L’azienda opera nel mondo del payroll e della consulenza Hr, coniugando «la solidità e la capacità di gestire progetti complessi tipiche dei grandi player con la vicinanza, la flessibilità e la specializzazione delle realtà più verticali»
C’è un rimprovero all’origine di Zeta Service. Prima di fondare un’azienda propria, Silvia Bolzoni lavorava in una multinazionale del settore paghe, dove un giorno le fu fatto notare che il suo orientamento al cliente e alle persone era eccessivo. Da quell’osservazione, presa più come uno sprone che non come un limite, nel 2003 è nata l’impresa che oggi guida insieme ai figli Ivan e Debora Moretti, entrambi co-amministratori delegati. Una storia partita dal payroll, cioè dalla gestione in outsourcing delle buste paga per conto di altre aziende, e che nel tempo si è allargata fino a coprire l’intera area delle risorse umane.
«Nella nostra evoluzione – racconta Debora Moretti – un primo momento di svolta è rappresentato dall’aver compreso che il nostro lavoro non riguardava il payroll, non soltanto almeno, ma la fiducia. Dietro ogni cedolino ci sono persone, famiglie e imprese che affidano a qualcuno un pezzo importante della propria serenità e della propria crescita». Una consapevolezza che ha posto le basi per andare oltre il servizio in senso stretto: «Volevamo essere un partner capace di accompagnare le organizzazioni nelle trasformazioni del lavoro». È da qui che Zeta Service ha costruito un «ecosistema che integra payroll e sviluppo organizzativo e ricerca e selezione, oltre che consulenza giuslavoristica in partnership con Lumina», oggi organizzato in diverse divisioni pensate per accompagnare le aziende clienti in ogni fase del rapporto con le proprie persone.
C’è poi una terza svolta, quella che per Debora Moretti ha portato l’azienda fuori dai propri confini operativi: «Crediamo che un’impresa cresca davvero quando contribuisce a far crescere anche il mercato e la cultura che la circondano». Da questa convinzione sono nati la Fondazione Libellula, impresa sociale che «promuove una cultura del rispetto e dell’inclusione in scuole, aziende e comunità», l’Hr Executive Club, luogo di confronto per direttori e direttrici Hr e People Leader, e infine Zeta Today – Build Next, l’academy interna «dedicata alla crescita delle persone e dei giovani talenti». «Sono realtà diverse, ma che rispondono alla stessa idea di impresa – aggiunge –: il valore di un’azienda si misura anche dall’impatto positivo che lascia oltre il proprio business».
A voler però misurare anche quest’ultimo, tra il 2018 e il 2024 il fatturato di Zeta Service è cresciuto da 15,3 milioni a 35 milioni, l’Ebitda da 1,8 milioni a 7,3 milioni (nel perimetro rientra anche la partecipata Lumina, ndr.). Il 2025, spiega Ivan Moretti, «si è chiuso con un fatturato di 39,2 milioni, mentre per l’anno in corso l’obiettivo è di arrivare a circa 45 milioni. E per il 2027 puntiamo a superare i 50 milioni, come previsto nel nostro piano strategico quinquennale». Zeta Service conta nove sedi in Italia e oltre 450 collaboratori e collaboratrici. Una crescita, precisa Ivan Moretti, arrivata senza operazioni straordinarie: «Abbiamo costruito tutto questo consolidando, anno dopo anno, la fiducia delle aziende clienti, ampliando le nostre competenze e costruendo servizi capaci di rispondere a bisogni sempre nuovi».
Il tutto in un mercato, quello dell’Hr process outsourcing e della consulenza, che resta diviso tra pochi grandi operatori globali e una miriade di piccoli studi di consulenza. «Noi ci collochiamo tra questi due modelli, unendo la solidità organizzativa e la capacità di gestire progetti complessi, tipiche dei grandi player, con la vicinanza all’azienda cliente, la flessibilità e il livello di specializzazione che contraddistinguono le realtà più verticali». A questo posizionamento si affianca un investimento crescente sulla tecnologia, che resta però uno strumento e non un fine: «Non usiamo l’automazione per sostituire il confronto umano, ma per semplificare i processi, liberare tempo e permettere alle nostre professioniste e ai nostri professionisti di ascoltare, interpretare i bisogni e costruire con le aziende relazioni di fiducia durature». È in questa direzione che va la recente nascita di ZetaOn, il polo tecnologico interno con cui l’impresa sta inserendo l’intelligenza artificiale nei propri processi di innovazione.
Guardando alla situazione odierna, la scadenza più immediata per il mondo delle risorse umane italiano è quella della direttiva europea sulla trasparenza retributiva, che gli Stati membri hanno dovuto recepire entro il 7 giugno. Un tema su cui Zeta Service è già al lavoro: «Stiamo sviluppando un approccio sempre più integrato alla Pay Transparency, mettendo in dialogo payroll, consulenza giuslavoristica con la partnership con Lumina, sviluppo organizzativo, selezione e categorie protette. Oggi bisogna interpretare i cambiamenti prima che diventino urgenze per le aziende: per questo monitoriamo tutto ciò che sta ridefinendo il ruolo della funzione Hr», spiega Debora Moretti, che cita il lavoro di ascolto svolto quest’anno attraverso l’Hr Executive Club: «È da questo ascolto che affianchiamo le aziende con risposte concrete e immediate e poi nascono nuovi servizi e occasioni di confronto».
Per crescere anche nei prossimi anni, Zeta Service guarda a un percorso che combini «sviluppo organico e una precisa strategia di acquisizioni»: «L’obiettivo è ampliare le nostre competenze, rafforzare la presenza sul mercato e portare il nostro modello di servizio a un numero sempre maggiore di aziende», dichiara Ivan Moretti. Una traiettoria che, promette, non intaccherà l’impianto che ha portato fin qui l’impresa: «La crescita ha valore solo se è sostenibile e se preserva i principi che hanno costruito la fiducia delle nostre aziende clienti». E quest’ultima, ricorda Debora Moretti, si basa su un aspetto particolare: «Ogni trasformazione credibile deve partire da noi: proprio per questo abbiamo avviato la nostra academy, Zeta Today. Perché la fiducia nasce dalla coerenza con cui aziende e persone dimostrano di vivere il cambiamento, ogni giorno, nelle proprie scelte e nel proprio modello culturale e poi organizzativo».
Fondata nel 2003 da Silvia Bolzoni, Zeta Service è guidata dai figli di quest’ultima, Ivan e Debora Moretti, entrambi co-amministratori delegati. Oggi conta nove sedi in Italia e oltre 450 collaboratori e collaboratrici, organizzati su più divisioni. Nel 2027 punta a superare i 50 milioni di fatturato: «Crediamo però che un’impresa cresca davvero quando contribuisce a far crescere anche il mercato e la cultura che la circondano». Da questa convinzione sono nati l’impresa sociale Fondazione Libellula e l’Hr Executive Club.