I dazi non fermano l’azienda ceramica di Finale Emilia (MO)
che investe sul mercato a stelle e strisce
nonostante la spinta inflattiva e la
riduzione dei consumi.
Tramite l’accordo con Moooi vuole sfondare nel mondo del design
Ha da poco tempo stretto una partnership con Moooi, gruppo dei Paesi Bassi che si occupa
di progettazione e design di altissima gamma. Il risultato è stato la prima collezione di
superfici in ceramica firmata dal fondatore e direttivo creativo dell’azienda olandese, Marcel
Wanders. Un’operazione, questa, che ha consentito ad Abk di sviluppare una nuova linea di
prodotto facendo leva sull’innovazione tecnica ed estetica, unendo tecnologie
all’avanguardia e artigianalità. Una sperimentazione tutta in linea con il Dna dell’azienda di
Finale Emilia, nel cuore del distretto della ceramica di Sassuolo, nel modenese, specializzata
nella produzione di gres porcellanato.
Fondata nel 1992 è infatti vocata da sempre all’innovazione e alla ricerca di nuovi spazi per la
ceramica nel mondo del design. «I nostri interlocutori sono i progettisti e gli architetti», dice
Alessandro Zizza, direttore commerciale di Abk Group. L’obiettivo è un riposizionamento sul
mercato globale per agganciare la domanda di lusso. Presentata per la prima volta all’ultima
edizione del Cersaie di Bologna, il salone internazionale dell’industria ceramica, la nuova
produzione nata dalla collaborazione con Mooi è il grimaldello per l’ulteriore salto di qualità
di una azienda in costante crescita.
Nel 2018 fatturava 105,9 milioni, con un Ebitda di 16,2 milioni (pari al 15,1% dei ricavi) e un
utile netto di 8,3 milioni. Sei anni dopo i ricavi avevano già superato quota 188 milioni, con
un Ebitda di 11,3 milioni (5,8%), un utile di 319 mila euro e una posizione finanziaria netta di
quasi 19,2 milioni. Numeri confermati nel 2025, anno di consolidamento dei risultati
raggiunti, in attesa di un 2026 caratterizzato però da varie incognite. La corsa dei prezzi
dell’energia per ora non ha indotto l’azienda a intervenire sui listini. Una misura prudenziale,
anche se un rialzo non è escluso in futuro. Intanto scommette sul sodalizio con Mooi, che
presidia Europa, Asia e Nordamerica e che ha da poco aperto uno showroom anche in Cina.
Azienda globale (esporta infatti l’82% della produzione, abbracciando quasi tutti i
continenti) gioca molte delle sue carte sul mercato del Nord America, con gli Stati Uniti che
assorbono il 20% dell’export. I dazi introdotti dall’amministrazione Trump secondo l’impresa
modenese non hanno ancora dispiegato completamente tutti i loro effetti. «Per ora stanno
incidendo sul mercato interno, generando una spinta inflattiva che frena i consumi e riduce
le importazioni – dice Zizza –, con conseguenze che abbiamo già visto nei primi tre mesi di
quest’anno, nei quali infatti abbiamo registrato numeri inferiori rispetto allo stesso periodo
del 2025».
Eppure è qui, sullo sbocco commerciale statunitense molto attento all’innovazione, che si
concentrano gli sforzi dell’azienda. Un esempio? Gli investimenti per 2 milioni di euro che,
solo quest’anno, sono stati fatti per il rafforzamento della rete di vendita e la promozione, in
modo da supportare gamme di prodotto specifiche pensate per il mercato Usa. «Qui
continueremo a difendere gli spazi conquistati nel corso degli anni», precisa Zizza.
Questo anche grazie a una tecnologia che permette all’azienda di imitare le pietre naturali
anche sulle grandi lastre. Abk Group, che conta 600 dipendenti, dispone di due stabilimenti
produttivi. Uno si trova a Solignano di Castelvetro, nella provincia modenese, ed è
specializzato proprio nella produzione dei formati di ampie dimensioni. L’altra fabbrica è a
Louvroil, nel Nord della Francia, ed è deputata ai modelli più standard, maggiormente
richiesti in Europa. Se infatti la domanda nordamericana è più stimolata dalle nuove
proposte, a partire dalle grandi lastre, il vecchio continente è più orientato verso prodotti
tradizionali.
È a Solignano di Castelvetro che l’azienda concentra il maggiore impegno di innovazione,
destinando a Ricerca & Sviluppo dai 4 ai 6 milioni all’anno. Ed è nel quartiere generale di
Fiorano Modenese, dove si trova anche la sede legale, che prendono forma nuove strategie
produttive e commerciali. «L’accordo con Moooi, che è presente anche negli Stati Uniti, ci sta
dando la possibilità di entrare nel canale dei grandi progetti e del design di altissimo livello»,
spiega Zizza. Una svolta verso una nuova fascia di mercato per un’azienda che fin dall’inizio
si è data un profilo internazionale.
Nei Paesi dell’area Ue, ai quali è destinato il 40% della produzione, è presente in modo
capillare. Con una quota del 15% dell’export presidia anche Cina, Corea del Sud, Singapore.
Abk si è poi affacciata anche sul Medio Oriente, dove adesso però è tutto fermo a causa della
guerra contro l’Iran innescata da Stati Uniti e Israele. I container destinati ai rivenditori
dell’area del Golfo Persico sono bloccati e le compagnie di spedizione non inviano la merce,
spiegano infatti i vertici di Abk Group. Il mercato è semiparalizzato anche in Israele, dove Abk
ha deciso di congelare gli investimenti: «La nostra speranza è che il conflitto non si protragga
per più di un breve periodo di tempo».
Nel frattempo l’azienda si concentra su altri mercati e mette in cantiere a livello globale
nuovi investimenti sul marketing per sostenere la promozione del prodotto. «Vogliamo far
crescere il nostro potenziale a livello internazionale: dobbiamo fare un salto, ampliare la
nostra rete di contatti, sempre più stretti e frequenti, con i grandi progettisti che si muovono
sulla scena internazionale e con i quali i rapporti si stanno consolidando», conclude Zizza.