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Le mille Champions che crescono nell’era delle incertezze

Non è più una fase ciclica dell’economia. È un cambiamento strutturale. Negli ultimi anni l’impresa si è trovata a operare in un contesto molto diverso da quello che aveva accompagnato la globalizzazione: energia più volatile, catene di fornitura meno stabili, cicli economici non allineati tra le principali economie e un’accelerazione delle transizioni tecnologiche, energetiche e demografiche. In questo scenario cresce il peso della produttività, della scala tecnologica e della capacità di organizzare filiere sempre più complesse, in cui diventano centrali innovazione, organizzazione e qualità del capitale umano.

È dentro questa nuova normalità che si inserisce la ricerca sulle Imprese Champions, promossa e organizzata da ItalyPost in collaborazione con L’Economia del Corriere della Sera e con il supporto di Crédit Agricole, Auxiell e Dbag. L’obiettivo non è soltanto individuare le aziende che crescono di più, ma capire quali caratteristiche permettono ad alcune imprese italiane di svilupparsi con continuità anche quando il contesto economico diventa più incerto e instabile. L’edizione 2026 è la nona nazionale della ricerca e rappresenta ormai uno degli osservatori più strutturati sul capitalismo industriale italiano. Il progetto nasce per comprendere quali condizioni rendano possibile una crescita solida nel tempo e per creare occasioni di confronto tra imprenditori che condividono sfide simili: dalla competizione globale alla trasformazione tecnologica, fino alla gestione di filiere sempre più articolate.

Attorno alla ricerca si è sviluppato negli anni un vero e proprio ecosistema di incontri, analisi e dibattito che culmina nel Summit delle Imprese Champions e nel tour “Meet the Champions”, una serie di appuntamenti organizzati direttamente dentro aziende e territori industriali e pensati come momenti di confronto tra imprenditori, manager e professionisti. L’analisi prende in considerazione 14 anni di bilanci, dal 2011 al 2024. Il database di riferimento comprende circa 1,5 milioni di società di capitali attive in Italia, dalle quali vengono selezionate le aziende con fatturato compreso tra 30 e 500 milioni di euro, cioè quella fascia di imprese che rappresenta uno dei segmenti più vitali dell’economia industriale italiana.

Il processo di selezione è progressivo e molto rigoroso. Una prima scrematura individua poco più di 4 mila aziende che presentano requisiti minimi di crescita e performance. A queste viene applicato uno scoring basato su fatturato, crescita dei ricavi, marginalità e solidità finanziaria. Il risultato finale è il cluster delle 1.000 imprese Champions, pari a circa lo 0,07% dell’intero sistema delle società di capitali italiane. L’analisi è stata condotta da un team di analisti specializzati in corporate finance guidato da Caterina Della Torre, utilizzando i database AIDA–Bureau Van Dijk e il Registro delle imprese di Infocamere. I bilanci analizzati coprono gli ultimi sette esercizi, dal 2018 al 2024, e sono stati valutati attraverso diversi indicatori economico-finanziari. Per le imprese con fatturato tra 120 e 500 milioni di euro i criteri prevedono una crescita media annua dei ricavi di almeno il 4%, un EBITDA medio superiore al 9% negli ultimi tre anni e un rapporto tra posizione finanziaria netta ed EBITDA inferiore a 2,4, oltre alla presenza di risultato operativo e utile netto positivi nell’ultimo esercizio.

Per le imprese con fatturato tra 30 e 120 milioni i parametri sono ancora più selettivi: crescita media del 6,67%, EBITDA medio superiore al 10,13% e rapporto PFN/EBITDA inferiore a 1,5. A questi criteri si aggiungono alcuni filtri societari che escludono, tra le altre, società a partecipazione pubblica, cooperative e aziende controllate da gruppi esteri. Il risultato è un campione che racconta una parte particolarmente dinamica del capitalismo industriale italiano. Le mille imprese Champions generano oltre 107 miliardi di euro di fatturato, con una crescita media annua negli ultimi anni superiore all’11%. La redditività operativa media supera il 18% di EBITDA margin, mentre il patrimonio netto aggregato raggiunge 78,5 miliardi di euro. Nel 2018 il fatturato aggregato era pari a circa 79 miliardi di euro; nel 2024 ha superato i 107 miliardi, mentre il patrimonio netto è cresciuto da 46 a oltre 78 miliardi di euro. Anche la liquidità complessiva del cluster è aumentata in modo significativo, passando da circa 3 miliardi a oltre 11 miliardi di euro.

Dal punto di vista geografico la distribuzione riflette la geografia industriale italiana. Il Nord-Ovest concentra 406 imprese, pari a oltre il 40% del totale, seguito dal Nord-Est con 321 aziende. Il Centro Italia conta 146 imprese, mentre Sud e Isole arrivano a 127 aziende, circa il 13% del campione complessivo. Anche la distribuzione settoriale conferma il ruolo centrale della manifattura. Il comparto meccanico e dei mezzi di trasporto rappresenta oltre il 17% delle imprese e quasi il 18% del fatturato aggregato. Seguono l’industria alimentare e delle bevande, il settore dei prodotti in metallo, il chimico-farmaceutico e l’elettrico-elettronico, ambiti nei quali l’industria italiana mantiene posizioni di forte competitività internazionale. La ricerca non è pensata soltanto come un esercizio statistico. Il progetto mira anche a mettere in relazione queste imprese e a favorire lo scambio di esperienze tra imprenditori. Da qui nasce il tour “Meet the Champions”, una serie di incontri che portano il progetto direttamente dentro aziende e territori industriali.

Nel 2026 il tour attraverserà diversi ecosistemi produttivi italiani con tappe presso Archivio Manteco a Prato, ComoNExT Innovation Hub, Comoli Ferrari a Novara, Le Village by Crédit Agricole a Parma, VEM Sistemi in Romagna e Auxiell a Padova. Il percorso culminerà nel Summit delle Imprese Champions, che si terrà alla Fondazione CUOA Business School, a Villa Valmarana Morosini ad Altavilla Vicentina, con il titolo “L’economia del futuro – Oltre la complessità”.

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