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Ferretti (Fepa): «Il ’26 sarà un “uragano perfetto”: +30% sui costi della materia prima»

Crescita a doppia cifra per l’azienda parmense dell’imballaggio in cartone ondulato che punta su
rapidità e integrazione di filiera. Ma ora i nuovi rincari di energia, carta e logistica mettono sotto
pressione il gruppo

A prima vista è solo una scatola. In realtà, dietro l’imballo marrone che protegge pasta,
biscotti, birra e detersivi, si muove uno dei motori più discreti ma fondamentali della
manifattura italiana. In un settore dominato da colossi internazionali con fatturati da decine
di miliardi, a Parma cresce Fepa, azienda familiare e indipendente capace di lavorare a
stretto contatto con i clienti, mantenendo una visione industriale di respiro globale. Ne
abbiamo parlato con Fausto Ferretti, terza generazione e alla guida del gruppo.

Che cosa fa esattamente Fepa e in che settore operate?​
Fepa opera nel segmento B2B e produce imballaggi in cartone ondulato, cioè packaging a
base carta destinato alle aziende. Si tratta di un comparto poco visibile al grande pubblico,
ma centrale per l’economia: il cartone ondulato è infatti il materiale di imballaggio più
utilizzato al mondo per volumi e peso. Il settore è inoltre fortemente legato ai temi della
sostenibilità. Il cartone ondulato è riciclabile e a basso impatto ambientale e questo lo rende
particolarmente competitivo in una fase storica in cui cresce l’attenzione per soluzioni eco-
compatibili. Non a caso Parma, territorio in cui l’azienda opera, è stata recentemente
riconosciuta come capitale del riciclo di carta e cartone.

Com’è strutturata la proprietà e qual è stata l’evoluzione dell’azienda?​
Fepa è una società interamente a capitale italiano e a controllo familiare sin dalla
fondazione, avvenuta negli anni Sessanta. Oggi è guidata dalla terza generazione. Negli
ultimi anni l’azienda ha registrato una crescita significativamente superiore alla media del
mercato. A fronte di un incremento annuo del settore generalmente compreso tra il 2% e il
3%, Fepa ha mantenuto ritmi di sviluppo a doppia cifra, evidenziando un’espansione dei
volumi ben più che proporzionale rispetto al mercato di riferimento.

Qual è il vostro principale vantaggio competitivo rispetto ai grandi gruppi internazionali?​
Negli ultimi quindici anni il settore ha attraversato un intenso processo di concentrazione,
con acquisizioni da parte di grandi multinazionali integrate lungo tutta la filiera, dalla
gestione forestale alla produzione di carta e cartone. In questo contesto Fepa rappresenta
una delle principali realtà indipendenti italiane. Il posizionamento si fonda su alcune scelte
strategiche, ma soprattutto su una forte attenzione alla qualità del servizio: rapidità,
flessibilità e prossimità al cliente. A differenza delle grandi organizzazioni, spesso
caratterizzate da strutture più rigide, l’azienda può contare su una catena decisionale corta e
su una maggiore continuità gestionale. Questo consente tempi di risposta più rapidi, un
elemento cruciale in un settore in cui la velocità operativa è determinante.

Cosa significa, concretamente, lavorare con tempi di consegna molto rapidi?​
Nel settore degli imballaggi industriali i tempi sono estremamente compressi. È frequente
ricevere un ordine a inizio settimana e completare la consegna entro due o tre giorni, anche
su distanze di alcune centinaia di chilometri. Questo implica la capacità di pianificare
rapidamente la produzione, che può prevedere diversi passaggi, a seconda della complessità
del prodotto: dalle scatole standard agli espositori per il punto vendita. Negli ultimi anni,
proprio grazie all’affidabilità dimostrata, alcuni clienti hanno richiesto servizi aggiuntivi,
come l’allestimento degli espositori già pronti per la distribuzione. Si tratta di attività che
richiedono un’elevata integrazione operativa e una gestione estremamente efficiente della
filiera.

La forte crescita del 2021-2022 è stata trainata più dai volumi o dall’aumento dei prezzi?​
La crescita dei volumi è stata costante nel tempo, ma il 2021 rappresenta un caso
eccezionale. L’uscita dalla fase più acuta della pandemia ha generato una forte ripresa della
domanda, cui si è aggiunta la crisi delle materie prime legata al contesto geopolitico. Il
risultato è stato un incremento senza precedenti: a fronte di una crescita media annua del
settore pari a circa 100-120 milioni di metri quadrati, nel 2021 si è registrato un aumento di
circa un miliardo di metri quadrati, concentrando in un solo anno l’espansione tipica di un
intero decennio. Questa dinamica ha provocato una forte tensione sull’offerta, con
conseguente aumento dei prezzi della carta, che rappresenta oltre il 50% dei costi di
produzione e, in alcuni periodi, ha superato il 65%. Una parte rilevante dell’incremento di
fatturato è quindi derivata dall’aumento dei prezzi medi, più che dai volumi. Con il
progressivo riequilibrio del mercato, i prezzi si sono ridotti, mentre i volumi hanno
continuato a crescere.

Quali sono le principali criticità attese per il 2026?​
Il 2026 si preannuncia complesso sotto diversi profili. L’industria cartaria è altamente
energivora e l’energia rappresenta la principale voce di costo. Nonostante l’entrata in
funzione di nuovi impianti produttivi, che avrebbe dovuto favorire una stabilizzazione dei
prezzi, già dai primi mesi dell’anno si sono registrati rincari significativi. Le cartiere, con
margini già ridotti, hanno trasferito gli aumenti lungo la filiera. Nel solo mese di aprile gli
incrementi dei costi della materia prima si sono attestati tra il 20% e il 25%, con ulteriori
rialzi attesi nei mesi successivi. Complessivamente, si prospetta un aumento intorno al 30%
in un arco temporale molto breve. A ciò si aggiunge la pressione sui costi logistici: il cartone è
un prodotto voluminoso e richiede un’intensa attività di trasporto, con centinaia di mezzi
movimentati quotidianamente. L’aumento del prezzo dei carburanti incide quindi in modo
diretto sulla struttura dei costi. La combinazione di questi fattori configura uno scenario
particolarmente complesso per l’intero comparto.

Come affrontate il tema dell’internazionalizzazione in un settore legato alla prossimità?​
La natura del prodotto impone limiti logistici: il cartone ondulato ha un valore unitario
relativamente basso rispetto al volume, il che rende poco sostenibili trasporti su lunghe
distanze. Per superare questo vincolo, Fepa ha sviluppato prima una rete nazionale
attraverso Cart-One, con l’obiettivo di garantire una copertura capillare del territorio italiano.
Successivamente ha promosso un network europeo, Blue Box Partner, insieme ad altre
aziende indipendenti con caratteristiche analoghe: realtà familiari, orientate all’innovazione
e con una forte propensione agli investimenti tecnologici. Il network consente di competere
con i grandi gruppi multinazionali grazie a una combinazione di presenza territoriale e
rapidità decisionale. Inoltre, favorisce lo scambio di competenze: un esempio è il passaggio
ai nuovi sistemi gestionali Sap S/4hana, affrontato condividendo esperienze e soluzioni già
testate da altri partner.

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