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Tecnocasa amplia i servizi verso il non residenziale e sfonda quota 200 milioni

Il gruppo nato nell’hinterland milanese conta oltre 4.350 agenzie nel mondo. Per sviluppare l’integrazione tra settori complementari, quest’anno è nata Kìron per le Imprese, dedicata alla consulenza finanziaria alle aziende

Quando nel 1979 Oreste Pasquali apre nell’hinterland milanese un’agenzia immobiliare con la vetrina affacciata sulla strada, il dettaglio non è soltanto estetico. In un settore ancora poco strutturato, rendere l’ufficio visibile a chi passa significa avvicinare l’intermediazione alle persone che cercano o vendono casa. È da quell’agenzia che nasce Tecnocasa. E nel 1986, dopo che Pasquali ha sviluppato direttamente una rete di 65 uffici, arriva il franchising. È la prima vera svolta del gruppo, perché consente di dare una forma organizzata a un’attività fino ad allora più frammentata.

«La scelta rispondeva alla volontà del fondatore di dare maggiore struttura e organizzazione al settore, qualificare la professione ed elevare gli standard operativi», racconta infatti Anna Pasquali, consigliera delegata di Tecnocasa Holding. L’obiettivo era costruire una rete di imprenditori capaci di offrire servizi «professionali, trasparenti e omogenei su tutto il territorio». La particolarità sta però nel modo in cui quella rete viene alimentata: «Fin dall’origine il nostro è stato un franchising “atipico”, basato esclusivamente sulla crescita interna dei giovani: non cerchiamo i nostri affiliati sul mercato, ma li formano e cresciamo all’interno della nostra organizzazione».

Quest’idea è rimasta al centro di un gruppo che nel tempo ha allargato i propri ambiti di attività. La seconda intuizione che Pasquali attribuisce al fondatore riguarda infatti il contesto dei primi anni Ottanta, quando l’accesso al finanziamento per le famiglie era più complesso e la figura del mediatore creditizio non aveva la diffusione che ha oggi: «Il mercato aveva bisogno di professionisti specializzati in grado di facilitare l’incontro tra domanda e offerta di credito», spiega Pasquali. Da questa impostazione è nato il ramo oggi presidiato da Kìron Partner, che affianca l’agenzia immobiliare nel facilitare l’«incontro tra domanda e offerta di credito, in una logica di integrazione tra attività complementari».

Nel 2001 al primo marchio si è aggiunto Tecnorete, «network di intermediazione immobiliare» nato per estendere il medesimo modello «in territori con ulteriori margini di sviluppo, rafforzando così la nostra vocazione alla prossimità». Il passo successivo è stata l’espansione oltre confine, partita nel 1994 dalla Spagna: «Non consideriamo crescita in Italia e internazionalizzazione due percorsi alternativi – afferma Pasquali – ma piuttosto dimensioni complementari di un’unica strategia, che ci ha portato anche in Ungheria, Polonia, Messico, Tunisia e Germania». Il gruppo oggi può vantare una presenza in dieci Paesi, con oltre 4.350 agenzie, costruita secondo un metodo chiaro: «L’espansione internazionale è sostenibile solo se poggia su basi solide perciò, in Italia come all’estero, seguiamo lo stesso approccio: crescita graduale e sviluppata esclusivamente per via interna, attenzione alla qualità delle reti, formazione continua e valorizzazione delle persone».

Un “modus operandi” che ha portato il Gruppo a passare, tra il 2018 e il 2024, da 138,4 milioni a 196,3 milioni di ricavi. In parallelo, l’Ebitda è cresciuto da 29,1 milioni (pari al 20,9% dei ricavi) a 54 milioni (il 27,2%) e l’utile netto da 19,1 milioni a 41,6 milioni. Anche il 2025, aggiunge Pasquali, «si è chiuso con risultati in ulteriore miglioramento, raggiungendo 221 milioni di ricavi e 59 milioni di Ebitda». E per l’anno in corso, dice la consigliera delegata, «le indicazioni che emergono dall’andamento dei primi mesi sono positive e ci consentono di prevedere risultati in linea, se non leggermente superiori, a quelli dell’ultimo esercizio, pur in un contesto economico che continua a richiedere attenzione e capacità di adattamento».

Dai numeri alle scelte operative, il passo più recente è il rafforzamento delle attività rivolte alle imprese: «Negli ultimi anni abbiamo investito molto nel segmento non residenziale rilanciando, secondo nuove logiche, le reti Tecnocasa e Tecnorete per l’Impresa. Si tratta di un settore con un elevato potenziale, ma che richiede competenze specialistiche, una profonda conoscenza del territorio e la capacità di comprendere le esigenze di imprenditori e aziende. In questa direzione si inserisce anche la nascita, avvenuta quest’anno, di Kìron per le Imprese, che ha l’obiettivo di offrire un supporto qualificato alle esigenze finanziarie del tessuto imprenditoriale e sviluppare ulteriormente l’integrazione tra settori complementari».

L’ampliamento delle attività prosegue anche con Jarvès, società di intermediazione nel luxury real estate, e Tks Broker, il broker assicurativo del Gruppo. Non rami scollegati, ma servizi complementari alla relazione sviluppata dalle agenzie: «Sono progetti diversi tra loro, accomunati dalla stessa logica: ampliare e integrare la gamma dei servizi offerti all’interno del nostro ecosistema», osserva Pasquali. L’obiettivo è quello di far convivere una rete capillare e locale con competenze che un singolo mediatore difficilmente potrebbe offrire in modo autonomo. All’ampliamento delle attività si affiancano almeno altre due direttrici per la crescita.

Nata nel 1979, quando Oreste Pasquali apre la sua prima agenzia con vetrina su strada, Tecnocasa adotta il modello del franchising nel 1986. Il Gruppo conta oggi agenzie tra Italia ed estero, in Paesi come Spagna, Ungheria, Polonia, Messico, Tunisia e Germania. Accanto ai marchi Tecnocasa e Tecnorete operano Kìron nella mediazione creditizia, Jarvès nel luxury real estate e Tks Broker nel comparto assicurativo, progetti «diversi tra loro, accomunati dalla stessa logica: ampliare e integrare la gamma dei servizi offerti».

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