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Intred aggancia il mondo dei data center: «Modello sempre più integrato»

Intred aggancia il mondo dei data center: «Modello sempre più integrato»

C’è un operatore di telecomunicazioni che in trent’anni ha costruito, chilometro dopo chilometro, una delle reti in fibra più estese della Lombardia, mantenendo sempre il controllo diretto della propria infrastruttura. Si tratta di Intred, società bresciana che oggi può contare su circa 15 mila chilometri di rete proprietaria e 55,8 milioni di ricavi.

Un modello fondato su canoni ricorrenti e presidio del territorio, in cui il possesso della rete non è solo una scelta tecnica ma industriale: governare l’infrastruttura significa controllare qualità del servizio, marginalità e tempi di sviluppo. In un settore dominato da grandi gruppi nazionali, Intred ha costruito il proprio vantaggio competitivo proprio su questa autonomia, consolidando nel tempo relazioni stabili con imprese e pubbliche amministrazioni.

Fondata a Brescia nel 1996 con l’obiettivo di offrire connettività dati e voce attraverso una rete propria, l’azienda è oggi uno dei principali fornitori italiani di servizi in fibra ottica, con un radicamento forte in Lombardia. L’offerta comprende banda larga e ultralarga, telefonia, servizi cloud e data center, in un ecosistema integrato che ruota attorno all’infrastruttura proprietaria.

«Il nostro elemento distintivo è la rete in fibra ottica di proprietà – spiega il direttore generale Egon Zanagnolo –. Possedere l’infrastruttura significa controllare qualità del servizio, resilienza, tempi di risposta e costi operativi». Una strategia perseguita per oltre un decennio e sostenuta da investimenti rilevanti: circa 130 milioni sono stati destinati allo sviluppo della fibra. Il Piano strategico 2024-2027 mette sul piatto altri 80 milioni, di cui il 70% dedicati all’espansione della fibra Ftth e circa 13 milioni alla realizzazione di un nuovo data center.

Proprio il data center rappresenta una delle leve di sviluppo dei prossimi anni. Nell’area dell’ex stabilimento Ideal Standard a Brescia sorgerà un campus tecnologico su 28 mila metri quadrati, di cui 6 mila destinati al centro di calcolo e 4 mila a uffici direzionali e operativi. La struttura sarà progettata con standard tecnologici elevati e soluzioni sostenibili, con l’obiettivo di offrire servizi di hosting, cloud, housing e connettività avanzata integrati alla rete proprietaria.

L’investimento, oltre a rafforzare l’offerta digitale dell’azienda, contribuisce alla rigenerazione urbana dell’area e punta a creare un ritorno significativo in un mercato in espansione, tradizionalmente presidiato da operatori internazionali. Il data center dovrebbe diventare operativo entro quest’anno, mentre gli uffici saranno completati nell’arco di 24 mesi, così da dar vita a un hub pensato per il supporto della digitalizzazione delle imprese e delle istituzioni locali.

La coerenza tra investimenti infrastrutturali e risultati economici emerge dai numeri. Il fatturato è passato dai 20,3 milioni del 2018 ai 55,2 milioni del 2024, con un tasso annuo composto di crescita del 18%. L’Ebitda è salito da 6,3 milioni (31% dei ricavi) a 24 milioni (43%), mentre l’utile è cresciuto da 3,1 a 11 milioni. Anche il percorso in Borsa riflette questa traiettoria: nel 2018, anno della quotazione all’Euronext Growth Milan, il titolo valeva 2,27 euro; oggi supera i 9 euro.

«La crescita è stata trainata dall’espansione della rete, dall’aumento delle connessioni attive e dal consolidamento dei ricavi ricorrenti», sottolinea Zanagnolo. Le economie di scala, il maggiore peso dei servizi a valore aggiunto e la razionalizzazione delle attività meno strategiche hanno progressivamente contribuito al miglioramento della marginalità.

Le fasi di picco hanno coinciso con cicli di investimento più intensi e con la conclusione dei bandi scolastici, che hanno generato ricavi non ripetibili ma promosso l’accelerazione della copertura infrastrutturale. Lo sviluppo è stato prevalentemente organico, affiancato da operazioni mirate come l’acquisizione di Connecting Italia, che ha ampliato il perimetro operativo e creato sinergie.Accanto alla dimensione industriale, Intred ha rafforzato anche il proprio impegno sociale, in particolare sul fronte della lotta al cyberbullismo. Dopo il progetto educativo Cyberbullying is not a game, rivolto a giovani, famiglie e scuole, l’azienda ha lanciato la campagna #Fuoridallarete in occasione del Safer Internet Day. L’iniziativa ha portato alla revisione del Codice Etico, introducendo la possibilità di inibire l’efficacia del contratto di fornitura in caso di responsabilità penale per atti di cyberbullismo: una scelta che traduce la sensibilizzazione in strumenti concreti.

Guardando al futuro, «la sfida sarà consolidare il ruolo di operatore infrastrutturale ed evolversi verso un modello sempre più integrato tra rete e servizi digitali. L’espansione della fibra resta centrale, ma il vero salto competitivo potrebbe derivare dall’integrazione tra connettività, data center e soluzioni cloud, così da intercettare la crescente domanda di sicurezza, sovranità del dato e continuità operativa da parte di imprese e pubbliche amministrazioni», conclude Zanagnolo.

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