L’azienda produce e distribuisce specialità chimiche, additivi e lubrificanti e opera nell’ingegneria per
Oil & Gas. Ha una presenza consolidata in 10 Paesi. In sette anni il suo fatturato è cresciuto da 25,8 a
44,1 milioni
C’è un dato che più di altri definisce il profilo attuale di Chematek: tra il 35% e il 40% del
fatturato complessivo è generato tra Cina e India. È lì che si concentra una quota decisiva del
business ed è da lì che si misura la reale esposizione internazionale del gruppo milanese. Se
si allarga lo sguardo, emerge una struttura ormai pienamente globalizzata, con metà dei
ricavi provenienti dalle filiali estere: una configurazione che negli anni ha progressivamente
spostato il baricentro dell’azienda fuori dai confini nazionali, trasformandola in una
piattaforma distribuita lungo le principali direttrici della domanda chimica mondiale.
La traiettoria che porta a questo assetto affonda le radici alla fine degli anni Settanta, quando
l’attività nasce in forma individuale e si consolida poco dopo in una struttura societaria. Da
allora, la crescita si è sviluppata per estensione progressiva delle attività e per integrazione
delle competenze, seguendo l’evoluzione della chimica industriale verso modelli sempre più
complessi e interconnessi, in cui la distinzione tra produzione, distribuzione e servizi tende
progressivamente a sfumare.
Oggi Chematek opera lungo un perimetro ampio che comprende fine chemicals (le specialità
chimiche, cioè sostanze complesse prodotte in volumi limitati e con elevati standard di
purezza), additivi per carburanti, lubrificanti e ingegneria applicata a impianti per oil & gas e
trattamento acque. Il gruppo si muove su una gamma di oltre cento prodotti chimici di base,
con copertura normativa europea, in un contesto regolatorio sempre più stringente che
impone continui adeguamenti su sicurezza, tracciabilità e sostenibilità, e su linee più
specialistiche come gli agenti riducenti ad alta potenza – tra cui i boroidruri
commercializzati con marchi proprietari – oltre a intermedi destinati a settori ad alto valore
aggiunto come farmaceutica, fragranze e personal care.
L’offerta di Chematek si sviluppa anche in additivi avanzati per carburanti – miglioratori di
cetano e Cfpp, additivi antistatici e detergenti multifunzionali per benzina, gasolio e Gpl – e
lubrificanti speciali come oli dielettrici destinati ad applicazioni industriali e di raffineria.
La struttura si articola oggi attorno all’headquarter di San Vittore Olona (MI), dove si
concentrano le funzioni strategiche, i laboratori di ricerca e le attività logistiche, affiancato
da una seconda sede operativa a Livorno focalizzata su progetti Epc per raffinerie, energia e
infrastrutture. A questa base si aggiunge una rete internazionale diffusa. «Siamo presenti in
dieci Paesi nel mondo», sottolinea il Ceo Giovanni Papandrea, evidenziando una presenza
che copre Europa, Asia, Oceania e America. Una geografia pensata per presidiare mercati
chiave e per garantire prossimità operativa ai clienti, oltre a consentire un coordinamento
più efficiente tra approvvigionamenti, produzione su misura e assistenza tecnica locale,
riducendo tempi e complessità nelle attività e integrando supply chain e supporto tecnico.
È proprio su questa direttrice che si concentrano oggi le principali linee di sviluppo: la
valorizzazione delle competenze di sintesi per arrivare alla realizzazione di nuovi impianti
chimici dedicati, oltre alla possibilità di operare tramite modelli CDMO (conto lavorazione) e
joint venture, ampliando ulteriormente il presidio diretto sulla produzione.In questo
disegno, come anticipato, il peso dell’Asia è determinante. La concentrazione di ricavi in
Cina e India rende questi mercati centrali non solo per la crescita, ma per l’equilibrio
complessivo dell’azienda, anche in relazione al ruolo che svolgono nelle catene di
approvvigionamento globali della chimica. È qui che si concentrano opportunità e criticità,
in un contesto internazionale sempre più esposto a tensioni geopolitiche, volatilità dei prezzi
e discontinuità nella disponibilità di materie prime, fattori che incidono direttamente sulla
pianificazione industriale e sulla prevedibilità dei flussi commerciali.
I numeri sul piano finanziario confermano la solidità e la coerenza del percorso intrapreso.
Tra il 2018 e il 2024 i ricavi di Chematek sono passati da 25,8 a 44,1 milioni, con un tasso
composto di crescita annuo (Cagr) del 9,4%. Nello stesso periodo l’Ebitda è aumentato da
900 mila euro a 7,7 milioni, con un deciso rafforzamento della marginalità operativa (dal
3,6% al 17,4%). «Il 2025 si è chiuso con ricavi intorno ai 50 milioni di euro», anticipa
Papandrea, mentre il 2026 si presenta come un anno di passaggio. «I risultati di quest’anno
dipenderanno dalla ricezione dei nuovi prodotti che stiamo sviluppando nei nostri
laboratori». In particolare, il segmento fragrance and flavors rappresenta uno degli ambiti su
cui si concentreranno gli investimenti, anche grazie alle competenze di sintesi maturate nel
tempo e applicate trasversalmente tra farmaceutico e chimica fine.
Accanto a queste prospettive, emergono però segnali di rallentamento che riguardano
l’intero settore. «In questo momento molti non producono perché hanno carenza di
solventi». Una condizione che nasce a monte della filiera: la scarsità di materie prime
essenziali limita la capacità produttiva di numerosi operatori e riduce di conseguenza gli
sbocchi commerciali, con effetti diretti anche sulle aziende che operano nella distribuzione e
nei servizi di produzione.