Dalle origini bresciane alla nascita di un sistema integrato, l’azienda coordina quattro realtà specializzate per gestire la spazzatura, producendo macchinari, compattatori e veicoli per la raccolta dei rifiuti
Per raccontare Busi Group bisogna partire da un gesto poco appariscente ma decisivo: prendere ciò che una città scarta e trasformarlo in un flusso industriale da raccogliere, comprimere e trasportare. È in questa meccanica quotidiana, fatta di cassonetti, compattatori e allestimenti speciali, che il gruppo bresciano ha costruito la propria traiettoria. Non soltanto fabbricando macchine, ma componendo nel tempo un sistema capace di seguire il rifiuto lungo quasi tutto il suo percorso.
Le origini risalgono al 1991, quando Giuseppe Busi fonda a Paitone, in provincia di Brescia, Bte, Busi Tecnologie Ecologiche. L’azienda nasce con una specializzazione precisa: sistemi per la raccolta, la compattazione e il trasporto dei rifiuti. È un settore in cui la robustezza meccanica non basta. Le attrezzature devono sopportare cicli intensivi, adattarsi a telai diversi e ridurre tempi e passaggi operativi. Nel 2003 nasce formalmente Busi Group Srl, holding incaricata di coordinare le diverse attività.
L’impresa smette così di crescere soltanto per linee interne e comincia a costruire un arcipelago industriale. Nel 2005 entra Mec, fondata nel 1966 a Mondovì e specializzata in sistemi scarrabili, rimorchi e movimentazione. Nel 2014 è la volta di Omb Technology, storico produttore bresciano di cassonetti e veicoli a carico laterale che ha inventato il sistema monoperatore, che permette di migliorare produttività, sicurezza e organizzazione del servizio raccolta. Dal 2023 il perimetro si allarga con Bsa, azienda veneziana attiva nelle spazzatrici stradali. L’età del gruppo dipende dunque da come la si conta. Busi Group è formalmente giovane, ma incorpora aziende che portano con sé decenni di carpenteria e progettazione.
L’anniversario “130”, ricavato sommando le storie di Bte, Mec e Omb, rende bene l’idea: più che una data anagrafica, una stratificazione di esperienze. La regia resta familiare, con una strategia fondata sul reinvestimento degli utili, sull’ampliamento dell’offerta e sulla continuità industriale. Oggi ogni società presidia un tratto della filiera. Bte opera tra Paitone, Pontevico e Orbassano e concentra gran parte delle competenze nella compattazione e nei container. Mec, da Mondovì, porta la propria esperienza negli impianti scarrabili e nei rimorchi. Omb, con sede a Rezzato, copre la raccolta stradale attraverso cassonetti e veicoli a carico laterale e posteriore. Bsa aggiunge lo spazzamento. L’integrazione tra queste realtà consente al gruppo di presidiare segmenti complementari dello stesso mercato, offrendo ai clienti un catalogo che copre esigenze operative molto diverse senza uscire dal perimetro della stessa organizzazione industriale.
La gamma riflette questa architettura. Busi progetta e commercializza compattatori, presse, cassonetti, container, sistemi di caricamento e rimorchi. I clienti sono utility pubbliche, municipalizzate, gestori dei servizi ambientali e imprese private. Le applicazioni coprono sia la raccolta stradale sia il conferimento in isole ecologiche, piazzali industriali e centri logistici. Accanto ai rifiuti urbani, le attrezzature gestiscono carta, plastica, vetro, organico, legno, metalli, materiali da scavo e altri flussi con esigenze differenti. Dietro l’etichetta del waste management c’è una filiera metalmeccanica fatta di carpenteria pesante, oleodinamica, elettronica, integrazione tra telai e attrezzature, progettazione su commessa e assistenza. L’allestimento di un veicolo industriale con sistema scarrabile e gru non è la semplice somma di componenti: è un esercizio di compatibilità tra pesi, ingombri, sicurezza e norme stradali. Il rifiuto è il punto di partenza; l’ingegneria resta il vero mestiere.
Sul fronte dei risultati economici, dal 2018 al 2024 i ricavi dell’azienda sono passati da 92 a 168 milioni di euro, con un tasso annuo composto (Cagr) del 10,5%. Nello stesso periodo l’Ebitda è salito da 8,6 a 15,9 milioni, con un margine passato dal 9,1% al 9,2%. Parallelamente, l’utile netto è cresciuto da 4,2 a 5,8 milioni di euro.
Circa un quarto dei ricavi arriva dall’estero. Il gruppo opera in oltre 30 Paesi, con una presenza che dall’Europa si estende al Nord Africa, al Medio Oriente, all’Oceania e all’America Latina. Il Sud America è uno dei mercati più radicati, grazie alla storia del marchio Omb, alla compartecipata Omb Latam con sede a Santiago del Cile e al supporto di ProEvo in Argentina. Depositi e unità logistiche accorciano le distanze in un comparto nel quale vendere una macchina è soltanto l’inizio: ricambi, manutenzione e assistenza pesano quasi quanto la fornitura iniziale.
La crescita dimensionale non ha cancellato il baricentro bresciano. Paitone resta il centro direzionale di un gruppo che ha trasformato una specializzazione locale in una piattaforma internazionale senza perdere il rapporto con la manifattura. Nel 2025 sono stati inoltre investiti circa 1,9 milioni di euro in ricerca e sviluppo, oltre 561 mila euro nel welfare aziendale e più di 7.000 ore in formazione.
L’azienda
Nato nel 1991 a Paitone per iniziativa di Giuseppe Busi con la fondazione di Bte, specializzata in compattatori e container, il gruppo ha poi intrapreso un percorso di crescita per linee esterne. Nel 2003 nasce la holding Busi Group Srl per coordinare le attività. Negli anni si sono unite la cuneese Mec (sistemi scarrabili e rimorchi), la storica Omb Technology di Rezzato (cassonetti e veicoli a carico laterale e posteriore) e dal 2023 la veneziana Bsa, attiva nelle spazzatrici