Italypost -

Dalle piastrelle all’arredo bagno, Fissore Ceramiche cresce con qualità e consegne

Dalle piastrelle all'arredo bagno, Fissore Ceramiche cresce con qualità e consegne

La storia di Ceramiche Fissore si intreccia indissolubilmente con quella della famiglia che l’ha creata e guidata nel tempo. Nata ufficialmente nel 1970 dall’iniziativa di Giuseppe Fissore e della moglie Maria, in realtà l’impresa affonda le sue radici nei primi anni del dopoguerra, con l’inizio del commercio di piastrelle in graniglia. Fu però il trasferimento a Moncalieri, alle porte di Torino, a segnare il vero cambio di passo, con l’avvio di un’attività che si è consolidata nei decenni fino a diventare un punto di riferimento per architetti, professionisti e privati.

La gestione familiare è rimasta il tratto distintivo: Francesco Fissore, figlio del pioniere dell’attività, ha guidato l’azienda negli anni cruciali dell’espansione, affiancato dalla moglie e, più recentemente, dai tre figli. Oggi Martina segue i rapporti con i grandi studi di architettura, Giuseppe ha rivoluzionato lo showroom rendendolo un modello espositivo di settore, mentre Giacomo ha dato vita al programma gestionale dell’azienda, integrando la logistica, vendita e contabilità. «L’ingresso dei miei figli ha portato una nuova energia. L’impegno, la posizione logistica e la continuità della famiglia sono stati gli elementi alla base della nostra crescita e del nostro ampliamento. Insieme abbiamo costruito uno showroom di 6.500 metri quadrati che rappresenta il cuore della nostra offerta», racconta l’ad a ItalyPost.

I risultati finanziari fotografano una realtà solida, capace di mantenere volumi nonostante un contesto in rallentamento dopo il boom del Superbonus e delle agevolazioni fiscali. I ricavi del 2024 – un anno «abbastanza difficile, migliorato sul finire» – hanno toccato 32,9 milioni (+2,9% rispetto al 2023), l’Ebitda si è attestato su 6 milioni (-6,1%), con un margine del 17,7%, mentre l’utile netto ha segnato 4,1 milioni (-7,4%). La disponibilità di cassa si è attestata su 2,1 milioni, con un Debt/Ebitda ratio pari a 0, mentre il patrimonio netto su 19,6 milioni.

Sul lungo periodo, la traiettoria è ancora più significativa: dal 2017 al 2023 i ricavi del gruppo sono raddoppiati, passando da 15,9 a 32 milioni (+101%). Nello stesso arco di tempo, l’Ebitda è passato da 1,25 (il 7,9% del fatturato) a 6,38 milioni (il 19,9% del fatturato) e l’utile netto da 0,75 a 4,4 milioni. Dati che riflettono, in parte, l’andamento del settore delle costruzioni e ristrutturazioni in Italia. Il tasso annuo composto di crescita (Cagr) dei ricavi nel periodo 2018-2024 si è attestato invece all’11,6%.

Il cuore dell’attività rimane la distribuzione di piastrelle, parquet, sanitari, rubinetterie e arredo bagno, selezionati tra i principali brand italiani e internazionali. Oltre a marchi iconici come Jacuzzi per il mondo wellness, l’offerta si è allargata a termoarredi di design (come Tubes) e rubinetterie di pregio tra cui Paffoni e Bellosta. Il catalogo oggi spazia dai grandi formati in gres porcellanato di Gigacer e Fioranese fino alle soluzioni tecniche in Pvc e laminato. Circa il 50% dei volumi è generato dalle ceramiche, mentre il resto proviene da prodotti complementari. Lo showroom integrato con il magazzino consente consegne immediate, un vantaggio competitivo che ha spinto la clientela professionale a considerare Fissore un partner di progetto.

“L’azienda torinese guidata dalla famiglia Fissore ha chiuso il 2024 con ricavi per 32,9 milioni (+2,9%) e un Ebitda di 6 milioni, mantenendo solidità nonostante il rallentamento post-Superbonus. Nell’arco di sette anni i ricavi sono raddoppiati. Con uno showroom di 6.500 mq a Moncalieri, la società distribuisce ceramiche, sanitari e arredo bagno puntando su qualità accessibile e Made in Italy. La terza generazione ha digitalizzato i processi e rafforzato i rapporti con gli studi di architettura, differenziandosi dalle grandi catene”

La presenza dell’e-commerce, avviato nel 2015 e potenziato durante la pandemia, ha aperto ulteriori spazi di crescita. «Abbiamo voluto mantenere la nostra identità di negozio fisico, ma offrendo anche un servizio digitale che ci permette di raggiungere nuovi clienti», prosegue il titolare. «Abbiamo sempre investito per cercare di non perdere quote di mercato e per andare avanti». Una diversificazione che nel 2020 ha toccato un nuovo vertice con l’inaugurazione di un’area dedicata all’arredamento completo – dalle cucine ai living – e il lancio nel 2021 del portale verticale Fissore Arredamenti. Una strategia supportata da una logistica che gestisce mediamente 20 spedizioni quotidiane in tutta Europa, mantenendo saldo il principio della trasparenza dei prezzi e della reperibilità immediata dei titolari in azienda.

In questo contesto, l’azienda ha definito una strategia commerciale capace di bilanciare qualità e accessibilità, puntando a un mix tra prodotti di alta gamma e politiche di prezzo accessibili. «Abbiamo scelto di guadagnare qualcosa in meno sui prodotti di alta gamma, rendendoli accessibili anche a chi non pensava di poterseli permettere. Una clientela che tendenzialmente si rivolge a catene o magazzini low cost per risparmiare. Abbiamo quindi deciso di fare un piccolo sacrificio, riducendo il margine operativo pur mantenendo il fatturato, con lo sguardo rivolto al futuro. Attualmente abbiamo prodotti Porcelanosa, Marazzi, il gruppo Cotto d’Este, marchi italiani artigianali di qualità. Tolta la Porcelanosa, noi compriamo solo in Italia. Cerchiamo di spingere i brand italiani più che possiamo». Una scelta, quella di offrire un’alternativa a realtà come Iperceramica, che riflette la volontà di mantenere alti volumi in un mercato influenzato dall’incertezza economica e dalla concorrenza delle catene.

Per quanto riguarda il bilancio 2025, l’azienda prevede stabilità con un fatturato in linea con il 2024, attorno ai 33 milioni. La crescita, nei prossimi anni, sarà trainata soprattutto dall’aggiornamento continuo dello showroom e dal rafforzamento dei rapporti con gli studi di architettura. Le sfide principali restano legate alla volatilità della domanda e alla pressione competitiva dei grandi gruppi, ma la famiglia Fissore è fiduciosa: «Abbiamo sempre saputo adattarci, e continueremo a investire sul Made in Italy e sulla qualità per differenziarci».

[contenuto_news]

Articoli recenti