
Quando Mario Volpi aprì una piccola ferramenta di paese, negli anni Ottanta, nessuno avrebbe immaginato che da quel banco pieno di serrature e cerniere sarebbe nata una delle realtà più solide del settore delle entrate in Italia. Oggi Viemme Porte, con sede a Castelli Calepio nel cuore della bergamasca, è guidata anche dalla figlia Cristina, che ne ripercorre la storia. «Papà faceva di tutto, dal magazziniere al rappresentante – racconta la titolare –. Poi ha deciso di mettersi in proprio e da lì è cominciato tutto».
Nel tempo, la piccola rivendita si è evoluta: se inizialmente si occupava del commercio di porte interne e blindate, poi si è aperta alla produzione vera e propria. Nel 1998 nasce ufficialmente Viemme Porte, mentre nel 2010 arriva la svolta con il marchio iDoor, che segna il passaggio a una dimensione industriale fondata su progettazione interna, controllo dei processi e valorizzazione del made in Italy. Parallelamente alla crescita della sede principale nella bergamasca, l’azienda ha progressivamente rafforzato anche la propria presenza territoriale, aprendo una filiale a Rezzato, in provincia di Brescia, con il marchio iDoorpoint Brescia, oggi snodo commerciale e logistico strategico per il Nord Italia.
Oggi Viemme Porte opera su una superficie complessiva di circa 30.000 metri quadrati, con uno showroom dedicato, una capacità produttiva modernizzata e oltre 11 mila porte pronte a magazzino. Numeri che raccontano una crescita costruita su investimenti continui in automazione, digitalizzazione dei processi e nuove linee produttive, senza mai smarrire la matrice artigianale delle origini.
I risultati finanziari sono la cartina al tornasole di questo percorso di crescita. Dal 2018 al 2024 i ricavi sono passati da 24,3 a 36 milioni, con un Cagr del 6,8%. Nello stesso periodo l’Ebitda è salito da 3,8 a 6 milioni, con un rafforzamento della marginalità dal 15,5% al 16,6% del fatturato, mentre l’utile netto è cresciuto da 2,4 a 3,5 milioni. Il 2024 ha segnato un rallentamento, con un calo dei ricavi (-6,3% rispetto all’anno precedente) e degli utili (-11,4%). Anche l’Ebitda, pari a 6 milioni, è leggermente sceso, pur mantenendo un’elevata marginalità (16,6%, la seconda più alta dello storico).
Per quanto riguarda il bilancio 2025, l’azienda ha previsto un leggero ridimensionamento dei ricavi, nell’ordine del -10%, in linea con l’andamento medio del settore. «Anche per il 2026 ci aspettiamo un anno più stabile – commenta Volpi –. Dopo una crescita così rapida, era inevitabile un assestamento». Insomma, un arretramento fisiologico dopo gli anni eccezionali del post-pandemia: «Il Superbonus 110% ha completamento sballato il mercato. Le richieste erano enormi, i prezzi salivano e non si trovava materiale. Poi, finita quella spinta, si è tornati su volumi più realistici. Ma la solidità che abbiamo costruito ci permette di affrontare con serenità anche questa fase di stabilizzazione».
L’ampliamento della struttura industriale ha proceduto in parallelo con l’estensione e la diversificazione dell’offerta. Le principali collezioni dell’azienda bergamasca coprono oggi un ampio ventaglio di soluzioni, che spaziano da modelli reversibili a proposte dal design minimale, da versioni luminose a sistemi a filo muro, fino a strutture in alluminio, soluzioni ergonomiche e linee ispirate a forme naturali, geometriche o classiche. Le porte sono realizzate utilizzando materiali selezionati e integrano standard tecnici consolidati, tra cui cerniere brevettate a scomparsa o pivot regolabili, serrature magnetiche silenziose e sistemi che consentono la reversibilità di montaggio. L’ampia possibilità di personalizzazione, con oltre quaranta finiture disponibili, permette di adattare ogni prodotto a differenti contesti progettuali ed estetici: un patrimonio di soluzioni che rafforza il dialogo costante con progettisti, rivenditori e clienti finali.
Negli ultimi anni è cambiato anche il profilo della clientela. «Il nostro cliente tipo non è più solo il falegname – spiega Volpi –, ma sempre più spesso showroom e rivendite che presentano le nostre porte in pronta consegna». Un’evoluzione che ha favorito l’espansione della rete distributiva in Emilia-Romagna, Toscana e Veneto, contribuendo a mantenere continuità nei flussi commerciali anche nelle fasi di rallentamento della domanda. Contemporaneamente, la spinta all’innovazione resta uno dei pilastri della strategia aziendale. Le tecnologie digitali di produzione, le nuove linee automatizzate e l’investimento in macchinari di ultima generazione hanno migliorato qualità, standardizzazione e tempi di consegna.