L’azienda lucchese, guidata ormai dalla terza generazione della famiglia, produce asfalti, attività affiancata dal riciclo degli inerti. Opera anche nell’edilizia civile e industriale e nelle opere pubbliche di urbanizzazione
Quando nel 1967 i fratelli Giovanni, Mario e Fernando Del Debbio e i cugini Renzo e Olivo decisero di riunire le rispettive attività di autotrasporto in un’unica società, il punto di partenza non fu un capannone ma il greto di un fiume. Dal letto del Serchio, che attraversa la piana di Lucca, i cinque soci fondatori ricavavano ghiaia e sabbia da destinare ai cantieri della zona: una materia prima che nel giro di pochi anni li avrebbe spinti a specializzarsi nella produzione di conglomerati bituminosi e nella costruzione di strade. Nasce così la Mario Del Debbio, trasformata nel 1977 in Del Debbio, ragione sociale che l’azienda di San Marco di Lucca mantiene tuttora.
Da quel nucleo l’attività si è progressivamente ampliata fino a comprendere l’edilizia civile e industriale e le grandi opere pubbliche di urbanizzazione: condotte idriche e fognarie, demolizioni, consolidamenti, manutenzioni straordinarie e, soprattutto, interventi di somma urgenza legati al dissesto idrogeologico, un capitolo che nella provincia di Lucca, attraversata dal Serchio e soggetta a piene ed esondazioni ricorrenti, ha finito per diventare quasi strutturale nell’attività dell’azienda: una casistica tornata di stringente attualità dopo le alluvioni che hanno colpito la Toscana negli ultimi anni.
Attorno al nucleo storico è cresciuto negli anni un piccolo gruppo di società satellite. Tra queste c’è Cave Pedogna, attiva dal 1974 nel mondo dell’estrazione di inerti e nata per superare il blocco delle attività estrattive nell’alveo del Serchio, con l’attivazione di una cava di monte in grado di soddisfare le richieste di inerte delle imprese stradali ed edili in Toscana. Nel 2024 ha festeggiato i cinquant’anni di attività con alla guida la seconda generazione, rappresentata da Massimo Del Debbio. Completano il gruppo Serchio Pali, costituita nel 2016 con la famiglia Pennacchi per le fondazioni speciali, il Centro Commerciale Valfreddana per la distribuzione di materiali edili e Interventi Territoriali Lucchesi, l’immobiliare del gruppo.
Alla guida della società, che vede già la partecipazione di esponenti della terza generazione della famiglia, siede tra gli altri Oliviero Del Debbio, che ha anche ricoperto il ruolo di vicepresidente regionale di Ance Toscana dopo essere stato per anni nella stessa carica nella sezione Ance Toscana Nord per il territorio di Lucca. Un incarico che riflette il peso associativo di un’impresa che opera in un comparto, quello delle costruzioni toscane, tornato a crescere nel 2025 dopo la fase straordinaria del Pnrr: secondo i dati diffusi da Ance Toscana il valore dei contratti pubblici regionali ha sfiorato i 10,5 miliardi, con i lavori pubblici in aumento dell’8%, superando anche il picco del 2022. Le imprese toscane si aggiudicano circa il 70% degli affidamenti per numero ma solo il 40% per valore, segno di un mercato in cui le commesse più consistenti restano spesso appannaggio di operatori di scala più ampia.
Anche i numeri di Del Debbio raccontano una fase di espansione. In un territorio dominato dalla nautica di Viareggio e dalla filiera cartaria della piana lucchese, comparti con cui l’edilizia convive senza competere direttamente per manodopera e commesse, tra il 2018 e il 2024 i ricavi dell’impresa (e non dunque quelli del gruppo) sono cresciuti da 15,6 milioni a 30,3 milioni. In parallelo, l’Ebitda è passato da poco più di 1 milione (pari al 6,8% del fatturato) a 7,5 milioni (ben il 23,9%, il dato più alto nella serie storica della società) e l’utile da circa 160 mila euro a 4,5 milioni, con una Posizione finanziaria netta che, due esercizi fa, evidenziava una cassa per oltre 10 milioni.
Tra i cantieri recenti dell’azienda figura la realizzazione del nuovo padiglione del liceo scientifico Vallisneri di Lucca, appalto da oltre 11 milioni assegnato dalla Provincia a un raggruppamento di imprese guidato da Cappelli Bernardo e di cui Del Debbio fa parte insieme a Baldassari Impianti, Diversi Impianti e Holz Albertani: lavori iniziati a metà 2024 e proseguiti nonostante il ricorso presentato da un’impresa concorrente e respinto all’inizio del 2025. Non tutte le partite giocate dall’azienda lucchese si sono chiuse allo stesso modo: per il nuovo ponte sul Serchio che collegherà la provinciale per Camaiore con la statale del Brennero, Del Debbio aveva partecipato alla gara in raggruppamento con Cimolai e Varia, ma l’appalto è stato infine assegnato a Fincantieri Infrastructure.
Sul fronte industriale, la produzione di conglomerati bituminosi resta il nucleo storico dell’attività, affiancata negli ultimi decenni dal riciclo degli inerti: l’impianto di Marlia, attivato nel 1995, fu il primo in Toscana dedicato al trattamento dei materiali da demolizione, mentre gli impianti Rose ed Ecostar permettono oggi di ricavare aggregati riciclati e terre da riporto utilizzate soprattutto nelle arginature. Tra i prodotti sviluppati figura anche Natura, una pavimentazione alternativa all’asfalto tradizionale pensata per i centri storici, le piste ciclabili e le aree di pregio paesaggistico.
Resta da vedere come il gruppo lucchese affronterà le sfide più strutturali del comparto, a partire dalla carenza di manodopera qualificata denunciata da Ance Toscana e dal tentativo, ancora in corso, di spostare le amministrazioni pubbliche da una logica emergenziale a una programmazione pluriennale della manutenzione del territorio: un cambio di passo che l’associazione dei costruttori chiede con insistenza dopo la stagione del Pnrr. Per un’azienda che dal greto di un fiume ha costruito quasi sessant’anni di attività, il dissesto idrogeologico resta così al tempo stesso un rischio da gestire e una parte non marginale del proprio mercato di riferimento.
Fondata nel 1967 a Lucca dai fratelli Giovanni, Mario e Fernando Del Debbio e dai cugini Renzo e Olivo, Del Debbio produce conglomerati bituminosi e inerti riciclati e realizza opere pubbliche e interventi di somma urgenza sul dissesto idrogeologico. Il gruppo comprende anche Cave Pedogna, attiva dal 1974, e Serchio Pali. Tra i cantieri più recenti c’è il nuovo padiglione del liceo Vallisneri di Lucca. L’amministratore Oliviero Del Debbio ha anche ricoperto il ruolo di vicepresidente regionale di Ance Toscana.