Vem Sistemi cresce rendendo le banche più digitali. E ora punta a 100 milioni di ricavi

L’azienda di Forlì, specializzata in infrastrutture digitali e servizi Ict, lavora sempre di più alladigitalizzazione (e alla sicurezza dei dati) del mondo finanziario. E la sua filiera della cybersecurity ètutta italiana
«Oggi la rete rappresenta il sistema nervoso di ogni azienda», spiega Davide Stefanelli,
presidente di Vem Sistemi. «E noi costruiamo proprio quell’infrastruttura digitale, dalla
progettazione del data center fino a tutto ciò che lo alimenta e lo rende operativo». È questa
la consapevolezza che guida, da quarant’anni, Vem Sistemi: una realtà nata a Forlì nel 1986,
che ha trasformato le sue radici nel cablaggio strutturato in una posizione di rilievo nel
panorama italiano dell’Ict e della trasformazione digitale.
Nel corso degli anni, Vem ha ampliato il proprio raggio d’azione, abbracciando cybersecurity,
cloud, collaboration, automazione degli edifici e sviluppo software su misura. Un’evoluzione
naturale che le ha permesso di seguire l’intero percorso della digitalizzazione per Pmi e
grandi aziende. «I nostri clienti sono quasi sempre più grandi di noi, con fatturati che
spaziano da 100 milioni a oltre un miliardo di euro», osserva Stefanelli. «Abbiamo una forte
storicità nel manifatturiero, che rappresenta ancora il 38% del nostro giro d’affari, ma negli
ultimi anni abbiamo visto un calo degli investimenti in settori come moda e automotive. A
bilanciare è arrivata la spinta decisa del mondo finanziario e dei servizi, che sta trainando la
nostra crescita».
La traiettoria di Vem si riflette chiaramente nei numeri. Il fatturato è salito dai quasi 47
milioni del 2018 ai 90,4 del 2024, con un Cagr dell’11,52% e un Ebitda che è
complessivamente passato da 9,3 milioni (19,5% dei ricavi) a 17,8 milioni (19,5% dei ricavi).
In parallelo, l’utile è raddoppiato, passando da 6,3 milioni a 12,6 milioni. L’Ebitda medio sulle
annualità del 2022-2023-2024 si è attestato al 19,91%, mentre il rapporto Pfn/Ebitda medio
sullo stesso periodo è risultato pari a -2,21. «La nostra è una crescita organica, anche quando
facciamo acquisizioni. Non compriamo aziende per accaparrarci clienti, ma per acquisire
competenze. Il mercato non ci manca, ma la manodopera qualificata è difficile da trovare».
In quest’ottica si inseriscono operazioni come l’acquisizione di myDev, specializzata in
software integration, e l’ingresso – nel 2023 – con una quota del 67%, in Neen, provider di
managed cloud noto per le sue competenze in ambito cloud distribuito.
Il modello di business di Vem poggia su un equilibrio tra fornitura di tecnologie e servizi di
consulenza, ma è proprio il servizio – ad alto valore aggiunto – a rappresentare la principale
leva di marginalità. «Nel nostro settore vendere tecnologia di qualità non è più un fattore
distintivo», commenta Stefanelli. «La differenza la fa chi è in grado di progettare una rete
efficiente, sicura e performante, ma soprattutto di garantirne il funzionamento continuativo.
Noi non forniamo solo infrastrutture, ma mettiamo a disposizione il know-how per gestirle,
mantenerle e farle evolvere».

«Fondata nel 1986 e cresciuta dal cablaggio strutturato alle infrastrutture digitali, Vem
Sistemi è oggi un riferimento italiano nell’Ict per data center, cybersecurity e cloud. La
crescita si riflette nei numeri: il fatturato è passato da circa 47 milioni nel 2018 a 90,4
milioni nel 2024, con un Cagr dell’11,5%. Dopo un 2025 in aumento del 5-6%, il gruppo
punta ora a superare nel 2026 la soglia simbolica dei 100 milioni di ricavi, trainato
soprattutto dagli investimenti del settore finanziario».

Il 2025 ha consolidato la dinamica sperimentata negli anni precedenti. «È stato un anno di
crescita moderata, nell’ordine del 5-6%», racconta Stefanelli. «Come gruppo però abbiamo
assunto oltre 50 persone e, soprattutto, abbiamo inglobato un numero di ordini significativo,
che lavoreremo nel 2026. Quest’anno dovremmo finalmente superare il fatidico muro dei 100
milioni di fatturato». A fare la differenza è il contributo delle banche: «Il fatturato dal mondo
finanziario è cresciuto molto. Le banche stanno guidando gli investimenti sul digitale, vuoi
per gli ottimi risultati di bilancio degli ultimi anni, vuoi perché sono tra quelle che hanno più
bisogno di digitalizzare i processi».
In parallelo, la cybersicurezza è diventata un asse portante della strategia di Vem: «Le aziende
sono ormai consapevoli che quando affrontano un processo di digitalizzazione devono
affrontare anche un processo di protezione dei propri dati», sottolinea Stefanelli. «Non
vogliono correre il rischio di un’interruzione della produzione né quello di vedere rubati
informazioni e know-how. In più l’evoluzione normativa ha introdotto una serie di obblighi
precisi in termini di protezione del dato». Questo doppio driver – continuità operativa e
compliance – ha fatto esplodere la domanda di soluzioni di sicurezza più avanzate, con il
mondo bancario in prima linea. «Su questo fronte stiamo erogando servizi di antifrode che
hanno l’obiettivo di prevenire gli attacchi, spiega Stefanelli. «Non si tratta più solo di
tecnologia, ma di una serie di analisi e interazioni con il mondo social, in modo da
individuare il rischio prima che si concretizzi».
La sicurezza, però, non è più solo un tema tecnico: pesa sempre di più anche la dimensione
geopolitica. «Molte aziende stanno ragionando con sempre maggiore ponderazione su dove
collocare i propri dati, cioè su dove questi risiedono realmente», spiega Stefanelli. «C’è più
attenzione all’uso di strumenti cloud che possono portare i dati fuori dall’Unione Europea e
a quelli di intelligenza artificiale, che possono essere invasivi rispetto ai dati caricati. Anche
nella scelta delle tecnologie di protezione pesa la geopolitica: si utilizzano sempre meno
antivirus di origine russa, per esempio». In questo quadro Vem rivendica il valore di una
filiera totalmente nazionale: «La nostra Certego rappresenta una filiera completamente
italiana di servizi di sicurezza, con una piattaforma di monitoraggio proprietaria e team di
sviluppo interamente nostrano».

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