ItalyPost -

Edil San Felice, il backlog assicura la crescita. Pronto Hero, l’umanoide che lavorerà in cantiere

L’azienda campana, quotata su Euronext Growth Milan dal 2023, attende il via libera da parte dei ministeri per impiegare il robot su larga scala. Il paradosso? «Si lavora ancora con un disciplinare tecnico scritto nel 1980»

«Unendo il know how che abbiamo maturato sul campo con le competenze ingegneristiche dell’Università Federico II e quelle nell’automazione di Notos Group, abbiamo sviluppato un robot umanoide che siamo pronti a portare nei cantieri stradali. Il paradosso? Mentre noi parliamo di questa tecnologia, dobbiamo nel frattempo lavorare ancora con un disciplinare tecnico scritto nel 1980 che, per esempio, prevede l’attraversamento a piedi dell’autostrada per posizionare la segnaletica». In un’immagine Lorenzo Di Palma, amministratore delegato di Edil San Felice, restituisce la distanza tra il tasso di innovazione che distingue la sua azienda e il quadro normativo in cui, nei fatti, ogni giorno quest’ultima opera.

Il riferimento è a “Hero” (acronimo di “Humanoid for Enhanced Road Operations”), il robot umanoide brevettato (il primo nel mondo dei cantieri stradali) che l’impresa ha presentato a dicembre scorso a Palazzo Mezzanotte. «Stiamo attendendo il via libera da parte dei ministeri competenti – aggiunge Di Palma – ma una volta ottenuto siamo pronti a introdurlo. Per noi, la tecnologia non sostituirà l’uomo, ma affiancherà l’operatore stradale evitandogli l’esposizione a rischi come quello di essere investiti. I nostri dipendenti escono ogni mattina per venire a lavorare e noi ci dobbiamo impegnare in ogni modo per far sì che tornino dalle proprie famiglie la sera».

Quanto dice l’amministratore delegato racconta un altro tratto caratteristico di Edil San Felice, un fattore che peraltro è legato a doppio filo proprio con l’ingresso di Di Palma in azienda. «Nasciamo nel 1979 a Cimitile, in provincia di Napoli, quando mio nonno Lorenzo Francesco Di Palma fonda la Cooperativa San Felice», racconta l’ad. Il nome deriva dal santo patrono del paese e l’impresa, composta da una manciata di dipendenti, lavora inizialmente in subappalto per società legate al gruppo Autostrade, allora parte dell’Iri. «Fin da piccolo mio nonno mi ha trasmesso la passione per i cantieri portandomi con sé e alle superiori mi diceva: “Se non vai a scuola chiamami, che andiamo a lavorare”», ricorda con un sorriso Di Palma.

Il suo ingresso avviene nel 2002, quando a causa di problemi di salute il nonno deve lasciare la guida dell’impresa, che il padre Carlo aveva fatto diventare società di capitali. Di Palma, diplomato da pochi mesi, entra in azienda e introduce da subito la politica del subappalto zero: «Nel concreto, significa operare con uomini e mezzi propri, evitando l’esposizione a terzi nei nostri cantieri. Per i nostri clienti ciò che conta sono soprattutto qualità e certezza dei tempi di esecuzione: obiettivi che possiamo raggiungere solo quando in primis garantiamo la sicurezza, la quale deriva da un controllo completo della filiera». È anche grazie all’impegno su questo versante che l’azienda campana si fa via via spazio sul mercato e, dal 2010 in poi, comincia a operare anche fuori regione. Oggi è presente in tutta Italia con la sola eccezione della Sicilia.

La crescita può essere misurata: «Dai circa 15 operai e dieci mezzi che c’erano al mio ingresso, nei primi mesi di quest’anno l’azienda è arrivata a contare circa 400 dipendenti e oltre 300 mezzi operativi», specifica l’ad. Sul versante dei bilanci, tra il 2018 e il 2025 i ricavi dell’azienda sono praticamente quadruplicati, salendo da quasi 14 milioni a 52,5 milioni. In parallelo, l’Ebitda è passato da 876 mila euro (pari al 6,2% del fatturato) a 11,1 milioni (il 18,3%) e l’utile netto da 429 mila euro a ben 7,4 milioni. Alla fine dello scorso esercizio il backlog era pari a 251 milioni. Tra i committenti figurano i principali concessionari autostradali, Rfi e, più di recente, anche il gruppo aerospaziale Avio.

Il cuore dell’attività di Edil San Felice resta la manutenzione ordinaria e ricorrente delle infrastrutture stradali: «Sono attività cicliche e che richiedono un presidio costante, perciò si tratta di un business di prossimità», spiega Di Palma. Per questo l’azienda si è dotata di tre sedi: la principale è a Nola (NA) e poi ci sono quella di Zola Predosa (BO), acquisita nel marzo 2023, e quella di Cagliari, per seguire la Sardegna. Attorno a questo nucleo ha costruito una seconda specializzazione, nella manutenzione straordinaria, quegli interventi più impattanti, come il consolidamento di un ponte, che richiedono diverse certificazioni per poter partecipare a gare più grandi.

Negli ultimi anni questo equilibrio è diventato più delicato. «Anche sulla spinta di avvenimenti purtroppo tragici, il mercato è cambiato molto ed è diventato più selettivo: grazie alla politica del subappalto zero ci siamo fatti trovare già pronti – osserva Di Palma –. La nostra capacità di seguire la manutenzione sia ordinaria che straordinaria, poi, ci permette sempre di impiegare le risorse nel migliore dei modi e compensare eventuali cali». Durante la pandemia, per esempio, Edil San Felice ha continuato a operare in quanto servizio pubblico essenziale.

Nel fisiologico rallentamento del momento, Di Palma ha avviato una riorganizzazione interna e formalizzato un piano industriale, introducendo un consiglio di amministrazione. Il percorso è confluito nella quotazione su Euronext Growth Milan, avvenuta a settembre del 2023. Nell’agosto di quell’anno era arrivato anche il cambio di forma giuridica a Società Benefit: perché oltre alla crescita, all’innovazione e alla strutturazione, Edil San Felice è anche un’azienda che nel tempo ha assunto diverse decine di persone tramite la Comunità di Sant’Egidio, dando loro una possibilità
concreta di riscatto.

Fondata nel 1979 a Cimitile (NA) con il nome di Cooperativa San Felice, l’azienda adotta dal 2002, sotto la guida dell’amministratore delegato Lorenzo Di Palma, la politica del subappalto zero: lavorare solo con uomini e mezzi propri. Oggi cont circa 400 dipendenti, oltre 300 mezzi e un backlog di più di 250 milioni e opera con i principali concessionari autostradali Rfi e, dal 2025, anche con Avio. A dicembre scorso ha presentato Hero, “Humanoid for Enhanced Road Operations”, primo umanoide brevettato per i cantieri stradali.

[contenuto_news]

Articoli recenti