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Fiasconaro apre a Manhattan dalla gelateria sulle Madonie. Il panettone siciliano a New York

Fiasconaro apre a Manhattan dalla gelateria sulle Madonie. Il panettone siciliano a New York

Cresciuto tra il profumo delle cassate e il fascino delle confezioni dei panettoni dei grandi maestri pasticceri milanesi come Motta e Alemagna, Nicola Fiasconaro ricorda ancora l’incanto dei Natali vissuti da bambino. «A casa nostra arrivavano quei prodotti, e io restavo affascinato dalle confezioni con le raffigurazioni del Duomo e le stelline dorate», racconta con nostalgia alle testate ItalyPost. Quel sapore del Nord, unito alla memoria olfattiva della zagara e dei vini marsalati, è diventato la scintilla di un sogno: creare, dalla Sicilia, un panettone capace di racchiudere l’anima della sua isola. Un’intuizione coltivata nel tempo, nata dall’incontro tra curiosità infantile e memoria sensoriale. Da quell’idea è nata Fiasconaro, oggi simbolo internazionale dell’alta pasticceria artigianale e punto d’incontro tra due culture lievitate — quella meneghina e quella siciliana — fuse in un’unica, dolcissima identità.

È a Castelbuono, borgo nel cuore del Parco delle Madonie, che tutto ha avuto inizio nel 1953, quando Mario Fiasconaro aprì una piccola gelateria in piazza Margherita. Da quelle granite agli agrumi preparate con il ghiaccio delle neviere locali è cresciuta una delle più celebrate pasticcerie italiane, oggi guidata dai figli Nicola, Martino e Fausto. In settant’anni di storia, l’azienda ha saputo unire la cura artigianale a una visione d’impresa moderna, diventando un marchio sinonimo di eccellenza italiana nel mondo. Fu proprio Nicola che, affascinato dal lievito madre e dalla maturazione degli impasti, trasformò negli anni Novanta il locale in un laboratorio specializzato anche nella produzione di panettoni, un dolce fino ad allora legato esclusivamente alla tradizione lombarda.

L’andamento economico-finanziario riflette una fase di transizione per l’azienda. Il 2024 si è chiuso con ricavi pari a 33,1 milioni di euro, in crescita dell’1,8% rispetto al 2023, a fronte però di una contrazione della redditività. L’Ebitda si è attestato su 3,6 milioni di euro, con una marginalità del 10,5% — il valore più basso dell’ultimo decennio — mentre l’utile netto è sceso a 1,86 milioni di euro (-37,6%). Una dinamica che risente di un contesto operativo più complesso che porta a una compressione dei margini: «Si è trattato di una fase di stand by legata a un assestamento e alla pianificazione del futuro dell’azienda, che prevede il coinvolgimento dei figli nel management», spiega l’amministratore delegato. Sul fronte finanziario, la disponibilità di cassa si è attestata a 3,26 milioni di euro, con un rapporto debt/Ebitda pari a 0,50x.

In una prospettiva di medio-lungo periodo, il percorso di crescita rimane comunque significativo. Tra il 2017 e il 2023 i ricavi sono più che raddoppiati, segnando un aumento del 110%, mentre l’Ebitda è passato da 2,2 milioni (il 14% del fatturato) a 4,9 milioni (con una marginalità del 15%). Nello stesso arco temporale, l’utile netto è cresciuto da 1,3 a 3 milioni di euro, indicando una progressiva strutturazione del modello industriale.

“Dalla gelateria di Castelbuono, in provincia di Palermo, ai panettoni simbolo del made in Italy nel mondo: la storia di Fiasconaro nasce dall’intuizione di Nicola, che ha unito la tradizione meneghina del lievito madre ai profumi e alle materie prime tipiche siciliane. Oggi il gruppo dolciario cresce nei numeri e nell’export, conquista gli Stati Uniti con un temporary store a New York (aperto a ottobre 2025) ed è diventato ambasciatore culturale dell’isola, tra artigianalità, filiera corta e visione internazionale”

Numeri che raccontano la forza di un modello fondato su artigianalità, filiera corta e valorizzazione del territorio. Già insignito del titolo di Cavaliere del Lavoro nel 2020 dal Presidente Mattarella, Nicola Fiasconaro ha portato l’azienda a ricevere prestigiosi riconoscimenti, tra cui le 3 stelle al Superior Taste Award di Bruxelles. «Abbiamo una corporazione di Fiasconaro negli Stati Uniti — continua l’ad —. Qui a Castelbuono è nata una favola, la dimostrazione che si può fare sistema anche in Sicilia, valorizzando cultura, ingredienti locali e giovani».

Proprio negli Usa, a Manhattan, l’azienda ha inaugurato il suo primo temporary store, con l’apertura avvenuta lo scorso ottobre. Si tratterà di un presidio diretto nel mercato americano — oggi il più rilevante all’estero, con un’incidenza del 13% sul fatturato — e un tassello della strategia di internazionalizzazione. L’obiettivo è far conoscere il gusto e la tradizione siciliana nel cuore di New York: «Non è solo un’operazione commerciale — prosegue Nicola Fiasconaro — ma un’occasione per esportare un patrimonio culturale fondato su tradizioni artigianali e filiere locali». Nel 2024 l’export ha rappresentato il 34% del fatturato complessivo della società, con una crescita costante in Europa e nei mercati extra Ue, dagli Stati Uniti alla Svizzera, fino all’Australia. Una presenza consolidata anche grazie a collaborazioni prestigiose come quella con Dolce&Gabbana, giunta al settimo anno e diventata simbolo del connubio tra moda e pasticceria, con packaging iconici caratterizzati da stampe e motivi tipici del folklore siciliano.

Accanto ai panettoni e alle colombe, che restano il core business, il gruppo ha ampliato negli anni la propria offerta, con linee continuative di torroncini, creme spalmabili, confetture e mieli, tutti realizzati con materie prime locali: pistacchio di Bronte, manna delle Madonie, nocciole di Polizzi Generosa. «La ricerca del prodotto a chilometro zero l’ho fatta fin da ragazzo. Il nostro segreto è l’unione tra la cultura del Nord, delle paste acide, e quella siciliana delle materie prime».

Guardando al futuro, la società punta a consolidare il proprio presidio internazionale e a rafforzare la rete retail con nuove aperture, a partire da Milano, «città che vive del mito del panettone». «Il 2026 sarà l’anno zero — conclude l’ad —. Da Manhattan partirà uno tsunami meraviglioso che invaderà il mondo di dolcezza e creazioni siciliane».

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