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BM Group, tante tecnologie, un’unica visione. Tra gli obiettivi il consolidamento all’estero

Nata negli anni Novanta, in pochi anni l’impresa ha creato un gruppo costituito da società specializzate in ambiti strategici per l’industria. Oggi opera attraverso aziende italiane e società estere di proprietà

Chi fornisce impianti e automazione all’industria deve saper leggere quest’ultima: rilevare con anticipo i bisogni che le aziende clienti avranno domani ed essere pionieri nello sviluppo di soluzioni concrete che ne garantiscano crescita e competitività, tanto sugli equipaggiamenti quanto sull’attenzione al consumo energetico, una delle voci più critiche nei bilanci delle aziende energivore. BM Group, gruppo industriale con sede principale a Borgo Chiese (TN) fondato oltre trent’anni fa, ha costruito il proprio percorso su questa logica: anticipare le trasformazioni dei clienti anziché inseguirle. «La nostra crescita è sempre stata guidata da un principio molto semplice – dice Mirko Bottini, presidente di BM Group Holding –. Investire continuamente nelle competenze e nell’innovazione».

Nata negli anni Novanta come fornitrice di sistemi di automazione, in pochi anni l’impresa ha creato un gruppo costituito da società specializzate in ambiti strategici per l’industria. Oggi BM Group opera attraverso aziende italiane e società estere di proprietà che coprono automazione industriale e robotica, sviluppo software e sistemi di visione, logistica e intralogistica e operano come Epc per la realizzazione di impianti e sistemi energetici green. Il suo modello unisce il massimo livello di specializzazione delle singole società con la capacità di integrare le competenze e approcciare progetti complessi in maniera sinergica: «Questo ci permette di sviluppare soluzioni altamente personalizzate, spesso integrate in impianti esistenti, riducendo i tempi di implementazione e massimizzando il ritorno dell’investimento per il cliente», aggiunge Bottini.

Uno degli ambiti in cui il gruppo ha costruito una posizione riconoscibile a livello internazionale è la robotica applicata ai processi con metallo liquido in ambito metallurgico. In questo campo la società conta oltre 400 sistemi robotizzati installati nel mondo, sviluppati per migliorare sicurezza, qualità e continuità produttiva in ambienti dove l’automazione è tecnicamente complessa. «In oltre trent’anni abbiamo maturato competenze specifiche nei settori siderurgico, ceramico, energetico, navale, ambientale e delle infrastrutture critiche – precisa il presidente –. Proponiamo soluzioni customizzate costruite sulle reali esigenze operative di ciascun cliente». È su questa «capacità di integrare competenze multidisciplinari all’interno dello stesso Gruppo, facendo convivere e lavorare insieme fin dalle prime fasi di progettazione meccanica, automazione, software, robotica, sistemi di visione, distribuzione elettrica, digitalizzazione e gestione energetica» che si basa la differenziazione competitiva del gruppo.

Negli ultimi anni BM Group ha investito in quelli che definisce «settori ad alto potenziale»: «Nel fotovoltaico – spiega Bottini – abbiamo dato vita a Nyox, joint venture con Edison Next, e creato Polytec Development, società specializzata nello sviluppo di autorizzazioni in questo ambito. Abbiamo poi partecipato a un bando provinciale della Provincia Autonoma di Trento per la realizzazione di un impianto di produzione da 1 Megawatt di idrogeno verde in aree industriali dismesse, nell’ambito della Missione 2 “Rivoluzione Verde e Transizione Ecologica” del Pnrr e completato con successo. Infine, abbiamo strutturato Hydroalp come Epc di riferimento per la realizzazione di impianti di produzione di gas rinnovabili e idroelettrici di produzione di idrogeno. In questo modo abbiamo rafforzato il nostro ruolo nella transizione energetica e ampliato il nostro posizionamento oltre il mondo dell’automazione industriale».

Il filo che lega queste iniziative è lo stesso che ha guidato le espansioni precedenti: i clienti industriali hanno bisogno di ridurre i costi energetici e di integrare fonti rinnovabili nei propri processi e BM Group vuole essere già lì quando la domanda si consolida. Questo ha permesso alla Holding di superare i 420 collaboratori diretti e passare dai 20,3 milioni di ricavi del 2018 ai 31,9 milioni del 2024. Parallelamente l’Ebitda è cresciuto da 3,2 milioni (pari al 15,5% del fatturato) a 5,6 milioni (il 17,5%) e l’utile netto è salito da 1,9 milioni a 3,5 milioni. Sul fronte geografico, il gruppo è presente in Nord America, Sud America e Medio Oriente (mercati in cui vuole «consolidare le attività») oltre che in Europa, con una strategia che non si limita all’export: «Internazionalizzare – dice Bottini – per noi significa trasferire know how tecnologico a beneficio dell’industria, costruire relazioni di lungo periodo e garantire supporto locale durante tutte le fasi del progetto, dando risposte concrete ai diversi bisogni».

L’Italia resta però il centro delle attività di ricerca, ingegneria e sviluppo, in cui «osserviamo una forte crescita della domanda di automazione per l’intralogistica, la digitalizzazione dei processi e le soluzioni per la transizione energetica, con un interesse trasversale che coinvolge numerosi settori industriali». In Europa il gruppo sta portando il proprio know-how in comparti nuovi come quello delle fonderie, che vanno ad aggiungersi ai tradizionali mercati della siderurgia, della ceramica e dell’industria di processo. L’anno in corso sarà all’insegna di un «ulteriore consolidamento organizzativo», con investimenti concentrati «sul rafforzamento della struttura manageriale, sull’ampliamento degli spazi produttivi, sull’inserimento di nuove competenze e sulla crescita delle persone»: «Crediamo che l’innovazione tecnologica debba essere accompagnata da un’organizzazione solida e da processi sempre più strutturati», afferma infatti il presidente.

Le tre direttrici su cui BM Group sta investendo per i prossimi anni rispecchiano la traiettoria dell’ultima decade: «L’automazione avanzata, con attenzione alla robotica per processi complessi, alla digitalizzazione degli impianti e all’integrazione dell’intelligenza artificiale nei sistemi di controllo e qualità. Poi c’è la transizione energetica: attraverso le nostre società stiamo sviluppando competenze sempre più avanzate nei settori del fotovoltaico, dei sistemi di accumulo, dell’idrogeno verde, dei gas rinnovabili, del biometano e delle smart grid. E infine la crescita del Gruppo, con investimenti in internazionalizzazione, nello sviluppo delle competenze e nella valutazione di nuove acquisizioni per rafforzare il nostro posizionamento tecnologico – conclude Bottini –. Il nostro è un progetto che guarda in avanti, costruito sulla convinzione che il futuro nell’industria manifatturiera appartenga a chi riesce a integrare tecnologie diverse in un’unica visione industriale. E in questa direzione continueremo a investire».

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