ItalyPost -

Gruppo Mollo punta a superare i 250 milioni entro il 2027. In arrivo 100 hub e 200 assunzioni

Vial Codalunga 4L

Il gruppo albese del noleggio professionale ha chiuso il 2025 con ricavi per 180 milioni (+21%). Pronto un piano d’investimento da 170 milioni per espandersi e ampliare la flotta che supera già i 20 mila mezzi

«Il piano industriale 2026-2027 prevede investimenti complessivi per 170 milioni, destinati allo sviluppo del parco macchine, all’apertura di nuove filiali e ad acquisizioni strategiche». Mauro Mollo, presidente di Gruppo Mollo, parla con il tono pragmatico di chi è abituato più ai cantieri che agli slogan. Eppure, dentro questa frase si concentra uno dei programmi di espansione più ambiziosi oggi in corso nel settore italiano del noleggio professionale. Mentre una parte dell’industria rallenta davanti alle incertezze del mercato, il gruppo albese accelera: cento centri noleggio entro il prossimo anno, oltre 200 nuove assunzioni, ingresso in nuove regioni e una flotta che continua a crescere con ritmi da grande player europeo.

Sullo sfondo pesa però una delle principali incognite del mercato: la scadenza del Pnrr al 30 giugno 2026. Mauro Mollo lo sottolinea senza eccessi di ottimismo: «Il tema non è solo finanziario, ma operativo: cosa accadrà ai numerosi cantieri non ancora completati?». Per un gruppo che ha migliaia di mezzi impegnati nelle infrastrutture, il rischio di rallentamenti o blocchi rappresenta una variabile concreta. A questo si aggiunge il peggioramento del credito osservato già nei primi mesi del 2025, con ritardi nei pagamenti, aumento delle richieste di dilazione e crescita delle pratiche legali. Segnali che raccontano un sistema produttivo ancora dinamico, ma finanziariamente più fragile.

Il piano, a ogni modo, rappresenta il consolidamento di una trasformazione iniziata oltre trent’anni fa, quando il noleggio in Italia era ancora percepito come un’attività accessoria e non come una leva strategica per la competitività delle imprese. Oggi il Gruppo Mollo è uno dei principali operatori nazionali del settore, presente in dieci regioni italiane con quasi ottanta centri diretti e oltre 20 mila mezzi disponibili. Dietro questa traiettoria c’è soprattutto un’intuizione industriale maturata con largo anticipo rispetto al mercato.

L’azienda nasce nel 1971 ad Alba come ferramenta e deposito all’ingrosso di materiali edili. Il passaggio decisivo arriva negli anni Novanta, quando la famiglia Mollo comprende che il futuro del settore non sarà più il possesso delle macchine, ma la possibilità di utilizzarle in modo flessibile senza immobilizzare capitale. «Il primo vero momento di svolta arriva nel 1994, con l’introduzione del servizio di noleggio di gru per l’edilizia – racconta il presidente –. Una scelta allora ancora poco diffusa in Italia, che ha permesso all’azienda di anticipare un cambiamento culturale nel settore, passando dalla logica della proprietà a quella dell’affitto». Nel 2000 arriva un’altra decisione chiave: fare del noleggio il core business aziendale. Da lì il gruppo inizia a costruire un’infrastruttura industriale mobile al servizio di edilizia, industria, logistica, agricoltura ed eventi. Piattaforme aeree, mezzi per il sollevamento, escavatori, minipale, autocarri, generatori, container e bagni mobili: una filiera sempre più ampia che oggi consente all’azienda di presidiare praticamente ogni esigenza operativa di cantieri e attività produttive.

I risultati finanziari confermano la validità di questo percorso. Nel 2025 il fatturato di Gruppo Mollo ha raggiunto i 180 milioni di euro, in crescita del 21% rispetto all’anno precedente, mantenendo indici di redditività — sia in termini di Ebitda sia di Ebit — nella fascia alta del settore. Il trend si è confermato anche nell’avvio del 2026, con un ulteriore +20% registrato nel primo bimestre. «Guardando all’intero anno – prosegue Mollo – puntiamo a raggiungere un fatturato intorno ai 220 milioni e a superare i 250 milioni entro il 2027». La crescita, però, arriva da lontano. Dal 2018 al 2024 i ricavi sono passati da 57,3 a 132,3 milioni di euro, con un tasso composto annuo di crescita del 15%. Nello stesso periodo la marginalità è salita dal 21,6% al 31,4%, mentre l’utile netto è quasi triplicato, passando da 8,2 a 23,3 milioni.

Le categorie di mezzi oggi più richieste raccontano molto dell’economia reale italiana: piattaforme aeree, mezzi per il sollevamento, macchine movimento terra e veicoli commerciali continuano a trainare il mercato. Cresce però anche la domanda di piccole attrezzature per edilizia, segnale di una diffusione sempre più capillare del noleggio tra artigiani e piccole imprese. Non a caso il cuore della clientela resta composto da Pmi e operatori artigianali: «Si tratta di realtà che trovano nel noleggio uno strumento particolarmente efficace per gestire i picchi di lavoro e contenere gli investimenti».

Accanto a loro aumentano anche le collaborazioni con grandi gruppi industriali e committenze pubbliche, soprattutto nei grandi cantieri infrastrutturali. Nel frattempo cambia anche il profilo tecnologico della domanda: «Negli ultimi anni è aumentata significativamente la richiesta di soluzioni a basso impatto ambientale, come mezzi elettrici o alimentati con tecnologie più sostenibili». La sostenibilità, in questo senso, non è più soltanto una questione reputazionale, ma sta diventando un requisito operativo soprattutto nei contesti urbani e industriali più avanzati.

[contenuto_news]

Articoli recenti