L’azienda aretina, specializzata in infissi, soluzioni per la conservazione a freddo e pannellisandwich, prevede ricavi per 39 milioni (+10%) nel ’25. L’export rappresenta il 45% delfatturato, trainato soprattutto dalla Francia
L’ingresso nel mercato dei bagni prefabbricati segna una discontinuità solo apparente nella
traiettoria industriale di Polistamp. In realtà rappresenta la prosecuzione coerente di una
strategia che negli anni ha progressivamente allargato il perimetro dell’azienda, mantenendo
però un baricentro ben definito: la prefabbricazione.«Abbiamo investito due anni fa
nell’apertura di questa nuova divisione per rispondere a un’esigenza concreta del mercato»,
spiega l’amministratore delegato Giancarlo Bargiacchi. Un investimento che guarda a nuove
tipologie edilizie, dai complessi per studenti alle strutture socio-sanitarie, dove velocità di
esecuzione e standardizzazione stanno diventando fattori decisivi. Ma intercetta anche una
domanda più ampia di soluzioni “chiavi in mano” sempre più richiesta dai grandi operatori
immobiliari.
traiettoria industriale di Polistamp. In realtà rappresenta la prosecuzione coerente di una
strategia che negli anni ha progressivamente allargato il perimetro dell’azienda, mantenendo
però un baricentro ben definito: la prefabbricazione.«Abbiamo investito due anni fa
nell’apertura di questa nuova divisione per rispondere a un’esigenza concreta del mercato»,
spiega l’amministratore delegato Giancarlo Bargiacchi. Un investimento che guarda a nuove
tipologie edilizie, dai complessi per studenti alle strutture socio-sanitarie, dove velocità di
esecuzione e standardizzazione stanno diventando fattori decisivi. Ma intercetta anche una
domanda più ampia di soluzioni “chiavi in mano” sempre più richiesta dai grandi operatori
immobiliari.
È da qui che si comprende meglio il senso dell’ultima evoluzione dell’azienda aretina con
sede a Pratovecchio-Stia che, a quasi mezzo secolo dalla fondazione, continua a ridefinire il
proprio posizionamento. Nata il 2 maggio 1978 in un laboratorio di appena 26 metri quadrati
per iniziativa di Angiolo Dalle Macchie e Omero Fantacci, Polistamp ha costruito la propria
crescita nel solco dell’edilizia prefabbricata, diventando nel tempo uno dei principali
produttori italiani di infissi, soluzioni per la refrigerazione e pannelli sandwich (elementi
modulari composti da due strati esterni rigidi, solitamente in lamiera metallica, e un’anima
isolante interna, in grado di garantire elevate prestazioni termiche, acustiche e strutturali).
sede a Pratovecchio-Stia che, a quasi mezzo secolo dalla fondazione, continua a ridefinire il
proprio posizionamento. Nata il 2 maggio 1978 in un laboratorio di appena 26 metri quadrati
per iniziativa di Angiolo Dalle Macchie e Omero Fantacci, Polistamp ha costruito la propria
crescita nel solco dell’edilizia prefabbricata, diventando nel tempo uno dei principali
produttori italiani di infissi, soluzioni per la refrigerazione e pannelli sandwich (elementi
modulari composti da due strati esterni rigidi, solitamente in lamiera metallica, e un’anima
isolante interna, in grado di garantire elevate prestazioni termiche, acustiche e strutturali).
Nei primi anni l’attività era fortemente artigianale, basata su lavorazioni manuali e su una
continua sperimentazione di pannelli e strutture per celle frigorifere destinate soprattutto al
mercato locale del Casentino. Tra gli anni Ottanta e Duemila il gruppo compie il salto
industriale: amplia progressivamente gli stabilimenti, diversifica la produzione e struttura
una filiera completa, passando da micro-laboratorio a realtà manifatturiera organizzata.
Oggi conta oltre 240 dipendenti e una superficie produttiva superiore ai 30mila metri
quadrati, mantenendo una governance familiare e un forte radicamento nel territorio del
Casentino, che rappresenta ancora oggi uno dei principali bacini di competenze tecniche e
manifatturiere.
continua sperimentazione di pannelli e strutture per celle frigorifere destinate soprattutto al
mercato locale del Casentino. Tra gli anni Ottanta e Duemila il gruppo compie il salto
industriale: amplia progressivamente gli stabilimenti, diversifica la produzione e struttura
una filiera completa, passando da micro-laboratorio a realtà manifatturiera organizzata.
Oggi conta oltre 240 dipendenti e una superficie produttiva superiore ai 30mila metri
quadrati, mantenendo una governance familiare e un forte radicamento nel territorio del
Casentino, che rappresenta ancora oggi uno dei principali bacini di competenze tecniche e
manifatturiere.
L’elemento distintivo resta la capacità di presidiare filiere diverse ma contigue. «Operiamo su
due mercati di riferimento: la refrigerazione e l’edilizia prefabbricata, a cui si aggiunge il
comparto residenziale, perché da qualche anno produciamo anche serramenti in Pvc»,
osserva Bargiacchi. «I volumi più rilevanti però provengono dalla refrigerazione e dall’edilizia
industriale». La fotografia del business è netta: «Circa il 50% deriva dall’edilizia industriale,
mentre il restante è diviso tra refrigerazione (20%) ed edilizia residenziale (30%)». È proprio
su questa base industriale che si innesta la dimensione internazionale dell’azienda. «L’area
geografica più interessante per l’export è l’Europa dove l’edilizia industriale per scuole e asili,
è molto serializzata con strutture metalliche tamponate con pannelli semplici in poliuretano
o in lana di roccia, che sono anche di nostra produzione».
due mercati di riferimento: la refrigerazione e l’edilizia prefabbricata, a cui si aggiunge il
comparto residenziale, perché da qualche anno produciamo anche serramenti in Pvc»,
osserva Bargiacchi. «I volumi più rilevanti però provengono dalla refrigerazione e dall’edilizia
industriale». La fotografia del business è netta: «Circa il 50% deriva dall’edilizia industriale,
mentre il restante è diviso tra refrigerazione (20%) ed edilizia residenziale (30%)». È proprio
su questa base industriale che si innesta la dimensione internazionale dell’azienda. «L’area
geografica più interessante per l’export è l’Europa dove l’edilizia industriale per scuole e asili,
è molto serializzata con strutture metalliche tamponate con pannelli semplici in poliuretano
o in lana di roccia, che sono anche di nostra produzione».
Una configurazione che premia la capacità di fornire soluzioni standardizzate ma di qualità,
coerenti con le esigenze di un mercato maturo e normativamente strutturato. «Sul totale del
fatturato, circa il 45% proviene dall’estero e il 55% dal mercato interno». Un equilibrio che
consente di attenuare le oscillazioni della domanda domestica e di diversificare il rischio.La
nuova divisione dei bagni prefabbricati si inserisce proprio in questo schema, rafforzando il
posizionamento nell’edilizia industriale e intercettando una domanda in crescita, alimentata
anche dai fondi del Pnrr. «Abbiamo realizzato uno stabilimento dedicato, importato know-
how e sviluppato prototipi. Nel 2025 sono partite le prime commesse», sottolinea Bargiacchi,
richiamando un avvio operativo che coincide con una fase di forte attenzione agli
investimenti infrastrutturali. La traiettoria conferma una costante della manifattura italiana:
crescere per addizione, non per sostituzione.
coerenti con le esigenze di un mercato maturo e normativamente strutturato. «Sul totale del
fatturato, circa il 45% proviene dall’estero e il 55% dal mercato interno». Un equilibrio che
consente di attenuare le oscillazioni della domanda domestica e di diversificare il rischio.La
nuova divisione dei bagni prefabbricati si inserisce proprio in questo schema, rafforzando il
posizionamento nell’edilizia industriale e intercettando una domanda in crescita, alimentata
anche dai fondi del Pnrr. «Abbiamo realizzato uno stabilimento dedicato, importato know-
how e sviluppato prototipi. Nel 2025 sono partite le prime commesse», sottolinea Bargiacchi,
richiamando un avvio operativo che coincide con una fase di forte attenzione agli
investimenti infrastrutturali. La traiettoria conferma una costante della manifattura italiana:
crescere per addizione, non per sostituzione.
Sul fronte finanziario, nel periodo compreso tra il 2018 e il 2024 Polistamp ha registrato una
crescita dei ricavi, passando da 21,2 milioni a 35,8 milioni di euro, con un tasso annuo
composto (Cagr) del 9,1% e un picco raggiunto nel 2022 con 42,7 milioni. Nello stesso arco
temporale l’Ebitda è passato da 2,3 a 2,9 milioni, pur mostrando una contrazione della
marginalità, scesa dal 10,9% al 7,9%. Parallelamente, l’utile netto è passato da 1,4 milioni a
1,5 milioni, con il valore più elevato ancora nel 2022 (4,7 milioni).Il rallentamento registrato
nel 2024 (-10% dei ricavi) non ha modificato la traiettoria di medio periodo: «È stata una
flessione naturale, dopo anni di forte crescita, dovuta anche all’effetto del Superbonus 110%,
che ci ha consentito di ampliare e sviluppare in maniera significativa il mercato dell’edilizia
residenziale». Una spinta congiunturale che si è poi fisiologicamente attenuata.
crescita dei ricavi, passando da 21,2 milioni a 35,8 milioni di euro, con un tasso annuo
composto (Cagr) del 9,1% e un picco raggiunto nel 2022 con 42,7 milioni. Nello stesso arco
temporale l’Ebitda è passato da 2,3 a 2,9 milioni, pur mostrando una contrazione della
marginalità, scesa dal 10,9% al 7,9%. Parallelamente, l’utile netto è passato da 1,4 milioni a
1,5 milioni, con il valore più elevato ancora nel 2022 (4,7 milioni).Il rallentamento registrato
nel 2024 (-10% dei ricavi) non ha modificato la traiettoria di medio periodo: «È stata una
flessione naturale, dopo anni di forte crescita, dovuta anche all’effetto del Superbonus 110%,
che ci ha consentito di ampliare e sviluppare in maniera significativa il mercato dell’edilizia
residenziale». Una spinta congiunturale che si è poi fisiologicamente attenuata.
Il 2025 segna già un ritorno alla crescita. «Prevediamo di chiudere con un valore della
produzione intorno ai 39 milioni di euro», conclude Bargiacchi. E le prospettive per il futuro
restano positive: «Il 2026, turbolenze geopolitiche ed economiche permettendo, lo vediamo
nuovamente in crescita. L’obiettivo è tornare a superare i 40 milioni».
produzione intorno ai 39 milioni di euro», conclude Bargiacchi. E le prospettive per il futuro
restano positive: «Il 2026, turbolenze geopolitiche ed economiche permettendo, lo vediamo
nuovamente in crescita. L’obiettivo è tornare a superare i 40 milioni».
L’azienda
“Fondata nel 1978 in un piccolo laboratorio del Casentino, Polistamp ha costruito nel
tempouna presenza solida nell’edilizia prefabbricata, affinando competenze trasversali lungo
filierediverse ma contigue e ampliando progressivamente il proprio perimetro fino
all’ediliziaresidenziale. L’ultima evoluzione è l’ingresso nei bagni prefabbricati, soprattutto in
ambito socio-sanitario e studentesco. Dopo le opportunità legate agli investimenti
infrastrutturali del Pnrr, oggi l’occhio è rivolto anche ai mercati esteri”.
tempouna presenza solida nell’edilizia prefabbricata, affinando competenze trasversali lungo
filierediverse ma contigue e ampliando progressivamente il proprio perimetro fino
all’ediliziaresidenziale. L’ultima evoluzione è l’ingresso nei bagni prefabbricati, soprattutto in
ambito socio-sanitario e studentesco. Dopo le opportunità legate agli investimenti
infrastrutturali del Pnrr, oggi l’occhio è rivolto anche ai mercati esteri”.