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Acca digitalizza l’edilizia con i suoi software. Dal sisma in Irpinia a un Ebitda del 40%

Dalle origini nella ricostruzione post-terremoto alla specializzazione nei programmi 
Bim, che creano il gemello digitale di un edificio.
La software house di Avellino ha chiuso il 2025 a 33,5 milioni di ricavi 
Nata tra le macerie e la voglia di rinascita,
la storia di Acca Software affonda le radici nel 
terremoto che devastò l’Irpinia nel 1980. A Montella (Avellino), uno dei comuni più colpiti, 
l’ingegnere Guido Cianciulli diede vita nel 1989 a un’azienda con l’ambizione di portare 
innovazione nel settore dell’edilizia, intuendo con lungimiranza il potenziale del software 
applicato alla progettazione. Da quella tragedia nacque una visione: trasformare la 
ricostruzione in progresso, offrendo strumenti digitali pensati per architetti e ingegneri, capaci di rivoluzionare il modo di progettare e costruire.«Il settore informatico era nel suo 
primo momento di espansione — racconta Antonio Cianciulli, Chief Marketing Officer e 
fratello di Guido Cianciulli, fondatore dell’azienda insieme alla moglie Alba Buccella —. 
Nascevano i primi personal computer: Olivetti, Ibm e soprattutto era il momento del 
Commodore e dello ZX80. Erano gli albori, il momento in cui si passava dalle strutture dei 
Cad (i primi sistemi informatici usati per assistere la progettazione tecnica e ingegneristica, 
ndr.) ai primi pc». 
La nascita della società si inserisce proprio in questo contesto di trasformazione, dove una 
crisi si è tradotta in opportunità: «I lavori andavano scemando dopo la ricostruzione del 
post-terremoto e si pensò di trasformare l’attività, passando da studio tecnico a software 
house e successivamente in un’azienda di produzione di software per il settore». Il primo 
programma sviluppato fu Comet (acronimo di Computo Metrico), uno strumento 
pionieristico per il calcolo delle quantità e dei costi nella realizzazione di opere edili, poi 
evoluto in PriMus. Con Comet prende avvio una rivoluzione digitale destinata a ridefinire 
l’ambito delle costruzioni. Da allora, Acca Software ha ampliato la propria offerta con oltre 90 
soluzioni, diventando un punto di riferimento in Italia nell’innovazione per il settore Aec 
(Architecture, Engineering, Construction). 
Sul fronte finanziario, tra il 2018 e il 2024 il fatturato è più che raddoppiato, da 15 a 29,7 
milioni, con un tasso annuo composto (Cagr) del 12,1%. Anche l’Ebitda ha mostrato una 
crescita significativa, salendo da 4,6 milioni (con una marginalità del 29,1%) a 12,9 milioni 
(41%). A partire dal 2021, inoltre, la marginalità si è mantenuta stabilmente sopra il 40%, con 
un picco del 55,6% registrato proprio in quell’anno. Per il 2025, invece, l’azienda prevede un 
ritorno alla crescita dei ricavi, stimando di chiudere l’esercizio a quota 33,5 milioni di
euro. Nel corso di questo processo di crescita, Acca ha individuato nei software Bim (Building 
Information Modeling) il proprio vero core business. Si tratta di strumenti che permettono di 
creare e gestire un “gemello digitale” dell’opera in costruzione: un modello informativo 
completo, che racchiude ogni aspetto del progetto.
Grazie alla tecnologia Bim, ingegneri, architetti e impiantisti possono lavorare sullo stesso 
modello integrato, ognuno concentrandosi sul proprio ambito — dai calcoli strutturali alla 
progettazione architettonica, fino agli impianti — mantenendo sempre una visione 
condivisa e coerente. A questo processo collaborano anche esecutori e manutentori, 
contribuendo a costruire un ecosistema informativo interconnesso, aggiornabile in tempo 
reale lungo l’intero ciclo di vita dell’edificio.«Un concetto rivoluzionario», sottolinea il 
cofondatore di Acca. «Prima la progettazione si basava su disegni bidimensionali. Il Bim ha 
introdotto una visione tridimensionale: ogni elemento (una trave, un pilastro, una finestra) 
diventa un oggetto digitale con caratteristiche tecniche proprie, dai materiali alla resa 
energetica. Non più un semplice disegno, ma un sistema informativo complesso che 
rappresenta ogni parte dell’edificio. Questa integrazione di competenze e dati è ciò che ha 
reso unica l’identità della nostra azienda».  
Acca si inserisce in un mercato, quello dei Bim, dominato attualmente da grandi player 
internazionali[SS1] , come il colosso statunitense Autodesk (sviluppatore del programma 
Revit, 5,5 miliardi di dollari di fatturato nel 2024) e Allplan Italia, filiale della tedesca 
Nemetschek (1 miliardo).A consolidare ulteriormente questa traiettoria di crescita ha 
contribuito anche l’evoluzione del quadro normativo in ambito edile. Dal 1° gennaio di 
quest’anno, il settore ha vissuto una svolta decisiva: l’utilizzo del Building Information 
Modeling è infatti diventato obbligatorio per tutti i cantieri legati a lavori pubblici con valore 
superiore ai 2 milioni di euro[SS2] . Uno scenario che apre a nuove prospettive: «Penso che 
da quest’anno, tra l’obbligatorietà delle nuove normative tecnologiche e lo sviluppo dei 
mercati internazionali, riusciremo ad avere dei feedback molto più significativi da parte del 
mercato, con risultati sensibili sul fatturato. In questo frangente stiamo anche spostando i 
nostri asset di guadagno su tecnologie completamente in cloud, con l’internazionale. Al 
momento, la percentuale di fatturato dei nuovi prodotti è minima rispetto a quello che è il 
potenziale di queste nuove tecnologie. Quest’anno speriamo di riuscire a mettere a frutto lo 
sviluppo che abbiamo avuto negli ultimi dieci anni». 
L’azienda 
“Tutto ha inizio dalle macerie del sisma che devastò l’Irpinia nel 1980. A Montella, nel 
1989, l’ingegnere Guido Cianciulli intuisce il potenziale del digitale per l’edilizia e fonda 
Acca Software, all’interno della quale nasce Comet, programma per il calcolo metrico. 
Oggi l’azienda è tra i leader nel Building Information Modeling, la tecnologia che crea 
modelli tridimensionali degli edifici su cui architetti, ingegneri e impiantisti collaborano 
in tempo reale. Dal 2025 il Bim è obbligatorio per i cantieri pubblici oltre i 2 milioni.”
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