
C’erano una volta la corsa al web e la febbre della New Economy. Erano gli anni di transizione verso il nuovo millennio: tutti, anche in Italia, tentavano di cavalcare l’onda del digitale. «Tutte le banche ti chiedevano persone per sviluppare software, per lavorare sul web», ricorda oggi Agostino Vertucci, cofondatore e Ceo di Errevi System, realtà emiliana specializzata nella consulenza e nei servizi Ict per la trasformazione digitale delle imprese. Quando la bolla scoppiò, molti si ritrovarono a fare i conti con gli effetti collaterali del collasso delle dot-com, anche in mercati più piccoli e meno esposti come quello italiano.
È proprio da quella scossa che nasce la svolta: fondata nel 1997 a Reggio Emilia da Vertucci e Davide Rovesti, Errevi System parte con la consulenza IT per il mondo bancario, ma non ci mette molto ad allargare il suo raggio d’azione. Oggi è una società solida e in costante crescita, specializzata in automazione, virtualizzazione, cloud e cybersecurity. Un gruppo che ha saputo leggere i segnali del tempo e trasformarli in opportunità.
«Abbiamo capito che se volevamo rimanere un’azienda competitiva dovevamo fidelizzare il cliente. Abbiamo sempre fatto quello che ci piaceva fare. Io e il mio socio non siamo partiti come imprenditori, siamo partiti come programmatori. Non avevamo alcuna base imprenditoriale né un’idea di come gestire un’azienda, abbiamo iniziato pian piano mettendoci l’anima e la passione». Da quella visione artigianale è nata una strategia basata sul servizio a realtà sempre più complesse.
Oggi il target è rappresentato da clienti di grandi dimensioni. A differenza di molti competitor, Errevi ha scelto sin dall’inizio di non adottare un approccio generalista all’informatica (“general purpose”), ma di focalizzarsi invece su ambiti precisi, investendo nella specializzazione dei due settori chiave in cui opera: lo sviluppo software e la system integration. Una scelta strategica, guidata da un obiettivo ben preciso: riuscire ad industrializzare il proprio lavoro. Tra i prodotti di punta della società spiccano la piattaforma Creatio per Crm (Customer Relationship Management) e Bom (distinta base), l’integrazione di tecnologie leader come Dell Emc, Rubrik, VMware e Microsoft 365, oltre a soluzioni personalizzate per business continuity, disaster recovery e workflow automation.
“Il gruppo di Reggio Emilia, nato alla fine degli anni Novanta e attivo nella consulenza e nei servizi per la digital transformation delle imprese, ha chiuso il 2024 con ricavi a 35 milioni (+8,6%), Ebitda a 5,7 milioni (+13%) e utili a 3,7 milioni (+13,6%). Una crescita, negli anni, che ha attirato l’interesse degli investitori: a dicembre 2024 Kyip Capital ha acquisito il 70% della società, con il supporto di Fondo Italiano d’Investimento e un finanziamento da 17 milioni di euro da Clessidra Capital Credit e Merito Sgr”
I risultati finanziari raccontano più di ogni parola il percorso di crescita. Dal 2018 al 2024 i ricavi sono più che raddoppiati, passando da 15,5 a 35 milioni di euro (+127% in sette anni), con un tasso annuo composto di crescita (Cagr) superiore al 14%. Nello stesso periodo, l’Ebitda è salito da 2,5 a 5,7 milioni di euro, con una marginalità che — dopo il picco del 22,5% registrato nel 2019 — si è mantenuta stabile tra il 14% e il 16% negli anni successivi. Parallelamente, l’utile netto è cresciuto da 1,7 a 3,7 milioni di euro, registrando un calo anno su anno solo nel periodo pandemico (2021).
Il 2024 è stato caratterizzato da un aumento del fatturato dell’8,6% sull’anno precedente; sorte simile per Ebitda (+13%) e utili (+13,6%). La disponibilità di cassa, infine, si è attestata su 3,9 milioni di euro, mentre il rapporto Debt/Ebitda è stato pari a 0,18x.
«Siamo 80-90 persone — prosegue il numero uno di Errevi — abbiamo una sede a Reggio, una sede a Milano, una persona che lavora su Roma: non siamo più una realtà locale, ma nazionale. I nostri competitor sono realtà molto piccole che non sono riuscite a fare il nostro passaggio di industrializzazione: 6-7 persone che fatturano 2-3 milioni, ma che fanno fatica a fare il salto. Oppure si tratta di colossi come Lutech Group, Matic Mind, Var Group, aziende molto più grandi di noi che fatturano dai 100 milioni al miliardo di euro».
Sul finire del 2024, però, la storia di Errevi System ha imboccato una nuova direzione, segnando un cambiamento profondo. Kyip Capital, società milanese di gestione del risparmio indipendente, ha acquisito il 70% della tech company reggiana. L’operazione è stata sostenuta dal Fondo Italiano d’Investimento (Fipec) come co-investitore e da Clessidra Capital Credit e Merito Sgr tramite un finanziamento di 17 milioni di euro.
Un ingresso, quello di Kyip, «per nulla casuale. Sono anni che gli investitori ci bussano alla porta e ci propongono soluzioni. In qualità di ad, ho voluto avviare un percorso di M&A, quindi di crescita non più solo organica, ma anche per linee esterne. Così, l’anno scorso, dopo un po’ di anni di ricerca, abbiamo trovato due investitori disponibili a fornirci i fondi necessari: due fondi che sono entrati nel nostro capitale lo scorso 5 dicembre. Con loro abbiamo già fatto l’offerta per la prima acquisizione di una realtà legata alla cyber security. L’obiettivo è crescere tanto in poco tempo, provando a fare qualcosa di ancora più bello di quanto realizzato finora».
La scelta di aprire il capitale e avviare un percorso di acquisizioni è nata proprio dalla consapevolezza di dover alzare l’asticella: «Ogni anno prendevamo parte al campionato di Serie B e vincevamo – conclude Vertucci –. Quindi avevamo una scelta: restare lì e continuare a vincere in una competizione minore, oppure provare a giocare la Serie A. Per quella però serviva un’organizzazione diversa e ci volevano degli stimoli forti».