Castellini: «Investimenti decisivi. l dietrofront mette in ginocchio tutta l’industria italiana»

«Aspettiamo i risultati del tavolo di mercoledì al Mimit e poi si valuterà se procedere conl’azione legale. Gli investimenti che abbiamo fatto sono stati programmati sulla base dinorme e indicazioni chiare, pubblicate e approvate. La marcia indietro del governo orarischia di mettere in ginocchio tutta l’industria italiana». Beatrice Castellini, Communication& Sustainability Manager di Castellini Holding, azienda bresciana che produce macchinari eattrezzature industriali, è tra i tanti imprenditori italiani che in queste ore stanno provando acapire quanto e come il taglio agli incentivi di Transizione 5.0 deciso dal governo influirà suibilanci aziendali ».
Castellini, avete fatto domanda per accedere a Transizione 5.0?
Lo abbiamo fatto l’anno scorso per l’acquisto di un nuovo macchinario e il revamping di un macchinario esistente. Siamo riusciti a prenotare il credito d’imposta prima che ci fosse la prima comunicazione di esaurimento dei fondi. Adesso stiamo cercando di capire se verremo toccati o no dal nuovo decreto fiscale. C’è molta incertezza, ma visto che non abbiamo ancora ricevuto conferma, probabilmente il taglio toccherà anche noi.
Di che tipo di investimento parliamo?
Il nostro investimento è stato di circa 1,2 milioni, ma in genere quando si parla di macchinari
e transizione 5.0 si parla sempre di cifre importanti.
Questo taglio cosa significa per un imprenditore?
Si tratta di investimenti importanti, che probabilmente senza queste agevolazioni non
avremmo fatto. Il budget programmato così non quadra più. Tra l’altro, con il decreto fiscale,
sono stati esclusi anche tutti gli interventi di efficientamento energetico, per cui ci si chiede
in che direzione stiamo andando, visto che già da un lato ci viene chiesto di continuare a
investire e poi si rimangiano la parola.
In un momento complicato come questo, questa decisione per voi pesa ancora di più?
Con la situazione geopolitica che ha messo in crisi i mercati, in un momento in cui non è
possibile avere una visione di lungo periodo, è già molto più complicato fare impresa. E il
fatto che il governo abbia tradito la fiducia delle imprese proprio ora è ancora più grave. C’è
la sensazione di essere stati abbandonati in un momento di difficoltà.
Ha sentito i suoi colleghi? Cosa pensano?
Sono tante le aziende che hanno fatto investimenti proprio in virtù di queste agevolazioni.
Investimenti fatti anche per far ripartire l’economia e l’industria in un momento difficoltoso
e complicato, in particolare nella zona di Brescia, già abbastanza colpita dalla crisi del settore
automotive. Noi abbiamo la fortuna di aver chiuso comunque un 2025 con dei risultati
ancora ottimi, ma siamo una mosca bianca nel territorio.
Cosa vi aspettate ora?
Mi auguro che Confindustria prenda una presa di posizione estremamente rigida e forte nei
confronti del governo, perché chiaramente questa situazione mette in difficoltà molte
aziende. Attendiamo l’incontro di mercoledì al Mimit e poi andrà valutata certamente
l’azione legale. Ma anche se ora riuscissero a fare una completa marcia indietro, la credibilità
delle politiche industriali sarebbe ulteriormente compromessa. Per fare gli investimenti
serve una prospettiva positiva sul futuro. Così facendo, si blocca tutto.
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