli e a renderli efficaci. Le tecnologie, in questo contesto,
costituiscono il supporto di base per realizzare un miglioramento continuo delle
performance organizzative e, di conseguenza, dei risultati.
Cosa significa concretamente “ingegneria” nel vostro caso?
Significa supportare le imprese nel miglioramento dei prodotti e dei processi produttivi
attraverso competenze ingegneristiche e digitali. Nel settore aerospaziale, ad esempio, il
gruppo collabora con i principali player internazionali, offrendo progettazione per velivoli e
sistemi, ma anche interventi sull’efficienza degli stabilimenti produttivi, come
l’ottimizzazione dei flussi logistici o la revisione dei layout industriali. Accanto a queste
attività, Mare Group sviluppa piattaforme software che consentono alle aziende di
monitorare e analizzare i dati di produzione. In un contesto segnato dalla diffusione
dell’industria 4.0 e 5.0, il vero valore non è più solo la raccolta dei dati, ma la capacità di
interpretarli e trasformarli in decisioni operative, ad esempio attraverso analisi predittive
sulla manutenzione degli impianti.
L’intelligenza artificiale è una moda o una reale leva competitiva?
Non è una moda, ma una tecnologia abilitante già richiesta dal mercato. Le imprese,
soprattutto quelle di grandi dimensioni, sono consapevoli delle potenzialità dell’intelligenza
artificiale e chiedono di poterla utilizzare in modo efficace e rapido. Il gruppo ha investito su
questo ambito acquisendo realtà specializzate e sviluppando un dipartimento dedicato.
L’intelligenza artificiale viene integrata nelle attività di ingegneria, ampliandone il valore. Se
per le grandi imprese si tratta di una leva già compresa, per le Pmi il tema è ancora in fase di
maturazione, ma rappresenta comunque una leva strategica per mantenere la competitività
nel medio-lungo periodo.
Quanto pesa il settore aerospazio e come si integrano le diverse competenze?
Il settore aerospazio e difesa rappresenta una porzione del fatturato in crescita. Tuttavia, la
distinzione per settori è sempre meno netta, perché le competenze sono fortemente
interconnesse. La componente digitale, ad esempio, contribuisce a una porzione molto
rilevante del fatturato complessivo e si applica trasversalmente a più ambiti, inclusi quelli
aerospaziali. Questo significa che attività apparentemente “digitali”, come lo sviluppo di
piattaforme software, trovano applicazione in settori altamente specializzati, contribuendo a
rafforzarne l’innovazione.
Quali sono le prospettive di crescita?
Per il 2026 il gruppo prevede ricavi tra 95 e 100 milioni di euro, con una crescita compresa tra
il 12% e il 18% rispetto al pro forma 2025, mantenendo livelli di marginalità elevati. La
crescita sarà sostenuta sia dallo sviluppo organico sia dal proseguimento della strategia di
acquisizioni, con un’attenzione particolare ai settori aerospazio e difesa, che presentano oggi
importanti opportunità di espansione.
Quali sono i driver strategici per il futuro?
Uno dei principali driver è lo sviluppo di piattaforme proprietarie, che migliorano la
scalabilità del modello di business rispetto ai modelli puramente consulenziali. A questo si
affiancano tecnologie emergenti come la realtà estesa (XR), che combina realtà virtuale e
aumentata e viene utilizzata sia in ambito industriale e di difesa, ad esempio per
l’addestramento, la manutenzione e la simulazione, sia in ambito culturale e museale, per il
coinvolgimento del pubblico attraverso applicazioni e installazioni. Sul fronte dei
sottosistemi hardware mission-critical, il gruppo sta rafforzando il proprio posizionamento
nella meccatronica, ampliando progressivamente la propria offerta lungo la catena del
valore. Nel settore della Difesa, stiamo consolidando il ruolo di partner ingegneristico per i
principali player del comparto, sviluppando ulteriormente le applicazioni dual-use già al
centro della strategia. Queste competenze derivano da acquisizioni mirate e sono state
integrate nell’offerta del gruppo, ampliandone le applicazioni. Infine, gli investimenti in R&S,
da sempre motore propulsivo del gruppo, continueranno ad essere un fattore chiave nello
sviluppo strategico.
Quanto ha inciso il rapporto con l’Università Federico II di Napoli?
Ha avuto un ruolo determinante. L’idea imprenditoriale nasce proprio in quell’ambiente
accademico, dove era già evidente il collegamento tra ricerca e industria. In particolare, nel
dipartimento frequentato dai fondatori erano attivi progetti di trasferimento tecnologico con
grandi aziende internazionali. Questo contesto ha contribuito a sviluppare la convinzione
che innovazione e collaborazione con la ricerca applicata siano elementi fondamentali per
costruire un’impresa competitiva nel lungo periodo.