Negli anni, il primo gruppo privato italiano del settore hotellerie ha progressivamente spostato il baricentro verso la fascia luxury, anche attraverso residenze storiche, boutique hotel e suite. Dal 2018 al 2024 il fatturato è passato da 182 a 255 milioni
Quando Ferruccio Fabri decide di entrare nell’hôtellerie, nel 1980, non arriva dal mondo dei maître o dei concierge, ma dai cantieri. Ingegnere e costruttore, sceglie di non limitarsi a realizzare alberghi per conto terzi: vuole possederli e gestirli direttamente. È da questa deviazione imprenditoriale, maturata a Firenze, che nasce Starhotels, oggi il primo gruppo alberghiero privato italiano per fatturato nel segmento dei quattro e cinque stelle.
La matrice familiare non è rimasta un dettaglio delle origini. A oltre quarant’anni dalla fondazione, la proprietà e la gestione fanno ancora capo alla famiglia Fabri, mentre la guida è passata alla seconda generazione con Elisabetta Fabri, presidente e amministratore delegato. Sotto la sua direzione il gruppo ha progressivamente spostato il baricentro verso la fascia upper-upscale e luxury, affiancando ai tradizionali alberghi business residenze storiche, boutique hotel, suite e appartamenti di pregio. Il primo nucleo del portafoglio si forma negli anni Ottanta e Novanta, con hotel a quattro stelle collocati nei centri delle principali città italiane e rivolti soprattutto a una clientela d’affari. La svolta internazionale arriva nel 1992, quando la famiglia acquista a New York The Michelangelo, nel cuore di Manhattan. Per una catena italiana ancora giovane è un salto non soltanto geografico: l’operazione porta il marchio in uno dei mercati alberghieri più competitivi al mondo e apre la strada alla successiva espansione a Londra e Parigi.
Dai primi anni Duemila Starhotels accelera attraverso acquisizioni, restauri e investimenti sulle strutture esistenti. Il gruppo dichiara oggi 34 hotel e residenze di lusso, per oltre 4.500 camere, distribuiti tra Italia, Regno Unito, Francia e Stati Uniti. La presenza domestica comprende Milano, Roma, Firenze, Venezia, Napoli, Torino, Genova, Bologna, Parma, Bergamo e Saronno; all’estero il presidio si concentra in aree ad alta densità turistica e commerciale, da Midtown Manhattan a South Kensington e Knightsbridge, fino a Rue Cambon a Parigi.
Il portafoglio è diviso in due marchi di pari dimensione. Starhotels Premium riunisce 17 strutture a quattro stelle, pensate per combinare turismo d’affari e soggiorni leisure nelle maggiori città italiane. Starhotels Collezione comprende invece 17 hotel e residenze di fascia alta, spesso ospitati in edifici storici o in contesti di particolare pregio. La distinzione consente al gruppo di presidiare segmenti diversi senza adottare un modello uniforme: ogni albergo conserva una propria identità, mentre design, servizio e gestione restano coordinati a livello centrale.
Una peculiarità del modello è il peso degli immobili posseduti direttamente. In un settore in cui molte catene operano soprattutto attraverso contratti di gestione o franchising, l’azienda ha mantenuto una componente patrimoniale significativa. La scelta richiede più capitale e rende l’espansione meno rapida, ma permette un controllo più stretto sugli investimenti, sui restauri e sul posizionamento delle singole strutture. È una strategia coerente con l’orizzonte di lungo periodo tipico di un gruppo familiare, ma anche con la volontà di valorizzare edifici che spesso costituiscono parte integrante del prodotto alberghiero.
Sul piano economico, i numeri confermano la solidità della crescita. Dal 2018 al 2024 i ricavi della società sono passati da 182 a 255 milioni di euro, con un tasso annuo composto (Cagr) del 5,8%. Nello stesso periodo l’Ebitda è salito da 43 a 59,1 milioni, con un margine passato dal 23,1% al 22,9%. Parallelamente, l’utile netto è balzato da 8,5 a 19,9 milioni di euro.
Accanto al turismo di fascia alta, resta rilevante il mercato dei meeting e degli eventi aziendali. Il gruppo dispone di oltre 160 sale riunioni e di una struttura commerciale centralizzata, il Group Desk Starevents, che coordina congressi e appuntamenti distribuiti su più alberghi e città. È l’eredità più visibile del posizionamento business degli esordi, oggi integrato in un’offerta che punta a intercettare anche soggiorni leisure, eventi privati e clientela internazionale ad alta capacità di spesa.
Proprio sul fronte della fidelizzazione, Starhotels ha rafforzato la dimensione internazionale di I Am Star attraverso una partnership con Indian Hotels Company Limited (Ihcl), il maggiore gruppo alberghiero dell’India. L’accordo collega il programma al loyalty Taj InnerCircle – NeuPass, con oltre 13 milioni di iscritti, ampliando il network di strutture accessibili ai clienti e puntando a intercettare la crescita dei flussi turistici tra Europa e India.
Le operazioni più recenti indicano una nuova estensione del perimetro. Con l’acquisizione dell’Hermitage Hotel & Resort di Forte dei Marmi, 59 camere destinate a riaprire sotto il marchio Collezione dopo una riqualificazione, Starhotels entra direttamente nel segmento dei resort. A Venezia il gruppo ha riportato sul mercato l’Hotel Gabrielli, trasformato dopo il restauro in un cinque stelle da 66 camere e suite. A Firenze, invece, il progetto Teatro Luxury Apartments amplia il raggio d’azione verso le residenze di lusso, in collaborazione con operatori immobiliari internazionali.
La crescita non riguarda soltanto il numero delle camere. Nel 2025 Starhotels ha siglato un nuovo contratto integrativo aziendale per il triennio 2025-2027, destinato a oltre 800 dipendenti delle 26 strutture italiane, con misure su welfare, congedi, sostegno alle famiglie e tutela delle donne vittime di violenza.
L’azienda
La storia inizia nel 1980 da una deviazione imprenditoriale: Ferruccio Fabri, ingegnere e costruttore, decide di applicare l’esperienza dei cantieri all’hôtellerie, scegliendo di possedere direttamente gli immobili. Il primo nucleo a quattro stelle, rivolto al business, si sviluppa in Italia tra gli anni ’80 e ’90. La svolta internazionale arriva nel 1992 con l’acquisto dello storico hotel The Michelangelo a New York, che apre le porte a Londra e Parigi. Oggi la seconda generazione guidata da Elisabetta Fabri ha virato sul lusso.