«Lavoriamo per offrire agli ospiti il meglio in ogni aspetto. Tradizione e innovazione per noi vanno di pari passo: è questo che ci ha reso quello che siamo oggi». Così Heinrich Dorfer, Ceo del gruppo Quellenhof, riassume in poche parole una filosofia che ha trasformato una pensione alpina in uno dei brand più prestigiosi dell’ospitalità europea. Oggi la società altoatesina è sinonimo di eccellenza, wellness e servizi esclusivi, ma resta profondamente legata alle radici familiari che ne hanno segnato la storia.
Tutto ha inizio nel 1897, in Val Passiria, con la fondazione di una pensione che nel 1923 viene acquistata da Eduard Dorfer e Resi Niederbacher. Da allora, la famiglia Dorfer ha saputo far crescere l’attività con visione e passione, passando dalla gestione familiare di inizio Novecento a una realtà internazionale giunta ormai alla quarta generazione. Figure chiave come Luise e Heinrich Dorfer hanno guidato ampliamenti continui, dalla ricostruzione del corpo centrale alla nascita di nuove ali, trasformando l’ex locanda in un resort a cinque stelle all’avanguardia nel turismo alpino. Nel corso degli anni sono stati introdotti nuovi servizi e un’offerta gastronomica d’eccellenza, fino all’apertura nel 2019 della prima struttura fuori dall’Alto Adige: il Luxury Resort Lazise sul Lago di Garda. Il complesso, concepito come un’oasi contemporanea tra uliveti e panorami lacustri, si distingue per l’architettura sostenibile e una filosofia del wellness integrato, dove natura e tecnologia convivono in armonia.
Il cuore pulsante resta però lo storico Quellenhof Luxury Resort Passeier di San Martino in Passiria, in provincia di Bolzano, il più grande hotel per attività sportive delle Alpi, con oltre 170 camere, 25 saune, 12 piscine e una spa di 10.500 metri quadri. «Abbiamo sempre voluto che gli ospiti trovassero tutto in albergo: sport, relax, cucina, servizi medici. È un’offerta unica che ci distingue», spiega Dorfer. Le altre due strutture del gruppo, non distanti dal Passeier, comprendono la See Lodge – inaugurata nel 2022 e dedicata agli ospiti dai 14 anni in su, con un lago balneabile e suite di design – e il Das Alpenschlössel.
La volontà di espansione del gruppo si riflette anche nei risultati finanziari. Nel 2024, l’azienda ha registrato ricavi per 44,3 milioni di euro (sostanzialmente invariato rispetto al 2023, +1%), un Ebitda di 18,5 milioni (con una marginalità del 40,1%), utili per 9 milioni (+5,5%) e un Cagr dei ricavi 2018-2024 pari all’8,4%. Per quanto riguarda la posizione finanziaria netta, l’indebitamento si è attestato su 6,2 milioni (un dato che, dal 2017 al 2023, è aumentato gradualmente da 52.000 euro a 6,93 milioni).
Dal 2017 al 2023, gli anni di perimetro della ricerca del centro studi ItalyPost, i ricavi sono passati da 25,5 a 43,9 milioni di euro nell’arco di sette anni (+72%). Nello stesso periodo, l’Ebitda è passato da 8,1 milioni di euro (pari al 31,1% del fatturato) a 18,7 milioni (pari al 41,8% del fatturato), mentre l’utile netto è cresciuto da 3,6 a 8,5 milioni di euro.
“Dal 1897 la famiglia Dorfer costruisce un’eccellenza dell’hotellerie europea. Quattro resort tra montagna e lago, 500 collaboratori, energia rinnovabile e materiali naturali. L’Ebitda 2024 raggiunge il 40,1% sui ricavi (18,5 milioni su 44,3 totali), utili a 9 milioni. Il flagship di San Martino in Passiria offre 10.500 mq di spa, piscine e saune. Clientela sempre più internazionale: oltre ai tedeschi e svizzeri, crescono italiani e americani. Nel 2025 restyling del bar principale con 5 milioni di investimento”
La clientela riflette sempre di più il respiro internazionale del brand, una realtà ormai consolidata all’interno del segmento luxury. Storicamente frequentato da ospiti tedeschi (circa il 40%) e svizzeri (30%), il Quellenhof oggi è scelto da molti italiani (15-20%) e da un pubblico globale sempre più variegato, con turisti provenienti da Austria, Israele, Stati Uniti e Paesi del Golfo. Anche la crescita degli ospiti americani è particolarmente significativa: «Fino a pochi anni fa avevamo pochissimi clienti dagli Usa, oggi in alta stagione arriviamo al 4-5%». Oltre alla crescente varietà geografica, si è ampliato anche il profilo degli ospiti: giovani coppie, professionisti in cerca di tranquillità, sportivi e appassionati di wellness di alto livello trovano qui un’esperienza su misura. Un ruolo centrale è svolto dalla cucina: i ristoranti del gruppo propongono piatti creativi che valorizzano la tradizione alpina con un accento mediterraneo, accompagnati da una selezione di vini provenienti in gran parte da vigneti locali.
L’attività rappresenta anche un modello di sostenibilità e gestione stagionale. Con oltre 500 collaboratori annuali, il gruppo è oggi uno dei principali datori di lavoro privati della Val Passiria. Le strutture utilizzano energia prodotta da impianti rinnovabili e adottano materiali naturali, privilegiando fornitori locali e riducendo l’impatto ambientale. Con un’apertura di 11 mesi l’anno, il Quellenhof sa adattarsi alle diverse richieste: periodi di vacanza scolastica vedono un forte afflusso di famiglie, mentre l’autunno e l’inverno attraggono coppie e amanti del benessere.
Le prenotazioni, tuttavia, sono sempre più last minute, specialmente in agosto, con richieste che superano di gran lunga la disponibilità: «Riceviamo molte richieste dell’ultimo momento, a volte a una o due settimane dal soggiorno. È un trend in crescita, soprattutto in Italia». La flessibilità operativa, insomma, rappresenta sempre di più un fattore di competitività cruciale.
Il futuro vede la catena di resort impegnata in nuovi investimenti e miglioramenti. Il 2025 – un anno «andato molto bene, siamo contenti in termini di prenotazioni» – è stato segnato da un grande progetto di restyling del bar principale del Passeier, con un investimento di circa 5 milioni di euro. L’obiettivo è creare uno spazio elegante e funzionale anche per i mesi più freddi, offrendo ambienti più ampi e confortevoli agli ospiti che frequentano il resort in inverno.