L’azienda delle gallette di cereali e negli snack sostitutivi del pane produce oltre 170 milioni di pezzi
all’anno, tra marchio proprio e private label. Da quest’anno lo stabilimento torinese di Trofarello sarà
al 10È una storia che ha le sue radici nei primi anni del Novecento, quella di Fiorentini
Alimentari, marchio torinese noto per i suoi alimenti biologici. È il 1918, infatti, quando
Leonildo Fiorentini arriva nel capoluogo piemontese per assolvere gli obblighi militari. Qui
conosce la futura moglie e insieme aprono una piccola bottega di vendita al dettaglio di
generi alimentari. È l’embrione dell’attuale azienda, al cui interno è ormai attiva la quarta
generazione della famiglia Fiorentini rappresentata da Simona, export e marketing manager,
e dalla sorella maggiore Fabrizia, che si occupa della parte finanziaria.
Una storia lunga caratterizzata da un filo conduttore: la capacità di essere innovatori e di
saper cogliere i trend del settore. Se, infatti, già negli anni Quaranta Vittorio, figlio di
Leonildo, comincia a importare prodotti e specialità etniche allora poco conosciute, negli
anni Settanta si arricchisce l’assortimento con prodotti salutistici e macrobiotici innovativi
all’epoca per il mercato italiano. «In effetti – dice Simona Fiorentini – innovazione e una certa
intuizione hanno sempre caratterizzato la nostra storia: sono anzi una caratteristica del Dna
dell’azienda fino a oggi, con l’ultimo trend nell’alimentare, quello dei prodotti proteici, che
abbiamo cercato di cavalcare proponendo una apposita linea».
«Il marchio Fiorentini – spiega – è nato negli anni Settanta. Poi nel 2002 abbiamo acquisito
l’azienda Birko, allora leader nella produzione di prodotti salutistici, e questa operazione ha
cambiato la nostra impostazione. A quel punto abbiamo effettuato grandi investimenti per
realizzare sostitutivi del pane, a cominciare dalle gallette e poi gli snack salati. È cambiata
proprio la prospettiva: puntiamo moltissimo su questi prodotti a marchio Fiorentini, ma ci
impegniamo anche su quelli conto terzi per i vari canali della Gdo. Negli ultimi anni abbiamo
aggiunto, e siamo stati i primi in Italia, la produzione del burro di arachidi con un’apposita
linea produttiva dedicata”.
In questo contesto l’azienda torinese è specializzata nella categoria delle gallette di cereali,
mentre «il canale snack salati è molto più variegato e siamo presenti a fianco di colossi come
Fonzies o Pringles». Attualmente le referenze a marchio Fiorentini sono circa 300: sommando
a queste i prodotti private label per diverse insegne della distribuzione organizzata sia
italiane che straniere, si supera il migliaio di articoli prodotti.
Il mercato principale rimane quello tricolore, mentre l’export conta un 10% del fatturato:
«All’estero, dove arriviamo in 52 Paesi, in gran parte europei a cominciare da Germania e
Gran Bretagna – sottolinea Simona Fiorentini – è più difficile, ma sappiamo che in futuro per
crescere ulteriormente bisognerà sicuramente guardare di più fuori dall’Italia. L’obiettivo
sarebbe quello di raddoppiare la quota export nei prossimi cinque anni». Un percorso già
avviato, dal momento che l’azienda ha più che raddoppiato il fatturato estero negli ultimi
dieci anni, producendo per catene del retail, della ristorazione e dell’hospitality. Al momento
non c’è una sede Fiorentini all’estero ma l’export e marketing manager resta aperta alla
possibilità, «magari in futuro».
I risultati economici indicano ricavi nel 2018 pari a 52,1 milioni e più che raddoppiati nel
2024 a oltre 120 milioni, con un Cagr del 14,9% e un Ebitda che è complessivamente passato
da 16,8 milioni (il 31,5% dei ricavi) a 29,4 milioni (23,9 %). In parallelo l’utile netto è cresciuto
da 11,2 milioni a più di 18 milioni. Nel 2025 «abbiamo incrementato di un ulteriore 12% il
fatturato, ora pari a circa 135 milioni. Siamo contenti anche se non possiamo nascondere il
fatto che è stato un periodo difficile in termini di prezzi. Negli ultimi anni abbiamo sofferto
molto, in particolare, gli incrementi del prezzo del cacao, ingrediente dei nostri snack dolci».
Il 2026, invece, «è partito un po’ lento, speriamo in una ripresa. I primi due mesi – spiega
Simona Fiorentini – sono stati un po’ fiacchi e le notizie internazionali di questi giorni non
consentono certo di fare previsioni».
L’impegno della famiglia Fiorentini è stato forte anche sul fronte degli investimenti in
macchinari e strutture. Attualmente sono in funzione due stabilimenti, dove lavorano 250
dipendenti, per una produzione di oltre 170 milioni di pezzi all’anno, tra marchio proprio e
private label: quello storico di Torino, completamente rinnovato, e il sito di Trofarello, alle
porte del capoluogo, entrato in funzione nel 2020 con un investimento di 50 milioni. Entro il
primo semestre dell’anno quest’ultimo stabilimento diventerà 100% gluten free e le linee di
prodotti contenenti glutine saranno completamente trasferite nel sito di Torino.
Il marchio torinese attivo dal 1918 è passato da una piccola bottega di vendita al dettaglio
a produttore di punta di gallette di cereali, snack salati e sostitutivi del pane, con oltre
mille referenze tra marchio proprio e private label. A controllo familiare e oggi alla quarta
generazione, ha più che raddoppiato i ricavi dal 2018 al 2025, passando da 52 a circa 135
milioni. L’export, diretto in 52 Paesi, vale il 10% del fatturato: «In futuro per crescere
ulteriormente dovremo sicuramente guardare di più fuori dall’Italia».
Non solo: «Abbiamo acquisito nuovi impianti per i nostri snack salati e per proporre nuove
linee dedicate al formato multipack, con una riduzione della plastica del 40% rispetto ai
precedenti contenitori che ci permette di diminuire i rifiuti da imballaggio». Un impegno
verso una produzione più attenta ai consumi evidenziato anche nel Rapporto di Sostenibilità
2025, che riguarda tutti gli aspetti della filiera, compresi gli scarti di produzione, che vengono
interamente riutilizzati per la produzione di biomasse e mangimi animali. Ma il tema degli
investimenti sulla propria capacità produttiva riguarda anche un altro tema, quello delle
acquisizioni: «Non ne abbiamo in programma per i prossimi anni – conclude Simona
Fiorentini – conclude Simona Fiorentini –. Fino a oggi abbiamo sempre pensato a
incrementare le linee di produzione. Però mai dire mai».
0% gluten free