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Sanmarco Informatica corre, in sette anni utili raddoppiati Focus su Ai e cybersecurity

Fondata nel 1984 a Vicenza, la software house è cresciuta arrivandoa 650 dipendenti e a oltre 50
milioni di ricavi. Il suo Erp Jgalileo serve numerosi settori con soluzioni integrate. Investe il 20% l’
anno in R&S
Tra le mura di una villa settecentesca immersa nella campagna vicentina non è custodita
solo memoria storica, ma prende forma una delle più durature esperienze italiane
nell’innovazione digitale. È qui, a Grisignano di Zocco, a pochi chilometri da Vicenza, che ha
sede Sanmarco Informatica, software house fondata nel 1984 e specializzata nello sviluppo di
soluzioni per la gestione dei processi aziendali, nella consulenza, nei servizi web e nella
cybersecurity.

Oggi la società conta oltre 650 dipendenti distribuiti tra la sede centrale e le filiali in
Lombardia, Emilia-Romagna, Piemonte, Puglia e Friuli Venezia Giulia. «Quando abbiamo
iniziato, l’informatica era ancora un orizzonte per pochi. Il nostro obiettivo era chiaro: creare
soluzioni concrete, affidabili, pensate per il mondo reale delle imprese italiane», racconta
Renato Bardin, fondatore e presidente di Sanmarco Informatica. Il Dna del gruppo, nel
tempo, è rimasto lo stesso: attenzione al cliente, cultura del fare, sviluppo tecnologico al
servizio dei processi e dell’innovazione. Negli ultimi anni, però, la visione si è allargata, così
come la proposta di un ecosistema di soluzioni integrate, capaci di accompagnare l’azienda
cliente in ogni ambito, dalla produzione alla supply chain, dal commerciale al post vendita,
dalla gestione documentale alla Business Intelligence, dai cobot fino all’intelligenza
artificiale.

Dal 2018 al 2024 i ricavi della compagnia sono passati da 35,4 a 54,6 milioni di euro, con un
Cagr (tasso di crescita annuo composto) del 7,48%, mentre l’Ebitda è cresciuto da 6 milioni
(con una marginalità del 16,8%) a 10,7 milioni (19,4%), con un picco positivo di 13,9 milioni
registrato nel 2023. Parallelamente, l’utile netto è praticamente raddoppiato, passando da 4,3
a 8,2 milioni.

Per quanto riguarda il 2025, l’azienda guarda ai risultati «con soddisfazione», forte di una
crescita del fatturato che «conferma la fiducia che il mercato ripone nelle nostre soluzioni —
spiega l’amministratore delegato Marco Ferrari —. Abbiamo scelto consapevolmente di
reinvestire queste risorse in modo massiccio su competenze, infrastrutture e innovazione:
una strategia che, pur impattando sul risultato d’esercizio immediato, rappresenta per noi il
carburante indispensabile per garantire l’eccellenza e la solidità dei nostri servizi nel lungo
periodo».

Gli fa eco Bardin: «Abbiamo continuato a investire il 20% del fatturato annuo in Ricerca e
Sviluppo, potenziando le componenti di intelligenza artificiale applicata e rafforzando le
partnership strategiche. I risultati ci danno ragione: le imprese chiedono soluzioni affidabili,

integrate, capaci di evolvere con loro. Le sfide non mancano: l’Ai, l’automazione, la
cybersecurity, l’evoluzione normativa. Ma ogni sfida è anche un’opportunità. Continueremo
a fare quello che facciamo da sempre: ascoltare le imprese, capire i loro bisogni e costruire
insieme a loro il futuro».

Il prodotto di punta è il software Erp Jgalileo, che attraverso un’interfaccia altamente
configurabile consente di monitorare e governare i flussi aziendali tramite workflow
condivisi. Insieme alle altre soluzioni digitali integrate, Jgalileo è in grado di gestire tutti i
processi aziendali, con tutte le sue verticalizzazioni specifiche per ogni mercato (Produzione
su Commessa, Produzione in Serie, Alimentare, Distribuzione e Gdo, Mobile e Legno,
Vinicoli e Distillerie, Idrotermosanitario, Moda e Abbigliamento, Caffè e Torrefazione…).

«Questo perché dietro ogni software c’è un team di consulenti — sottolinea Bardin —
sviluppatori e analisti che conoscono a fondo le dinamiche dei diversi mercati e che riescono
a risolvere le esigenze specifiche di ogni azienda». Dietro a Jgalileo, così come a qualsiasi
altra soluzione tecnologica, non ci sono solo codice e funzionalità, ma persone in grado di
trasformare un’intuizione in valore. «Un giorno un caro collega si presentò da me con
un’idea: un software nuovo, interessante, pensato per rivoluzionare uno specifico processo
aziendale. Avrebbe potuto essere l’ennesima buona intuizione rimasta tale, ma la mia
risposta fu semplice e diretta: ‘Ok, trovami un cliente’».

Non per sfiducia, ma per concretezza: se l’idea funziona davvero, qualcuno là fuori sarà
pronto a investirci. Quel cliente arrivò. E con lui, arrivarono anche una squadra, i fondi
necessari e tutto il supporto dell’azienda. Quel progetto è diventato realtà. È così che sono
nate le nostre business unit più innovative: come vere e proprie startup interne, alimentate
da idee giovani e vincenti e dalla voglia di trasformarle in soluzioni concrete per il mercato. E
noi siamo fieri di sostenerle». Una visione che acquista ancora più significato se letta nel
contesto in cui Sanmarco opera: quello di un mercato Erp sempre più affollato e polarizzato,
dominato da un lato dai grandi player internazionali che propongono soluzioni
standardizzate, e dall’altro da una galassia di realtà più piccole, generalmente specializzate in
un solo prodotto o segmento di mercato.

In questo scenario frammentato, la concorrenza vede in prima linea colossi statunitensi
come Ibm, Oracle e Salesforce o la tedesca Sap (34 miliardi di ricavi nel 2024), affiancati da
un solido nucleo di system integrator italiani, tra cui spiccano Zucchetti Group (2 miliardi) e
Teamsystem (1 miliardo).

Non finisce qui. Tra la fine di quest’anno e l’inizio del 2027, infatti, il gruppo si trasferirà in un
nuovo hub direzionale attualmente in costruzione a Vicenza, in Strada Casale 175. La nuova
sede rappresenta il simbolo tangibile dell’espansione che la società ha vissuto negli ultimi
anni e la necessità, per questioni di organico, di una “nuova casa”.

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