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Marchiol sfida i giganti esteri dell’elettrico restando fedele al modello di impresa familiare

Attiva dal 1951 a Roncade (TV), l’azienda della famiglia Marchiol è tra i principali distributori indipendenti di materiale elettrico in Italia. A luglio è arrivato il nuovo amministratore delegato, Andrea Gallorini

Dietro molti interruttori installati in un cantiere del Nordest, dietro molti quadri elettrici che entrano in un capannone industriale o in un data center, c’è quasi sempre un camion partito da uno dei 22 magazzini di Marchiol. È un lavoro che nessuno nota finché non manca un componente: quello del grossista che tiene a scaffale decine di migliaia di articoli, cavi, prese, lampade, sistemi di automazione, pronti a partire entro ventiquattr’ore dall’ordine. Da Roncade, in provincia di Treviso, dove si trova oggi il quartier generale dell’azienda, Marchiol distribuisce materiale elettrico da più di settant’anni, un tempo sufficiente per passare da un piccolo banco di vendita a uno dei maggiori distributori indipendenti del settore in Italia.

La storia inizia nella primavera del 1951, quando Alfredo Marchiol allestisce nel magazzino di casa, a Treviso, un piccolo mercato per la vendita dei tubi fluorescenti, tecnologia che negli Stati Uniti conosceva già una rapida diffusione. «È nata in un garage grazie a mio nonno», ha raccontato il nipote e attuale presidente, anche lui chiamato Alfredo Marchiol, in occasione dell’inaugurazione del nuovo polo logistico dell’azienda, nel settembre 2023. Negli anni Settanta la guida passa al figlio Giorgio che più tardi, nel 1974, trasforma l’attività da impresa familiare in società per azioni, gettando le basi per l’espansione nel Nordest. Il salto dimensionale più recente arriva nel 2013, con l’acquisizione di Cime, distributore elettrico regionale che rafforza ulteriormente la presenza territoriale del gruppo. Oggi alla guida, giunta alla terza generazione, oltre ad Alfredo Marchiol ci sono i fratelli Leonardo e Sarah e di recente è arrivato Andrea Gallorini a ricoprire il ruolo di amministratore delegato.

Attorno a questo nucleo familiare si è costruita negli anni una rete che oggi conta ventidue filiali tra Trento e Trieste, con propaggini fino a Modena, a cui si aggiungono tre filiali in Slovenia. Il gruppo impiega circa 700 persone, sostenute da 150 tecnici commerciali interni e da una novantina di agenti sul territorio, gestisce oltre 35 mila articoli in pronta consegna e si regge su un’organizzazione divisa in quattro aree, pensate per coprire tanto gli impianti civili quanto quelli industriali, dall’abitazione privata al data center, passando per il fotovoltaico e le colonnine per la ricarica dei veicoli elettrici: materiale elettrico, illuminazione, automazione industriale ed energie rinnovabili. Ogni due anni, inoltre, l’azienda organizza a Pordenone ElettroExpo, una delle manifestazioni fieristiche più note tra gli operatori del settore elettrico nel Triveneto, nata negli anni Ottanta per iniziativa dello stesso Giorgio Marchiol.

Il tassello più recente di questa espansione è il nuovo polo logistico e direzionale inaugurato nel settembre del 2023 a Roncade, lungo la Treviso Mare: 40 mila metri quadrati realizzati con un investimento di 35 milioni e alimentati anche da un impianto fotovoltaico proprio, pensati per riunire sotto lo stesso tetto le attività fino ad allora distribuite tra le sedi di Villorba, Mestrino (PD) e Portogruaro (VE).

Il mercato in cui opera Marchiol è segnato da una polarizzazione. Da un lato colossi internazionali della distribuzione come il francese Rexel e il connazionale Sonepar, quest’ultimo capace nella sola Italia di sfiorare 1,5 miliardi di fatturato con oltre 160 punti vendita: due gruppi che assorbono una quota rilevante della domanda grazie a piattaforme digitali, magazzini automatizzati e reti capillari. Dall’altro una costellazione di distributori indipendenti di dimensioni più contenute, spesso legati a un solo territorio, in alcuni casi riuniti in gruppi d’acquisto per colmare il divario di scala con i grandi player. In questo scenario Marchiol si colloca tra le realtà indipendenti di maggiori dimensioni del Paese, con un radicamento nel Triveneto che l’azienda rivendica come proprio punto di forza rispetto alla concorrenza multinazionale e puntando su un servizio di prossimità e su consegne quotidiane che i grandi gruppi faticano talvolta a replicare su scala locale.

Sul piano dei conti, gli ultimi anni raccontano nel complesso una progressione: tra il 2018 e il 2024 i ricavi sono cresciuti da 249,4 milioni a 336,7 milioni, l’Ebitda è passato da 13 milioni (con un’incidenza sul fatturato del 5,2%) a 22,9 milioni (il 6,7%). Per il comparto, il picco è stato rappresentato dal 2022: dopo quell’anno a pesare, più che un calo della domanda, è stata la dinamica dei prezzi delle materie prime. Infatti, dopo un picco toccato negli anni precedenti, il prezzo del rame, componente centrale nella produzione dei cavi elettrici e voce che incide in modo significativo sul giro d’affari dei grossisti, è tornato su livelli più contenuti, comprimendo i ricavi lungo tutta la filiera senza però intaccare in modo significativo i volumi movimentati.

Il 2025 si è chiuso su un’inversione di tendenza per l’intero comparto, con una crescita cumulata del 4,12% secondo il sistema di rilevazione Sve della Federazione Nazionale Grossisti Distributori Materiale Elettrico, accelerata ulteriormente nella prima metà del 2026 fino a un progressivo superiore al 10%, trainato soprattutto dai cavi. Un contesto in cui la sfida per un operatore indipendente come Marchiol resta duplice: tenere il passo della digitalizzazione e dell’automazione logistica su cui investono i grandi gruppi internazionali e, allo stesso tempo, continuare a garantire la continuità aziendale che la famiglia ha coltivato lungo tre generazioni.

Attiva dal 1951, quando Alfredo Marchiol avvia a Treviso la vendita di tubi al neon, Marchiol è oggi tra i principali distributori indipendenti di materiale elettrico in Italia e serve anche i mercati dell’illuminazione, dell’automazione e delle energie rinnovabili. Guidata dalla terza generazione, che vede Alfredo Marchiol come presidente, ha inaugurato nel 2023 un nuovo polo logistico. Conta complessivamente 22 filiali tra Trento e Trieste, tre in Slovenia, circa 700 dipendenti e un fatturato 2024 di quasi 340 milioni.

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