Il gruppo italiano della cura della persona – marchi come Splend’Or, Malizia e Clinians – nel 2025 ha
superato i 300 milioni di ricavi. «Struttura integrata e flessibilità sostengono la crescita»
In un settore come quello della cura della persona, dove la competizione con i grandi gruppi
multinazionali è sempre più intensa, ci sono realtà italiane che continuano a crescere grazie
a un modello industriale solido e integrato. È il caso del gruppo Mirato, che nel tempo ha
saputo evolversi mantenendo una forte identità industriale e una presenza capillare sul
territorio. Con una storia che parte dal 1962, il gruppo rappresenta oggi una delle principali
realtà del settore, con un portafoglio di brand molto conosciuti come Splend’Or, Malizia,
Intesa, Clinians. Abbiamo parlato con Alberto Pollini, membro del Consiglio di
Amministrazione, delle sfide del mercato, delle strategie di sviluppo e delle direttrici di
crescita del gruppo.
Mirato è un nome che spesso non viene subito riconosciuto, ma ha alle spalle una lunga
tradizione. Quali sono i vostri punti di forza?
Il gruppo Mirato ha costruito il proprio percorso su qualità, innovazione e continuità
industriale. Siamo una realtà di riferimento nel mercato della cura della persona in Italia, con
brand che il consumatore conosce bene, come Splend’Or, Malizia, Intesa, Clinians, Geomar,
Breeze, Nidra, Glicemille, I Provenzali e Perlax. A questo si affianca una struttura solida, che
ci ha consentito di crescere nel tempo e di superare i 300 milioni di euro di fatturato nel 2025.
È un risultato importante, soprattutto in un contesto che continua a essere complesso.
Quali sono le caratteristiche che vi distinguono nel panorama delle aziende italiane?
Direi soprattutto il radicamento sul territorio e la capacità di coniugare struttura industriale
e rapidità decisionale. Abbiamo una presenza produttiva importante e una distribuzione
molto capillare, che ci permettono di presidiare il mercato in modo efficace. Allo stesso
tempo, abbiamo sempre investito nell’evoluzione dei processi e nello sviluppo dell’offerta,
senza mai rimanere fermi.
Parliamo un po’ della produzione. Come funziona il cuore pulsante di Mirato?
Abbiamo un’area industriale di circa 104.000 metri quadrati, che comprende reparti
produttivi, magazzini, laboratori e uffici commerciali, e possiamo contare su sei realtà
produttive, separate ma complementari, che coprono tecnologie e categorie di prodotto
differenti. Ogni sito ha una specializzazione precisa: produciamo, ad esempio, aerosol e
profumeria alcolica, emulsioni, lozioni e gel, ma anche saponi solidi e prodotti naturali, fino
alle soluzioni per la cura della casa, sia per il mass market sia per il canale professionale. La
produzione interna resta per noi un vantaggio competitivo decisivo: controlliamo
completamente il processo e questo ci consente di essere rapidi, flessibili e di mantenere
standard qualitativi elevati. Nel complesso produciamo ogni anno oltre 190 milioni di pezzi e
il Gruppo conta oggi più di 600 dipendenti.
Siete presenti anche nei mercati internazionali. Come si stanno sviluppando le vostre
attività all’estero?
Negli anni abbiamo rafforzato in modo significativo la nostra presenza internazionale: oggi il
gruppo è attivo in circa 80 Paesi. In alcune aree, come il Mediterraneo e alcuni mercati
africani, stiamo ottenendo risultati particolarmente positivi. Operiamo inoltre attraverso
società controllate di natura commerciale, come Mirato Mea, Mirato Hong Kong, Milmil
Adriatica e Mirato Shanghai, che ci consentono di presidiare i mercati in modo diretto,
mantenendo attenzione ai marchi e alla qualità dei prodotti. Anche il posizionamento Made
in Italy continua a essere un elemento distintivo molto apprezzato. Il nostro obiettivo è
consolidare ulteriormente la presenza nei mercati dove siamo già attivi e aprirci a nuove
opportunità.
Come state affrontando le sfide legate all’inflazione e all’aumento dei costi, che stanno
mettendo alla prova molte aziende?
Il mercato della cura della persona è molto competitivo, quindi non è semplice trasferire gli
aumenti dei costi sul prezzo finale. Per questo stiamo lavorando soprattutto sull’efficienza,
cercando di proteggere la qualità del prodotto e il valore offerto al consumatore. In uno
scenario di questo tipo, la capacità di reagire in tempi brevi fa la differenza rispetto ad
operatori molto più grandi.
Quanto è importante la solidità patrimoniale in questo periodo di incertezze?
È un aspetto fondamentale. Avere una struttura patrimoniale solida ci permette di affrontare
le fasi più complesse senza mettere in discussione il nostro modello di business e, allo stesso
tempo, di continuare a investire con una visione di medio-lungo periodo. È una condizione
essenziale per mantenere continuità e stabilità anche nei momenti più difficili.
E per quanto riguarda i brand, come gestite il rilancio di marchi più maturi?
Il nostro approccio è sempre stato quello di valorizzare brand che altri potrebbero
considerare maturi o meno interessanti. Abbiamo lavorato sul rilancio di marchi acquisiti,
puntando su innovazione di prodotto e comunicazione mirata. Siamo convinti che anche un
brand con una lunga storia, se gestito nel modo giusto, possa continuare a crescere e a
rimanere rilevante per il consumatore.
Come affrontate la concorrenza delle multinazionali come L’Oréal e Unilever?
Le multinazionali dispongono di risorse molto importanti, ma noi possiamo contare su un
modello che ci consente di decidere rapidamente e di leggere il mercato con grande
attenzione. Questo si traduce in una buona continuità nei lanci, in una forte capacità di
adattamento e nella possibilità di diversificare canali e proposte in funzione dell’evoluzione
della domanda.
Quali sono i vostri progetti futuri?
Guardiamo al futuro con ottimismo. Abbiamo già acquisito diversi brand e siamo
costantemente alla ricerca di nuove opportunità di crescita, sia attraverso operazioni di
sviluppo esterno, come l’acquisizione di nuovi marchi, sia attraverso una crescita interna,
guidata dall’innovazione e dal continuo ampliamento della nostra offerta. La nostra strategia
prevede oltre 20 nuovi SKU lanciati ogni anno, per rispondere alle esigenze di un mercato in
rapido cambiamento. Proseguiamo inoltre nel rafforzamento della nostra presenza sui
mercati internazionali, con l’obiettivo di consolidare ulteriormente il posizionamento del
Gruppo.
Quanto conta l’integrazione familiare nella gestione dell’azienda?
La gestione familiare è un elemento centrale della nostra identità, perché consente
continuità, velocità decisionale e una visione di lungo periodo. La famiglia Ravanelli ha
sempre creduto nell’efficienza e nella solidità del gruppo, e questo approccio ci permette di
affrontare il mercato con responsabilità e chiarezza strategica.