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Stosa Cucine prosegue la crescita. Picco storico dell’Ebitda nel 2025. I ricavi raggiungono 200 milioni

Oggi l’export del gruppo senese rappresenta quasi un quarto del fatturato. Nonostante i rincari delle materie prime legati alla crisi mediorientale, ha scelto di non ritoccare i listini. «Dubai è la nostra vetrina sul mondo»

Per Stosa Cucine il 2025 è stato l’anno della conferma: non soltanto crescita, ma il miglior Ebitda – 26,4 milioni – della storia aziendale. Un risultato arrivato in un mercato dell’arredo che, dopo l’euforia post-pandemica, ha dovuto fare i conti con una domanda più selettiva, costi ancora volatili e consumatori meno disposti a comprare sull’onda lunga degli incentivi e delle ristrutturazioni. Alle spalle di questa performance c’è la storia di un’impresa cresciuta, passo dopo passo, su produzione, controllo industriale e continuità familiare.

Le origini risalgono al 1964, a Piancastagnaio, in provincia di Siena, dentro una piccola falegnameria dove tre soci iniziano a produrre mobili e poi cucine componibili. Negli anni Ottanta la famiglia Sani diventa unica proprietaria e imprime all’azienda una svolta industriale, trasformando progressivamente un laboratorio artigiano in una realtà organizzata, capace di crescere nei volumi senza perdere il controllo del prodotto. Nel 2000 arriva la trasformazione in società per azioni, passaggio che segna anche l’apertura più strutturata ai mercati internazionali.

L’export, per un settore come quello delle cucine, è un esercizio più complesso di quanto sembri, e per Stosa oggi rappresenta il 23% del fatturato. «Per il nostro mondo si tratta di una quota importante», spiega David Sani, sales director e membro del consiglio di amministrazione di Stosa Cucine. «Guardiamo con particolare interesse ai mercati mediorientali, al Centro-Nord America e all’Europa, in particolare Francia, Spagna e Regno Unito».

Il Medio Oriente, in questa mappa, occupa un posto sempre più rilevante: non solo per il potenziale commerciale, ma anche per la funzione di vetrina globale: «Lo store di Dubai è quello che oggi ci rappresenta maggiormente nel mondo», sottolinea Sani. È il segno di una strategia che non si limita a esportare prodotto, ma prova a presidiare i luoghi in cui il made in Italy dell’arredo viene percepito come esperienza, status e capacità progettuale.

Oggi la sede amministrativa e produttiva è a Radicofani, sempre in provincia di Siena, in un complesso industriale immerso nelle colline della Val d’Orcia. Produce circa 180 cucine al giorno, conta oltre 300 dipendenti. Ma la storia recente del gruppo racconta una crescita costante anche sotto il profilo economico: dal 2018 al 2024 i ricavi sono passati da 107 a 182 milioni, con un tasso annuo composto (Cagr) del 9,3%. Nello stesso periodo, l’Ebitda è cresciuto da 8,5 a 22,1 milioni, accompagnato da un miglioramento della redditività operativa, con il margine Ebitda salito dal 7,9% all’11,8%. L’utile netto, infine, è aumentato da 4,2 a 11,7 milioni.

Dopo un 2025 di picco sul fronte della redditività, segnato anche dal raggiungimento dei 200 milioni di fatturato, il primo semestre del 2026 ha confermato il passo: «Stando alle proiezioni, dovremmo chiudere l’anno con una crescita dell’8% e arrivare a una quota di mercato nazionale intorno al 7%». Per quanto riguarda l’Ebitda, l’azienda prevede un numero leggermente più contenuto del previsto, anche per effetto dell’aumento delle commodity e delle materie prime legato alle tensioni mediorientali.

La scelta, racconta Sani, è stata quella di non trasferire integralmente questi rincari sul cliente finale: «Abbiamo preferito assorbire parte degli aumenti per mantenere forte il nostro rapporto qualità-prezzo. È stata una scelta aziendale». Il 2026, insomma, non passa da un ritocco dei listini ma dalla difesa di un posizionamento costruito negli anni.

Sullo sfondo ci sono gli investimenti. Il progetto più rilevante riguarda la nuova fabbrica, pensata con una forte componente di innovazione e automazione, in una logica pienamente industriale: «Stiamo realizzando investimenti importanti su un nuovo stabilimento, con una concezione produttiva molto avanzata e un livello di automatizzazione elevato».

Dentro questa visione rientra anche lo Stosa Green Park, il grande progetto di espansione sostenibile nell’area industriale di Radicofani. L’idea è recuperare e riqualificare strutture dismesse, tra cui l’ex Cotto Montecchi, trasformandole in un polo produttivo moderno, integrato nel paesaggio e progettato secondo criteri di efficienza energetica, sostenibilità e benessere delle persone.

L’azienda sta realizzando anche una nuova sala convegni e ristorazione da 1.500 metri quadrati, spazio pensato per rafforzare la relazione con clienti, partner e rete commerciale. Perché in un settore come quello dell’arredo la fabbrica non basta: serve racconto, esperienza, formazione, capacità di far vedere il prodotto e il mondo che lo circonda.

La stessa logica ha guidato la presenza a Eurocucina, dove Stosa ha investito su uno stand da 1.500 metri quadrati. «In una fiera così importante, una presenza di quelle dimensioni non è banale – conclude Sani –. Nel frattempo continuiamo a investire molto anche nel marketing, per rafforzare e sostenere il brand».

Dentro questa visione si inserisce lo Stosa Green Park, un progetto di espansione sostenibile per l’area industriale di Radicofani che valorizza il recupero di spazi esistenti. Ne è un esempio la riqualificazione dell’ex Cotto Montecchi, oggi parte di un polo produttivo moderno, integrato nel paesaggio e improntato a criteri di efficienza energetica, sostenibilità e benessere delle persone.

L’azienda
Nata nel 1964 a Piancastagnaio (SI) come piccola falegnameria artigiana grazie all’iniziativa di tre soci, Stosa Cucine ha saputo trasformarsi radicalmente nel corso dei decenni. Negli anni ottanta la famiglia Sani ha assunto la guida esclusiva della realtà toscana, imprimendole una decisa svolta industriale e incrementando i volumi produttivi senza mai sacrificare la cura del prodotto. Diventata una Spa nel 2000, oggi l’impresa ha il suo cuore pulsante a Radicofani, sempre nel senese, dove oltre 300 dipendenti realizzano circa 180 composizioni al giorno.

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