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Binda (Masterpack): «Agli aumenti delle materie prime resistiamo grazie al magazzino»

Il presidente dell’azienda di packaging flessibile racconta l’impatto dei rincari legati al petrolio e alla
guerra sulle plastiche. «Margini sottili, ma continuiamo a investire in innovazione». Cresce
l’attenzione al Nord America con l’apertura di una sede in Canada

In un’epoca di continui cambiamenti tecnologici e di crescente attenzione alla sostenibilità,
il packaging diventa un settore strategico non solo per la sua funzione pratica, ma anche per
le sue implicazioni economiche ed ecologiche. Ne abbiamo parlato con Massimiliano Binda,
presidente di Masterpack, azienda fondata dal padre nel 1988 e attiva nel packaging
flessibile, con un focus principale sul settore alimentare.

Binda, per iniziare, ci parli di Masterpack e della sua evoluzione nel tempo.​

Siamo nati nel 1988, quando mio padre fondò l’azienda, e oggi siamo ancora a conduzione
familiare. Il nostro mercato principale è quello del packaging per l’industria alimentare, ma
serviamo anche i settori chimico e farmaceutico. Nel corso degli anni siamo riusciti a
distinguerci attraverso l’innovazione: oggi possiamo vantare oltre 30 brevetti depositati,
un’eccezione in un settore molto standardizzato. La nostra forza è nella specializzazione e
nella capacità di adattarci a un mercato in continua evoluzione.

Come è iniziata l’avventura di Masterpack e quali sono stati i momenti chiave che ne
hanno segnato la crescita?​

La nostra storia inizia negli anni Ottanta, quando mio padre lavorava già nel settore del
packaging. La vera svolta arriva negli anni Novanta, quando, nel 1998, decide di importare in
Europa una macchina che applicava delle zip in bobina, una tecnologia mai vista prima nel
continente. Non c’era un mercato né esperienza, ma mio padre si è lanciato comunque in
questa sfida. È stato un investimento rischioso, ma ha segnato il nostro ingresso
nell’innovazione. Da lì abbiamo continuato a sviluppare soluzioni nuove, come l’etichetta
per chiusure facili, ispirata da una richiesta di mia nonna. Questo spirito innovativo ci ha
permesso di diventare un punto di riferimento nel settore.

Masterpack è ora attiva anche negli Stati Uniti. Come si è evoluto il mercato americano
rispetto a quello europeo?​

Negli ultimi dieci anni abbiamo concentrato la nostra attenzione sul mercato americano,
dove il nostro fatturato è cresciuto in modo significativo, arrivando a 1,5 milioni di euro nel
2019. Tuttavia, la pandemia e l’aumento vertiginoso dei costi legati ai container hanno avuto
un impatto devastante sul nostro business. A quel punto abbiamo dovuto decidere se
continuare a operare da lontano o fare il grande passo di stabilirci direttamente negli Stati
Uniti. Abbiamo scelto di investire, aprendo una sede in Canada nel 2025, per consolidare la
nostra presenza nel mercato nordamericano.

Come ha influito la pandemia su Masterpack e sulle dinamiche del mercato globale?​

La pandemia ha cambiato radicalmente le dinamiche del nostro settore. Il costo dei
container è aumentato in modo esponenziale e, di conseguenza, abbiamo perso quasi tutto
il mercato americano. Ma, nonostante la crisi, abbiamo scelto di rimanere competitivi
cercando soluzioni alternative. Una delle scelte più significative è stata quella di aprire una
sede in Canada, poiché nel post Covid i clienti nordamericani hanno cambiato mentalità e
hanno cominciato a favorire fornitori interni al continente.

Il settore del packaging sta vivendo un aumento dei costi legati alle materie prime,
soprattutto alla plastica. Come state affrontando questa sfida?​

Il settore della plastica è molto dipendente dal petrolio, quindi gli aumenti sono inevitabili.
Dopo l’inizio della guerra, i fornitori ci hanno subito comunicato aumenti significativi. Noi,
fortunatamente, abbiamo un magazzino abbastanza ampio che ci ha permesso di resistere
per un po’, ma lo stock scende progressivamente e i costi continuano a salire. Sebbene i
nostri margini siano sottili, cerchiamo di mantenere un servizio impeccabile per i nostri
clienti, anche se inevitabilmente gli aumenti si riflettono sui prezzi finali. Non è una
decisione facile, ma è necessaria per garantire la sostenibilità dell’azienda.

La sostenibilità è un tema centrale oggi nel packaging. Come Masterpack affronta questo
aspetto, anche alla luce delle normative europee come il Ppwr?​

La sostenibilità è fondamentale per noi. In Europa siamo molto attenti all’innovazione e
cerchiamo di proporre soluzioni che rispondano alle nuove normative, come quelle sul
riciclo dei materiali. Ad esempio, abbiamo sviluppato packaging che facilitano la
separazione dei materiali durante il processo di riciclo, rendendo il nostro impatto
ambientale il più basso possibile. In America il mercato è ancora in ritardo rispetto
all’Europa, ma sta cominciando a guardare con attenzione alle soluzioni più avanzate che
arrivano dal nostro continente.

Negli Stati Uniti, come affrontate la concorrenza e le peculiarità del mercato rispetto a
quello europeo?​

Il mercato americano è molto diverso da quello europeo. Gli Stati Uniti sono ancora un
mercato ricco, dove le aziende sono disposte a spendere molto per il packaging. La fortuna di
Masterpack è che abbiamo un catalogo prodotti altamente innovativo, con molte soluzioni
che là ancora non esistono o che vengono proposte con una qualità inferiore. Di fatto, il
nostro obiettivo non è tanto quello di vendere packaging “standard”, ma di posizionarci
principalmente come fornitore di packaging innovativi.
Che tipo di innovazioni state sviluppando per rispondere alle esigenze dei vostri clienti?​
Masterpack è un’azienda che investe molto in ricerca e sviluppo. Uno degli esempi più
significativi è la valvola sticker, una valvola di degasaggio per il settore del caffè che
sostituisce quella tradizionale applicata manualmente nelle linee di confezionamento,
riducendo significativamente i tempi di produzione. Inoltre, abbiamo sviluppato materiali
che migliorano l’esperienza del consumatore, come una carta che dissipa il calore per evitare
scottature oppure packaging top seal a densità opposta che aiutano nel riciclo. Siamo
sempre alla ricerca di soluzioni che rispondano alle esigenze dei nostri clienti e che
contribuiscano a un futuro più sostenibile.

Come vede il futuro del packaging e quale ruolo avrà Masterpack in questo contesto?​

Il futuro del packaging sarà sempre più orientato verso l’innovazione tecnologica e la
sostenibilità. Noi, come Masterpack, vogliamo essere protagonisti di questo cambiamento,
continuando a investire in ricerca e a proporre soluzioni che siano al tempo stesso
innovative e rispettose dell’ambiente. Le sfide sono molte, ma siamo fiduciosi che, con un
impegno costante nell’innovazione e nella qualità, riusciremo a rispondere alle necessità del
mercato.

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